di Roberto Raschiatore
AVEZZANO. Falsificare il bilancio per dimostrarsi un buon amministratore e ricevere consensi: con queste accuse la Procura di Avezzano ha indagato Gianfranco Tedeschi, presidente del Consorzio acquedottistico. Con
Tedeschi, che è anche amministratore delegato del Cam, risultano indagati anche gli altri due rappresentanti del Cda,
Berardino Franchi e
Pasqualino Di Cristofano, e
Lucia Falcetelli e
Mario Cantoresi, rispettivamente coordinatore finanziario contabile e responsabile dell'ufficio finanziario. In concorso tra loro, secondo l'accusa, hanno fornito false comunicazioni sul bilancio relativo all'esercizio 2008 dell'ente pubblico economico Consorzio acquedottistico spa. Il presunto reato, punito dal codice civile, riguarderebbe anche Falcetelli e Cantoresi perché in qualità di dirigenti «partecipavano alla stesura del bilancio 2008 e firmavano l'attestazione di regolarità tecnica e contabile attestando il pieno rispetto dei corretti principi contabili». Il Cam avrebbe aumentato artificiosamente ricavi e crediti. Con quale scopo? Secondo la Procura, l'intenzione era quella di «ingannare i soci (si tratta dei 35 comuni marsicani, ndr) e il pubblico aggiustando le poste in bilancio in modo tale da riportare un risultato positivo e così il Tedeschi, dimostrandosi buon amministratore, al fine di conseguire l'ingiusto profitto di un rafforzamento della propria posizione alla guida del Cam anche in vista di future riconferme o altre nomine a pubblico amm
inistratore». Gli altri indagati, sempre stando alle accuse, hanno
assecondato questa finalità «con fatti materiali non rispondenti al
vero». L'inchiesta, portata avanti dalla Finanza - nella sede del
Cam di Avezzano c'è stato il sequestro di una corposa
documentazione - e coordinata dal sostituto procuratore
Stefano
Gallo, ha evidenziato che malgrado vi fosse una situazione
economica con forti segnali negativi sono stati aggiunti tra i
ricavi gli importi di accertamenti solo preliminari di utenze
sommerse annotando in contabilità generale l'importo di euro
1.968.122 derivante da una proiezione di recuperi di utenze
sommerse nel comune di Cappadocia (dal 2003 al 2008) e di 1.286.585
sull'esito di una sommaria verifica di possibili utenze sommerse a
Tagliacozzo e Sante Marie. Le fatture da emettere, dalla fine del
2008, ammonterebbero a quasi sei milioni di euro con l'aumento
artificioso di ricavi e crediti. Nei giorni scorsi sono arrivati
gli avvisi di chiusura indagini. I cinque indagati sono assistiti
dall'avvocato
Antonio Milo. Il presidente del Cam, esponente
del Partito democratico, non si mostra scosso dall'inchiesta. «Si
tratta di situazioni tecniche relative a poste in bilancio»,
precisa Gianfranco Tedeschi, «ho ricevuto come altri sedici
provvedimenti e tutti sono stati archiviati. Conto di chiarire
anche questa vicenda relativa a contestazioni di un articolo del
codice civile. Depositeremo a giorni una nostra memoria. Voglio
sottolineare inoltre che non è stato emesso alcun rinvio a
giudizio: siamo solo indagati. E dico senza timore di avere altri
avvisi di garanzia. Ripercussioni politiche? L'aspetto più
importante è non ricevere condanne. Questa amministrazione del Cam
non ne ha mai ricevute in quattro anni. Siamo sereni, pronti a
giustificare tutto davanti ai magistrati. L'inchiesta riguarda una
scelta politica dell'assemblea di ricercare chi non aveva pagato
l'acqua».
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28 gennaio 2011
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