di Michela Corridore
L'AQUILA. Permettere a visitatori e curiosi di assistere passo dopo passo al restauro del soffitto di San Bernardino, attraverso visite guidate all'interno della basilica e schermi per proiettare le varie fasi della lavorazione. È l'iniziativa della Fondazione Cassa di risparmio dell'Aquila che, con un finanziamento di 300mila euro, renderà possibile i lavori sul prezioso cielo ligneo a cassettoni della basilica nel cuore della città. Le opere di messa in sicurezza e restauro saranno curate dalla Soprintendenza ai beni culturali. Il soffitto a cassettoni lignei, intagliati, dipinti e dorati, della navata centrale della chiesa è opera di Ferdinando Mosca da Pescocostanzo (1723-27), cui è attribuito anche l'organo monumentale. Il cielo venne poi dipinto da Girolamo Cenatiempo, allievo di Luca Giordano. «Il nostro intervento per restituire alla città questa preziosa opera d'arte è stato sollecitato dall'ex soprintendente
Anna Maria Reggiani» spiega il presidente della Fondazione Carispaq,
Roberto Marotta. «Sul cantiere, infatti, è già stato montato un ponteggio molto costoso che può essere sfruttato anche per i lavori sul soffitto. Abbiamo da subito accolto questa richiesta inserendo la somma di 300mila euro nel bilancio di fine anno, ad una condizione però: che i lavori vengano fatti in tempi brevi e che la chiesa possa tornare presto alla città». Il restauro del soffitto dovrebbe rientrare nella seconda fase delle opere s
ulla chiesa. Da circa un anno, infatti, è iniziata la messa in sicurezza diretta dal Provveditorato alle Opere pubbliche e dal ministero per i Beni e le attività culturali. La prima fase dei lavori si concluderà a primavera, per poi permettere l'inizio del restauro vero e proprio (che dovrebbe durare 3-4 anni). In questa seconda parte si inserirà anche il recupero del soffitto che dovrebbe durare circa sei mesi. «L'intervento, se non ci saranno problemi, sarà piuttosto veloce» spiega l'ex funzionario della Soprintendenza, responsabile della verifica della messa in sicurezza delle opere d'arte,
Giovanna Di Matteo. «Sarà pronto prima il soffitto che l'intera basilica. Sarebbe bene, tuttavia, fare la spolveratura finale quando verrà riaperta la chiesa, come ultima cosa prima di smontare ponteggio». In questo periodo non sarà necessario «blindare» la basilica. «Durante i lavori sarà possibile un'apertura controllata, considerando sempre che si tratta di un cantiere» spiega Di Matteo. «Le visite, dunque, dovranno essere concordate e potranno avvenire solo a seguito della messa in sicurezza dell'intera struttura. Non sarà possibile portare molte persone vicino al soffitto, salendo sull'impalcatura, ma stiamo pensando all'opportunità di montare monitor in basso, su cui proiettare le immagini dei lavori, in presa diretta».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
20 gennaio 2011
Altri contenuti
- Sulle persone citate
-
- Sugli stessi luoghi
-