L'Alto Aterno trema undici volte

Scosse avvertite dalla popolazione, la più forte con una magnitudo 3.3

    di Marina Marinucci L'AQUILA. Undici scosse, nell'arco di una manciata di ore, e nell'Alta Valle dell'Aterno torna la paura. La più forte, di magnitudo 3.3, si è verificata alle 8,47, poi una serie di repliche più lievi ma tutte avvertite dalla popolazione ripiombata di colpo, dopo circa un mese di tregua, in un incubo che non sembra aver fine. Uno sciame sismico intenso che ha riportato improvvisamente indietro le lancette dell'orologio.

    Grande lo spavento alle 8,47. A Montereale e Cagnano, ma anche a Pizzoli e Barete e persino in alcune frazioni dell'Aquila, la gente è uscita precipitosamente dalle case. A Montereale e Cagnano tutti fuori dalle scuole, anche da quelle ospitate nei moduli provvisori. Dieci minuti dopo un'altra scossa e poi ancora altre, la più forte delle quali, di magnitudo 3.1, alle 12,23. E ogni volta l'epicentro è stato localizzato, dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, nel distretto sismico dei Monti Reatini, tra Montereale, Borbona e Posta. Una zona costantemente monitorata dalla Protezione civile che ieri ha inviato lì i propri operatori. Con loro anche i vigili del fuoco che hanno ricevuto tante telefonate e che hanno eseguito una serie di verifiche che fortunatamente hanno dato esito negativo.

    LE SCUOLE. La scossa delle 8,47 ha spaventato, e non poco, i bambini e il personale dell'istituto che a Cagnano Amiterno riunisce tutte le scuole, dalla materna alle medie. Gli insegnanti hanno fatto uscire gli alunni, molti dei quali visibilmente spaventati, cercando di seguire alla lettera i «suggerimenti» ricevuti nel corso delle due prove di
    evacuazione avvenute alcune settimane fa a scuola. Diversi genitori si sono precipitati subito a scuola per portar via i figli. Altri si sono presentati alla spicciolata. «Con i pochi alunni rimasti» ha raccontato un'insegnante «siamo rientrati a scuola dopo l'ispezione eseguita dai vigili del fuoco. Ma abbiamo lasciato le porte aperte e chiesto ai nostri allievi di tenere giubbetti e zaini a portata di mano. Qualche bambino ha pianto, altri hanno parlato solo del terremoto». Tanto spavento anche a Montereale dove sia i bambini della materna, ospitati nell'edificio ristrutturato e adeguata alle norme antisismiche, che gli altri sistemati in un musp sono stati subito portati fuori. L'allarme è scattato anche lì con la scossa di magnitudo 3.3. «È stata forte» ha commentato l'ex sindaco Lucia Pandolfi «anche perché l'epicentro è stato localizzato nella nostra zona e a soli dieci chilometri di profondità. Ci sono state scene di panico tra la gente che solo da un paio di settimane era riuscita a ritrovare un pizzico di serenità». Le scuole oggi resteranno comunque aperte, visto che dai sopralluoghi effettuati dai vigili del fuoco e dalla Protezione civile non sono emersi danni alle strutture.

    CHIODI. Intanto, il commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, ha fatto sapere «di seguire costantemente l'evolversi di questa nuova sequenza sismica che sta interessando la zona di confine tra Abruzzo e Lazio. Il commissario» si legge in una nota «è in contatto con il Dipartimento della Protezione civile nazionale e uomini e mezzi della Protezione civile regionale sono pronti ad intervenire per qualsiasi tipo di problema possa insorgere tra la popolazione. Le scosse odierne, due delle quali di intensità superiore a 3 di magnitudo, hanno fatto tornare la paura soprattutto nel territorio di Montereale. Si tratta dello stesso sciame che, pur concedendo dei periodi di tregua, è in movimento nella zona dall'inizio dell'estate, e sul quale mai si è allentata l'attenzione». Per Chiodi «la preoccupazione è comprensibile, ma anche se c'è stata una recrudescenza di scosse, la situazione» ha rassicurato «è continuamente monitorata e la sala operativa della Protezione civile è attiva giorno e notte per ogni evenienza».

    I SINDACI. «Siamo chiaramente preoccupati per questo stato di cose» ha affermato Donato Circi, sindaco di Cagnano Amiterno. «Una preoccupazione esternata anche al prefetto, con il quale mi sono sentito telefonicamente. In questa situazione è difficile capire il da farsi. Per ora le scuole restano aperte, anche perché l'edificio scolastico - sottoposto già nei mesi scorsi a una serie di rilievi - è a posto. Per il resto possiamo fare ben poco, se non seguire costantemente l'evoluzione di questa sequenza sismica». A Cagnano, così come a Montereale in tanti hanno comunque deciso di trascorrere la notte in macchina. «Questa sequenza imponente di scosse» ha aggiunto Pandolfi, l'ex sindaco del comune (attualmente commissariato) di Montereale «ha riportato paura e panico. Stiamo riflettendo sul da farsi, anche attraverso un giro di telefonate. Credo che in molti resteranno fuori casa. Ma qui abbiamo molti anziani e le temperature della notte sono ormai proibitive. Occorrerà altro per far fronte a questa situazione».

    CIALENTE. Preoccupazione c'è anche all'Aquila, ma questa volta non ci sarà - come era accaduto a settembre - la chiusura, in via precauzionale, di quella piccola porzione di centro storico nei mesi scorsi faticosamente riaperta. «Con le imprese attualmente impegnate nel centro storico sono stati messi a punto dei piani per la sicurezza dei lavoratori. Sicurezza» ha detto il sindaco Massimo Cialente «garantita anche dalla solidità dei puntellamenti eseguiti». Proprio ora parlavo. Ho chiamato i. prefetto è come rima. scosse preoccupanti. Non si riesce Direttore scuola state fuori dei rilievi reluiss e UNiversità lo stabile è a posto.. protezione civile supervizione generale per vedere. Tensostruttura a due passi nel campo sportivo. Siamo preoccupati. Si sono avvertite tutte bene ed è logico che c'è preoccupazione. Dopo ci eravamo un po' rassicurati. Ora questa cosa, avvenuta in modo acuto. Da ieri ma soprattutot oggi questa sequenza imponete. L'asilo usciti e c'era protezine civile e vigili del fuoco portati via i bambini (asilo in scuola riadeguata sismicamente) dal musp. Quella di 3.3 foerte anche per i 10 chilometri dsuperficie. Panico. questo continuo susseguirsi di scosse ha creato panico e preoccupazione. Per adesso stando tra Ville di fano borbona. Stiamo riflettendo ci stiamo anche sentendo telefonicamente. stiamo cercando pisoclogicamente cosa sia megli se stare a letto svegli. La temperatura nonpermette roulotte, c'è molta gente aznziana. C'era solo un tendono nel piazzale della madonna in pantanis. Non fruibile, posto

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    21 ottobre 2010
     

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