Corso Federico II riaperto con un'ordinanza
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L'AQUILA. Il sindaco Massimo Cialente ha prorogato, con un'ordinanza, lo stop all'accesso alla zona rossa dei centri storici del capoluogo di regione e delle frazioni. Uno stop cautelare a causa dello sciame sismico in corso. Stavolta non è stata fissata una scadenza. Nell'ordinanza è scritto: la chiusura è da oggi, 7 settembre, fino a nuova disposizione. In realtà si tratta di una proroga a metà. Infatti il sindaco ha riaperto al transito pedonale corso Federico II; corso Vittorio Emanuele, nel tratto compreso tra piazza Duomo e i Quattro Cantoni e tra piazza Battaglione Alpini (Fontana Luminosa) fino a via Del Gatto inclusa; via San Bernardino; via Zara (tratto compreso tra Porta Leone e Porta Castello) e via Castello, fino all'altezza di piazza Regina Margherita esclusa. Nelle medesime vie è consentita la riapertura delle attività commerciali e produttive per le quali sia stato rilasciato il certificato di agibilità sismica. Consentita la ripresa delle attività dei cantieri - impegnati nei puntellamenti degli edifici - dove operano ditte che abbiano ottemperato alla messa a punto dei piani di sicurezza.
ALBERGHI E CASE A. Confermata l'autorizzazione all'accesso ai residenti delle case classificate A che sono in zona rossa, nonché agli utenti, al personale in servizio e ai relativi fornitori - in percorsi adeguatamente predisposti - dei seguenti alberghi: Hotel Castello, piazza Battaglione Alpini; Hotel Duca degli Abruzzi, viale Duca degli Abruzzi; Hotel San Michele, via San Michele; albergo Ristorante Il Drappo, via Borgo Rive
ra. Consentito l'accesso anche al personale e agli utenti della
Corte dei Conti e dell'Avvocatura generale dello Stato da via
Buccio di Ranallo e viale Giovanni XXIII, oltre che ad eventuali
operatori commerciali con attività localizzate nell'area
temporaneamente interdetta, debitamente autorizzati dal Servizio
emergenza sisma del Comune per motivi di particolare urgenza.
L'accesso è consentito naturalmente alle forze dell'ordine.
VARCHI DI ACCESSO. Nell'ambito della zona
interdetta del centro storico dell'Aquila restano i seguenti varchi
di accesso e controllo: corso Federico II (Grand Hotel); incrocio
via XX Settembre/via Fontesecco; piazza Regina Margherita.
CHIESE. Continuano ad essere chiuse le chiese di
Santa Maria del Suffragio e la basilica di Santa Maria di
Collemaggio.
IL CASO A BAGNO.La chiusura delle zone rosse della
città e delle frazioni in seguito allo sciame sismico ha portato ad
alcuni casi limite come quello che ha avuto come protagonista una
residente di Bagno Grande, Bruna Veronese, di 73 anni. Questo il
racconto della donna: «Vivo in un'abitazione A, dove ci hanno dato
il permesso di rientrare. Ma l'altro giorno alcuni operai hanno
messo un cancello davanti alla porta di casa mia. Mi hanno detto
che quelli erano gli ordini: bisognava chiudere. Ma come? Il Comune
non sa che lì c'è gente in casa? È vero che lì intorno dovevano
essere fatti dei lavori di messa in sicurezza e che non si è visto
nessuno. A questo punto voglio sapere dove devo andare a dormire se
quella è zona rossa e, quindi, pericolosa. So che ci sono dei Map
vuoti, quindi aspetto una risposta». Accompagnata dal figlio Olindo
Zonfa, la donna ha denunciato l'accaduto allo sportello del
cittadino.
FONDI AI COMUNI. Sulla base delle rendicontazioni
al 31 maggio 2010 il commissario Chiodi ha disposto il
trasferimento di ulteriori 17 milioni di euro. Tale somma sarà
erogata a favore dei Comuni, della Provincia, delle Forze di
Polizia e della struttura del vicecommissario Marchetti. In
particolare circa 10 milioni di euro andranno al Comune
dell'Aquila, mentre il resto sarà utilizzato per trasferire un
ulteriore acconto ai Comuni e alla Provincia, per il pagamento
degli straordinari alle forze di polizia e per le attività relative
ai beni culturali. I Comuni potranno procedere ad ulteriori
pagamenti relativi alle spese dell'emergenza quali il Contributo
per l'autonoma sistemazione, i puntellamenti, la gestione dei
rifiuti, la locazione temporanea di alloggi ad uso abitativo, le
spese per il personale. «Attendo che nei prossimi giorni», ha detto
Gianni Chiodi, «il governo trasferisca gli ulteriori 87 milioni dei
130 annunciati dal presidente Berlusconi alla fine di luglio. Mi
sono già attivato per ottenere ulteriori finanziamenti relativi
alle spese legate all'emergenza. Per sottolineare l'urgenza di tali
stanziamenti, tra oggi e domani incontrerò il governo».
LA REPLICA. «L'erogazione di 10 milioni di euro al
Comune dell'Aquila lascia uno scoperto di 50 milioni per il
contributo di autonoma sistemazione. Nonostante le roboanti
dichiarazioni del commissario Chiodi, la verità è che all'Aquila
continuano ad arrivare solo le briciole». Questa la replica
dell'assessore comunale Stefania Pezzopane, rispetto al
trasferimento di fondi al Comune dell'Aquila e agli altri Comuni
del cratere. «Chiodi continua a scherzare col fuoco. Ci informa
che, nei prossimi giorni, incontrerà il Governo per ottenere gli
ultimi fondi di quei famosi 130 milioni annunciati alla fine di
luglio», ha detto l'assessore comunale Pezzopane, «ma ci confessa
implicitamente che, di quei fondi, continua ad arrivare solo una
minima parte». (g.p./e.n.)
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7 settembre 2010