di Giampiero Giancarli
L'AQUILA. Una giovane famiglia romena fu sterminata a causa del crollo della loro abitazione a San Demetrio nei vestini il 6 aprile 2009. Secondo una denuncia il crollo potrebbe essere stato causato da lavori in corso della vicina ex chiesa di San Michele ora non più adibita a culto. La procura ha chiesto l'archiviazione ma i familiari delle tre vittime non ci stanno e hanno fatto opposizione. Ora la decisione passa nelle mani del giudice per le indagini preliminari.
L'indagine in questione, per omicidio colposo contro ignoti, nasce in questo caso da una dinamica particolare che, per certi aspetti, ricorda la tragedia di via XX Settembre 79 dove sono morte 9 persone anche per via (ma questo è ancora tutto da provare) di una costruzione edificata a ridosso del palazzo imploso. Il crollo della abitazione a San Demetrio nei Vestini, secondo la denuncia, sarebbe stata la conseguenza di lavori in corso di ristrutturazione della vicina ex chiesa di San Michele. Si tratta di una struttura che fino ad alcune decine di anni fa era adibita a luogo di culto ma ora adoperata per altri scopi. Fino al sisma, pur restando di proprietà della curia aquilana, il manufatto era utilizzato come rimessa di vario materiale ecclesiastico come statue e altri arredi che si usano nelle processioni.
Queste opere edili, sempre secondo la denuncia, in seguito alla forte oscillazione dovuta al terremoto, avrebbero fatto inclinare l'ex edificio di culto che è rovinato sulla casa di contrada Collarano. La sorte ha voluto che le macerie siano finite proprio su
lla parte dell abitazione nella quale stavano dormendo le vittime, uccidendole. Si tratta di una famiglia romena formata da
Costantin Ghiroceanu, dalla moglie
Darinca e dal figlioletto
Iovan, tutti ben integrati in paese.
Una perizia è stata depositata ed esclude nessi di causa ma secondo i familiari delle vittime, patrocinati dall'avvocato
Romeo Prosciutti si tratta di una analisi corredata solo da fotografie e da considerazioni e deduzioni astratte che presumono una certa dinamica. Troppo poco per chi aspetta giustizia pretendendo una analisi più approfondita.
Per questa ragione si chiede, con l'opposizione al giudice, che il caso venga rivisto tramite una perizia più convincente. Il giudice, stando così le cose, potrebbe disporre una udienza al termine della quale può archiviare ma anche disporre altre indagini e, dunque, una nuova analisi tecnica.
La procura, come scritto nei giorni scorsi, sta archiviando crolli avvenuti in abitazioni molte vecchie. Verso l'archivizione per il pm
Fabio Picuti anche i crolli parziali di alcune scuole. Ma si tratta di danneggiamenti che non hanno comportato vittime e dunque non ci sono interessati a fare opposizione.
Sempre per quanto riguarda le indagini sui crolli per dopodomani è previsto il proseguimento dell'udienza preliminare per il crollo del Convitto nazionale nel quale sono morti tre minorenni.
Anche per questo filone di indagine, come avvenuto per la Casa dello studente, il giudice per le udienze preliminari potrebbe disporre una perizia prima di decidere se archiviare o disporre il processo per i due imputati.
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25 ottobre 2010
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