UN MARTEDI' DI PAURA. Alle 11,30 di ieri il
piccolo Federico ha il pallone in mano e lo prende a calci
nervosamente nei giardinetti adiacenti la stazione dei carabinieri
di Montereale. Si avvicina alla mamma con fare timido per
chiederle: «Quando torniamo a casa?». La signora, sulle prime non
sa cosa rispondergli ma poi, decisa, gli fa: «Federì, è facile che
a casa stanotte non ci torniamo». Proprio lì, in quei giardinetti,
così come in molte piccole piazze, tanta gente si è riversata dopo
le due scosse del mattino. A dare la sveglia, alle 5 in punto, è
stata una scossa di magnitudo 3.4, riportata sul sito dell’Ingv con
una profondità di soli 3 chilometri. Tanto è bastato per tirare giù
dal letto centinaia di persone. L’epicentro è sempre lo stesso e
abbraccia Barete, Capitignano, Cagnano Amiterno, Montereale, in
provincia dell’Aquila, Borbona e Amatrice nel Reatino. La seconda
«schicchera», come la chiamano da queste parti, è arrivata alle
9.12, sorprendendo le persone negli uffici o nei negozi aperti.
Profondità decisamente diversa (8,6 chilometri), ma con magnitudo
di 3.6, un dato importante per chi ha ancora bene in mente la
sequenza sismica che precedette la scossa fatale, di magnitudo 6.3,
del 6 aprile 2009. Poi, poco dopo l’ora di pranzo, la terra è
tornata a tremare registrando altri due eventi, alle 13.45 e alle
14.06, con intensità 2.3 e 3.3. Quest’ultimo evento sismico -
secondo l’Ingv - di profondità di appena 2,3 chilometri.
SOPRALLUOGHI. Sin dalle prime ore del mattino, il
centralino dei vigili del fuoco è stato tempestato di chiamate e le
squadre sono entrate in azione per i sopralluoghi. Molti quelli
negli edifici storici. Ispezionato anche il Comune di Montereale,
dove i dipendenti si sono rifiutati di lavorare. «Anche se i lavori
di messa in sicurezza dopo il sisma del 6 aprile sono già stati
eseguiti», spiega
Mario Durastante, «nessuno può
garantire la certificazione di agibilità antisismica». Tanto più
che la chiesa adiacente del Beato Andrea è stata chiusa - come
tutte le altre - in via precauzionale da un’ordinanza del
vicecommissario prefettizio,
Roberta Di Silvestro,
a seguito dello sciame sismico di metà agosto. Sul posto sono
intervenuti anche carabinieri e Protezione civile regionale, mentre
controlli sono stati effettuati anche su altre strutture e nei
vicini paesi di Cesaproba, Marana e Capitignano. «Oltre alla
stabilità del palazzo del Comune», commenta
Sandra De
Santis, originaria di Montereale, «ci sarebbe da pensare
alla stabilità dell’amministrazione, visto che alcuni consiglieri
hanno fatto cadere la maggioranza costringendo il paese al
commissariamento proprio in questo momento delicato».
Iolanda Rolli, il commissario, è subentrata al
sindaco
Lucia Pandolfi a inizio estate.
Sopralluogo a Montereale anche del commissario
Gianni
Chiodi, mentre la Regione Lazio ha assicurato di aver
immediatamente attivato la Protezione civile «per garantire
eventuale sostegno ai comuni del Reatino interessati da diverse
scosse sismiche».
ANZIANI SGOMBERATI. Si è rivolta proprio al
Commissario la direzione della residenza per anziani di Montereale
per chiedere la possibilità di allestire una copertura esterna
provvisoria nel cortile. Il terzo piano della struttura, che si
trova all’inizio del paese, è stato fatto evacuare e i pazienti
sono stati sistemati al piano terra. Per precauzione, i cordoli del
campo di bocce del cortile sono stati spianati, in modo da
facilitare eventuali operazioni di soccorso. «La nostra struttura è
nuova e in buone condizioni», assicura il dirigente
Luigi
Giacco.
CONTAINER. Le richieste più insistenti al
commissario Rolli, analogamente per quanto è successo nei comuni
limitrofi riguardano i container. «Per il momento», ha
spiegato
Marcella Polidori, consigliere di
minoranza uscente, «nessuno può assicurarci che le nostre case,
specie gli edifici storici siano al sicuro di fronte a un evento
sismico importante. Chiediamo a chi dice da fuori che si può stare
tranquilli che venga ad abitare qui in queste sere». Considerando
che si va verso l’autunno, la richiesta dei contanier sembra essere
migliore di quella delle tende. In un paese di duemila abitanti
come Montereale o Cagnano solo il 40% è attrezzato con roulotte,
camper o casette di legno, mentre gli altri devono fare come
possono. Tra questi ci sono anche vari nuclei di persone sole e
anziani.
1 settembre 2010