L'AQUILA. Enzo Boschi è lapidario: «Il problema non è lo sciame sismico: è un fenomeno da monitorare, ma normale. Ciò che serve sono edifici costruiti bene e certificati». Secondo il presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, la nuova serie di scosse nei Monti Reatini «è un fenomeno che non deve meravigliare». E la paura delle persone non è ingiustificata, ma i terremoti «non si possono prevedere» e l'unica cosa che si può fare è «costruire fabbricati a norma».
Gli aquilani hanno paura. Cosa si può fare? «Il terremoto è un fenomeno naturale che, di per sé, non crea problemi. Sono gli edifici costruiti male a causare le tragedie».
Ieri alcuni genitori hanno portato via i propri figli dalle scuole. È un comportamento giusto? «Ognuno fa ciò che ritiene opportuno. Se i genitori portano via i bambini è perché non si fidano degli edifici scolastici. Tuttavia le scuole a norma sono un posto sicuro dove far stare i propri bambini. Certo qualcuno deve dire se sono costruite bene, ma spesso non c'è nessuno in grado di farlo».
Chi ha questo compito? «I terremoti si possono solo monitorare. Io faccio questo, ma non ho le competenze per stabilire se un edificio è costruito a norma. Lo devono fare i sindaci e gli assessori alla Protezione civile. Sono loro a verificare che gli edifici siano in grado o meno di reggere una scossa».
Insomma, in caso di terremoto le case ben fatte sono il metodo più efficace per prevenire vittime.
«Sì. E questo vale per l'Abruzzo e per tutta l'Italia. In tutto il territorio nazionale registriamo oltre 10-12 mila scosse all'anno. Tutta la penisola è a rischio sisma, ma ci sono zone in cui gli edifici sono in grado di reggere ai terremoti, altre in cui si è costruito male, oppure ci sono stati fenomeni di abusivismo. Qui c'è il rischio che si verifichino eventi tragici».
Questo è un monito per la futura ricostruzione dell'Aquila. Ora il problema è l'intensificarsi dello sciame sismico nei Monti Reatini. Cosa sta accadendo? «Non mi sembra che ci sia una maggiore attività. Sono scosse che non devono meravigliare. Se non ci fosse stato il sisma del 2009, si sarebbe data meno importanza a quanto accade».
La paura è proprio questa: che dopo lo sciame sismico arrivi la catastrofe. «Gli sciami non portano necessariamente a un grande terremoto. Anzi, nel 90-95 per cento dei casi le scosse si risolvono in un nulla di fatto: è una caratteristica della sismicità italiana».
In un dibattito su una tv abruzzese, Giampaolo Giuliani ha segnalato un aumento del radon (un gas del terreno che sarebbe in correlazione con i terremoti) e previsto un nuovo sciame sismico. Questi studi possono essere utili? «Lo studio del radon comincia negli anni '40 in Unione Sovietica. Degli studiosi segnalarono come, prima di alcuni terremoti, si verifichino variazioni nelle emissioni del gas. In realtà ci sono scosse precedute da un aumento delle fuoriuscite del radon, altre in cui questo non accade. Sono processi indipendenti dai terremoti. In Italia abbiamo tantissime scosse, a posteriori è facile dire di averne previsto una».
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21 ottobre 2010