di Enrico Nardecchia e Laura Venuti
L'AQUILA. ''Abbiamo avuto notizia della proroga a sei mesi del termine di restituzione delle tasse: abbiamo notizia anche dell'ordinanza con alcune misure importanti per la ricostruzione''. Lo ha annunciato il vicepresidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, impegnato a Roma nella complessa trattativa con il Ministero dell'Economia sul decreto ''Milleproroghe'' per la proroga sulla sospensione del pagamento delle tasse da parte dei terremotati.
Intanto alcuni dei cittadini che erano riuniti in assemblea a piazza Duomo sono arrivati al palazzo dell'Emiciclo. Alcune persone hanno forzato il cancello d'ingresso principale della sede del Consiglio regionale, al grido di "L'Aquila, L'Aquila" e invocando le dimissioni del presidente della Regione, Gianni Chiodi e si sono riversate nel cortile. Nel piazzale ci sono anche alcuni consiglieri regionali come il capogruppo Pdl Gianfranco Giuliante e i consiglieri Giuseppe Di Pangrazio e Giovanni D'Amico.
I manifestanti si sono poi spostati al quarto piano del palazzo, dove hanno sede le commissioni e stanno attaccando sulle bacheche e sui muri dei post-it gialli con la scritta "Pensate all'Aquila".
Secondo quanto si e' appreso nell'accordo raggiunto con il Governo sarebbe prevista anche la proroga delle commesse alla societa' regionale Abruzzo Engineering, messa in liquidazione dalla Regione Abruzzo, azionista di maggioranza, proprio per la crisi di commesse e le difficolta' economiche. 'Nell'ordinanza, da quanto si e' appreso, ci sarebbero misure definite positive per
le case classificate E. "Abbiamo sei mesi per ragionare - ha
aggiunto De Matteis -: anche con toni duri abbiamo chiesto il
rispetto degli impegni e di diritti sacrosanti per i terremotati.
La protesta con l'abbandono del tavolo, e' servita a far capire al
Governo, la necessita' di queste misure''.
LA GIORNATA Il presidente della Regione e commissario per
la ricostruzione Gianni Chiodi e tutti gli amministratori abruzzesi
andati a Roma per chiedere il rinvio del pagamento delle tasse nel
pomeriggio avevano abbandonato il tavolo di trattativa con il
Ministero per l'Economia. La protesta era scattata perché a
discutere con i rappresentanti abruzzesi ERAno rimasti i tecnici
del Ministero e non più la parte politica.
Intanto all'assemblea cittadina riunita a piazza Duomo all'Aquila
la conferenza dei capigruppo ha proclamato lo stato di agitazione
permanente. Il deputato Pd Giovanni Lolli ha proposto di
incatenarsi davanti a Palazzo Chigi la notte del 24 dicembre e di
tenere una manifestazione a Roma tra il 28 e il 29 oppure
all'inizio dell'anno prossimo.
SALTA IL TAVOLO DELLA TRATTATIVA La delegazione abruzzese
era arrivata questa mattina nella Capitale dopo aver saputo che nel
decreto Milleproroghe approvato ieri non era prevista alcuna misura
per rinviare il pagamento delle tasse. Dalle indiscrezioni sembra
che nella trattativa intavolata al ministero dell'Economia nel
pomeriggio l'ipotesi di posticipare il pagamento delle tasse per
tutti non fosse più in discussione. Sul tappeto, a quanto sembra,
era rimasta solo la possibilità di ottenere uno spiraglio per
alcune categorie. Ma la trattativa è saltata.
"Fin quando non ci sarà un atteggiamento adeguato alla portata
drammatica della problematica, non ci siederemo più al tavolo - ha
denunciato il vicepresidente vicario del Consiglio regionale,
Giorgio De Matteis (Mpa), presente al tavolo con il Ministero
dell'Economia - e in sostanza rientreremo soltanto dopo che avremo
di fronte persone deputate a decidere in maniera vincolante
sull'importantissimo oggetto della discussione per portare a casa i
risultati che sono solo l'assicurazione dei diritti sacrosanti per
gli abruzzesi colpiti dal tragico terremoto del 6 aprile 2009".
Oltre che da Chiodi e De Matteis la delegazione è formata dal
presidente della provincia dell'Aquila, Antonio Del Corvo, e dal
sindaco del capoluogo, Massimo Cialente. In questo momento i
tecnici del Ministero stanno discutendo con la parte dirigenziale
della ricostruzione tra cui il coordinatore della struttura tecnica
di missione, Gaetano Fontana.
Già ieri sera, quando era arrivata la notizia che il decreto
Milleproroghe non conteneva provvedimenti per L'Aquila Chiodi si
era detto «sorpreso» dalla notizia.
MOBILITAZIONE CITTADINA Come anticipato in
mattinata dalla conferenza dei Capigruppo, durante l'assemblea
cittadina che si è svolta in piazza Duomo è stata proclamata la
mobilitazione cittadina. In piazza animi esacerbati e tensione:
prima dell'inizio dell'assemblea c'è stata una lite tra due dei
partecipanti.
"In accordo con il sindaco Massimo Cialente e il presidente della
Regione Gianni Chiodi, sarà il Consiglio comunale a chiamare a
raccolta tutte le categorie degli aquilani, per avviare la
mobilitazione contro questo atroce torto fatto nei confronti
dell'Aquila", ha spiegato il presidente del Consiglio comunale,
Carlo Benedetti. Il comportamento assunto dal Governo - ha concluso
Benedetti - ridurrà sul lastrico aziende e famiglie. I terremotati
aquilani, persone che hanno perso affetti, case e lavoro, saranno i
cittadini italiani che pagheranno più tasse in assoluto. Faremo di
tutto, con il sostegno di tutto il capoluogo e dell'intero cratere,
per far valere le nostre ragioni, legittime oltre che umane".
BERLUSCONI "Spero di poter arrivare a
spostare dall'1 gennaio all'1 luglio il termine di inizio del
pagamento", aveva detto in mattinata il presidente del Consiglio,
Silvio Berlusconi, aprendo la conferenza stampa di fine anno.
"Stiamo ancora discutendo se debba riguardare le aziende che hanno
un determinato fatturato oppure tutte. La Ragioneria sta facendo i
conti per poter dare questa possibilità all'economia" dell'Abruzzo.
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23 dicembre 2010
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