L'AQUILA. Nonna Licia Panella, 82 anni, non rinuncia a spingere la sua carriola. La nonnina che per prima violò la zona rossa timbra anche questa presenza alla mobilitazione che da 19 mesi interessa il capoluogo martoriato. In piazza Duomo spunta pure una sciarpetta biancazzurra, annodata al collo di un bimbo avvistato proprio sotto al palco. Anziani e giovani insieme, passi malfermi o scattanti sui sampietrini bagnati di una città tutta da rimettere in piedi. C'è di tutto, nel corteo che dalla Rotonda raggiunge il centro storico dove il tempo s'è fermato. Ci sono alcuni preti di strada. Ci sono i ragazzi delle parrocchie, dei movimenti ecclesiali, della Caritas. Compresi i giovani volontari arrivati da tutta Italia per animare le tendopoli e assistere la popolazione, anche dopo la partenza della Protezione civile. Ci sono i volontari di Emergency che portano uno striscione bianco. C'è una nutrita pattuglia di sindaci e di amministratori. Sono rappresentati, tra gli altri, i Comuni di Pizzoli, Prata d'Ansidonia, Tornimparte, Barisciano, Castelvecchio Calvisio, Ofena, Fossa, San Demetrio ne' Vestini, Rocca di Mezzo. Ci sono cittadini di Cagnano che hanno «disobbedito» al sindaco dissidente. Sotto al palco di piazza Duomo anche il vicepresidente del consiglio regionale
Giovanni D'Amico con un ombrello multicolore. Accanto a lui l'altro consigliere del Pd
Giuseppe Di Pangrazio. Dall'Alto Aterno il consigliere provinciale dell'Italia dei Valori
Lucia Pandolfi. L'alpinista
Augusto Manilla di
Poggio Picenze regge lo striscione dell'associazione culturale «Memoria e futuro». Manca il sole, è vero. Ma il corteo è lo stesso un arcobaleno. (e.n.)
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21 novembre 2010
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