di Giampiero Giancarli
L'AQUILA. Tenne sequestrati in casa per quasi 12 ore, i tre figli piccoli e la nonna disabile, pretendendo 400 mila euro dalla moglie: una incursione dei Nocs nel progetto Case di Paganica pose fine all'odissea. Ieri, l'uomo, un 40enne originario del Teramano, del quale non possiamo rivelare il nome per esigenze di tutela alla riservatezza dei figli minorenni, è stato condannato a un anno e mezzo per sottrazione di minori e maltrattamenti in famiglia. Una condanna, su richiesta del pm
Rita Di Gennaro inflitta con rito abbreviato, e dunque, con uno sconto di pena. L'uomo era stato arrestato dopo il blitz ma successivamente liberato. Ma il giudice 20 giorni fa lo ha arrestato di nuovo per essersi presentato dalla moglie eludendo, in tal modo, gli obblighi di divieto di avvicinamento: una decisione presa dal giudice su istanza del locale Centro di violenza delle donne che, tramite l'avvocato
Simona Giannangeli assiste la moglie dell'accusato. Questi, assistito dall'avvocato
Amedeo Ciuffetelli dopo la sentenza di ieri, è uscito dal carcere ma starà ai domiciliari. Nel corso del suo intervento l'avvocato di parte civile, Giannangeli, ha fatto presente che una possibile assoluzione dell'imputato avrebbe messo a rischio l'incolumità della sua ex moglie. L'imputato, dunque, fu bloccato dai Nocs solo dopo che interventi bonari non lo convinsero. L'uomo era esasperato perchè, a suo dire, poco prima la moglie gli aveva chiesto cinquemila euro per tamponare un debito con un usuraio: ma sembra che la donna
li avesse solo prestati a un collega. L'ennesima richiesta, questa, dopo altri ammanchi che stavano rovinandogli le attività, aggravando, sempre a suo dire, il dissesto familiare. Le liti spesso sfociarono in alterchi e anche in maltrattamenti, tanto che la donna presentò delle denunce un Questura cose che hanno contribuito ad aggravare la sua posizione. L'uomo, dunque, si barricò in casa con i figli. Ci furono delle trattative per indurlo a liberare gli ostaggi ma non servì a nulla. Allora le forze dell'ordine finsero di allontanarsi con l'intento di abbassare il suo livello di attenzione. Poi, in piena notte, ci fu il blitz dei Nocs che erano arrivati da Roma. Gli agenti scelti non ebbero molte difficoltà a immobilizzare il forsennato. Infatti, a loro dire, quel tipo di intervento era da considerare di un livello di rischio minimo. L'intervento si svolse con la collaborazione di volante e mobile coordinate dai dirigenti
Paolo Pitzalis e
Salvatore Gava ora a Roma.
3 febbraio 2011
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