Ricostruzione della città Se ne parla in Sardegna

       L'AQUILA. I temi del terremoto e della ricostruzione dell'Aquila sbarcano in Sardegna. L'occasione è stata data dalla presentazione, avvenuta a Cagliari, del volume di don Vasco Paradisi «Diario di un prete. Nella trincea della vita», il cui ultimo capitolo è dedicato al sisma del 6 aprile. Presente una delegazione aquilana che ha raccontato agli isolani la ricostruzione difficile.  Nel corso dell'incontro culturale, al quale hanno preso parte numerosi esponenti politici locali, tra i quali l'imprenditore ed ex presidente della Regione Renato Soru, ex parrocchiani e allievi della «Scuola di fede e coscienza politica» fondata nel 1990 nella diocesi cagliaritana, il tema L'Aquila è stato affrontato nel corso di un intervento tenuto dal caporedattore del Centro Giustino Parisse. Dopo aver rivolto il ringraziamento ai tanti volontari arrivati da diverse zone della Sardegna per prestare servizio all'interno delle tendopoli allestite dopo il terremoto, in particolare nell'area di Camarda, il giornalista ha fatto il punto della situazione. «All'Aquila non è tutto a posto», ha affermato Parisse, «né si può dire, d'altro canto, che non sia stato fatto niente in diciotto mesi di emergenza. Tuttavia, i problemi aperti sono ancora tanti e bisogna diffondere il più possibile questa consapevolezza tra gli italiani, anche per contribuire a evitare distorte interpretazioni della realtà. Il governo, e questo a prescindere dalle appartenenze politiche, deve
    fornire tutti gli strumenti necessari per attuare una ricostruzione che tocca, tuttavia, agli aquilani». Ne è convinto anche monsignor Vasco Paradisi, 76 anni, parroco a Sant'Elia di Cagliari dal 1970 al 1988, il quale ha celebrato, nella chiesa di Sant'Ignazio del capoluogo sardo, il cinquantesimo di sacerdozio, ma che ha vissuto il terremoto dell'Aquila in prima persona come ospite della casa per i sacerdoti anziani che si trova a Fontecchio. Non è mancato neppure l'abbraccio coi poveri da parte del «prete rosso», come qualcuno, nei caldi anni Settanta, chiamava il parroco della borgata cagliaritana. L'incontro è avvenuto in una frugale cena coi poveri che ogni sera bussano alla porta delle Missionarie della Carità. Più che un atto dovuto, un «ringraziamento indiretto» a madre Teresa di Calcutta che, nel 1985, accettò la proposta di don Vasco di creare una comunità di suore nel quartiere di Sant'Elia. Dai cagliaritani, in conclusione, è arrivato un messaggio di incoraggiamento a tutti gli aquilani «per l'impegnativa sfida della ricostruzione della città».

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    24 ottobre 2010
     

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