Nel mirino della Procura progettisti, direttori di cantiere e collaudatori dell'ospedale venuto giù col terremoto. Il reato ipotizzato è di concorso in disastro colposo
L'insegna del pronto soccorso tra le macerie del sisma
L'AQUILA. La procura della Repubblica dell'Aquila ha inviato al giudice per l'udienza preliminare istanza di richiesta di rinvio a giudizio per i sei indagati per il filone della maxi inchiesta sui crolli relativa all'ospedale regionale San Salvatore del capoluogo, una delle indagini più complesse di quelle intraprese dal procuratore Alfredo Rossini e dalla sua squadra. Il reato ipotizzato è di concorso in disastro colposo. Si tratta di tecnici, progettisti e collaudatori dell'opera, la cui realizzazione è cominciata negli anni Settanta ed è costata circa 100 milioni di euro.
Le cinque persone per cui i pm chiedono il processo sono Marcello Vittorini, ingegnere progettista e direttore dei lavori dell'opera negli anni Settanta; Gaspare Squadrilli, ingegnere strutturista e redattore dei calcoli negli anni Settanta e direttore dei lavori della struttura; Michele Tundo, geometra e direttore del cantiere della struttura dal 1972 al 1974; Domenico Ciccocioppo, geometra e direttore del cantiere negli anni 1973-1979; Luciano Rocco, componente della stessa commissione di collaudo.
Il terremoto del 6 aprile 2009 ha provocato il crollo di parti della struttura, provocando disagi e polemiche, con la conseguenza che molti dei feriti sono stati addirittura curati e medicati all'aperto, a pochi passi dalle strutture pericolanti.
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3 febbraio 2011
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