di Berardino Santilli
L'AQUILA. La Procura a metà dell'opera nella definizione dei circa 200 filoni della maxi inchiesta sul terremoto, scattata subito dopo la tragica scossa del 6 aprile 2009. Sono circa 100 i casi archiviati relativi a crolli meno gravi avvenuti nel cratere per i quali le indagini dei consulenti tecnici nominati dalla magistratura non hanno evidenziato responsabilità umane. I crolli in questione, per lo più denunciati da proprietari e inquilini, che non hanno provocato vittime, sono stati causati dalla violenza del sisma e della vetustà delle strutture. Nella lunga lista ci sono anche edifici pubblici, in particolare scuole.
Tra gli edifici pubblici per i quali la Procura non ha chiesto l'archiviazione c'è la prefettura, immagine simbolo del tragico terremoto che ha colpito L'Aquila e il suo territorio: al procuratore capo, Alfredo Rossini, e al suo sostituto, Fabio Picuti, in prima linea dal 6 aprile 2009, non è ancora stata consegnata la perizia dai consulenti, quindi i pm non possono ancora pronunciarsi.
Comunque, per gli edifici pubblici, il discorso da sottolineare ancora una volta, è che se la violentissima scossa ci fosse stata di mattina, il bilancio delle vittime sarebbe stato di gran lunga più tragico.
Qualche settimana fa la Procura era arrivata a chiedere l'archiviazione per una cinquantina di casi, per i quali si parla di archiviazione perché il Gip, in assenza di opposizioni, confermerà la tesi dei pm; a distanza di poco tempo emerge che sono state presentate altre cinquanta istanze di archiviazioni. Le indagini e le verifiche su
lle cause dei crolli vanno avanti spedite, quindi: in particolare, nella grande mole di lavoro un ruolo importante e silenzioso lo sta svolgendo il Corpo forestale dello Stato che, in pratica, è stato coinvolto negli accertamenti di quasi tutti i filoni della maxi inchiesta.
Ma l'attività dei pm prosegue spedita anche sui casi più gravi, per i quali presto ci saranno novità: infatti, alcune settimane fa il procuratore Rossini ha annunciato che entro la fine del mese saranno definiti, con le istanze di rinvio a giudizio al Gup e di archiviazione al Gip, i filoni di inchiesta sui crolli più gravi e dolorosi a causa dei quali hanno perso la vita numerose persone. Il riferimento è in particolare ai condomini di via D'Annunzio (13 morti), di via Francesco Rossi (17) via XX Settembre 79 (9), via Sturzo (20), via Cola dell'Amatrice (12).
I filoni già definiti sono la Casa dello studente, un altro dei simboli del terremoto, il Convitto nazionale e la sede della facoltà di ingegneria a Roio, per i quali sono in atto le udienze preliminari. Oggi è in programma una nuova udienza sul Convitto nazionale per il quale rischiano il processo 3 persone che sono accusate di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni.
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27 ottobre 2010
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