L'Aquila, otto scosse di terremoto in 24 ore
A Montereale gazebo e tende per la notte

Gli otto terremoti in 24 ore, l'ultimo alle alle 21,31, fanno scattare le prime misure della Protezione civile che ha allestito nei Comuni dell'Alta Valle Aterno delle tensostrutture per i chi decide di passare la notte fuori casa

      MONTEREALE. Sono state adottate le prime misure per fronteggiare la situazione che si è creata nell'Alta Valle dell'Aterno, dove lo sciame sismico ha provocato paura e preoccupazione tra gli abitanti, la maggior parte dei quali hanno dormito nelle auto. Dopo una notte insonne a causa delle quattro scosse di ieri, con gente in strada e uffici evacuati, e dei quattro terremoti di oggi, l'ultimo alle 21,31 di magnitudo 2.4,  la Protezione civile regionale, su indicazione del
    commissario delegato per la ricostruzione e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha allestito nei territori dei Comuni dell'Alta Valle dell'Aterno (Montereale, Cagnano Amiterno, Capitignano e Campotosto) tre tensostrutture attrezzate, nonché tende pneumatiche e gazebo come punti di accoglienza per i cittadini che intendono passare la notte fuori casa.

    "In questo modo", spiega il commissario Chiodi, "vogliamo offrire alla popolazione interessata dallo sciame sismico un ricovero per favorire l'aggregazione delle persone soprattutto nelle ore notturne". La notte scorsa chi ha potuto ha evitato di rientrare a casa e quelli che lo hanno fatto hanno cercato di piazzare il letto al piano terra, il più possibile verso l’uscita. Nessuno se la sente di azzardare previsioni e lo stesso Giampaolo Giuliani, il tecnico diventato famoso per le sue osservazioni sul radon, nel ribadire che i livelli del gas sono in crescita e che è lecito aspettarsi eventi di magnitudo superiori al terzo grado, si limita a fornire indicazioni dal punto di vista della prev
    enzione.

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    LE SCOSSE DI OGGI. Nei comuni dell’Alta Valle dell’ Aterno, da 24 ore la terra continua a tremare. Quattro nuove scosse di terrremoto sono state registrate nella notte nel distretto sismico dei Monti Reatini, tra le province di Rieti e L'Aquila. La prima, di magnitudo 2.2, all'1,02. Il sisma ha avuto epicentro a 6,3 km di profondità, tra Borbona e Cittareale nel reatino e Cagnano Amiterno e Montereale nell'aquilano. Una seconda, di magnitudo 2.8, è stata registrata all'1:50, con epicentro a 8,3 km di profondità, vicino a Borbona e Porta nel reatino e Cagnano Amiterno e Montereale nell'aquilano. Terza scossa alle 3:20 con magnitudo 2.1 e ad una profondità di 5,8 km. L'epicentro è stato localizzato tra i comuni di Borbona, Cittareale e Posta nel reatino e Cagnano Amiterno e Montereale nell'aquilano. Quarto sisma alle 21,31 di magnitudo 2.4 con epicentro Montereale, Capitignano e Cagnano Amiterno.

    UN MARTEDI' DI PAURA. Alle 11,30 di ieri il piccolo Federico ha il pallone in mano e lo prende a calci nervosamente nei giardinetti adiacenti la stazione dei carabinieri di Montereale. Si avvicina alla mamma con fare timido per chiederle: «Quando torniamo a casa?». La signora, sulle prime non sa cosa rispondergli ma poi, decisa, gli fa: «Federì, è facile che a casa stanotte non ci torniamo». Proprio lì, in quei giardinetti, così come in molte piccole piazze, tanta gente si è riversata dopo le due scosse del mattino. A dare la sveglia, alle 5 in punto, è stata una scossa di magnitudo 3.4, riportata sul sito dell’Ingv con una profondità di soli 3 chilometri. Tanto è bastato per tirare giù dal letto centinaia di persone. L’epicentro è sempre lo stesso e abbraccia Barete, Capitignano, Cagnano Amiterno, Montereale, in provincia dell’Aquila, Borbona e Amatrice nel Reatino. La seconda «schicchera», come la chiamano da queste parti, è arrivata alle 9.12, sorprendendo le persone negli uffici o nei negozi aperti. Profondità decisamente diversa (8,6 chilometri), ma con magnitudo di 3.6, un dato importante per chi ha ancora bene in mente la sequenza sismica che precedette la scossa fatale, di magnitudo 6.3, del 6 aprile 2009. Poi, poco dopo l’ora di pranzo, la terra è tornata a tremare registrando altri due eventi, alle 13.45 e alle 14.06, con intensità 2.3 e 3.3. Quest’ultimo evento sismico - secondo l’Ingv - di profondità di appena 2,3 chilometri.

    SOPRALLUOGHI. Sin dalle prime ore del mattino, il centralino dei vigili del fuoco è stato tempestato di chiamate e le squadre sono entrate in azione per i sopralluoghi. Molti quelli negli edifici storici. Ispezionato anche il Comune di Montereale, dove i dipendenti si sono rifiutati di lavorare. «Anche se i lavori di messa in sicurezza dopo il sisma del 6 aprile sono già stati eseguiti», spiega Mario Durastante, «nessuno può garantire la certificazione di agibilità antisismica». Tanto più che la chiesa adiacente del Beato Andrea è stata chiusa - come tutte le altre - in via precauzionale da un’ordinanza del vicecommissario prefettizio, Roberta Di Silvestro, a seguito dello sciame sismico di metà agosto. Sul posto sono intervenuti anche carabinieri e Protezione civile regionale, mentre controlli sono stati effettuati anche su altre strutture e nei vicini paesi di Cesaproba, Marana e Capitignano. «Oltre alla stabilità del palazzo del Comune», commenta Sandra De Santis, originaria di Montereale, «ci sarebbe da pensare alla stabilità dell’amministrazione, visto che alcuni consiglieri hanno fatto cadere la maggioranza costringendo il paese al commissariamento proprio in questo momento delicato». Iolanda Rolli, il commissario, è subentrata al sindaco Lucia Pandolfi a inizio estate. Sopralluogo a Montereale anche del commissario Gianni Chiodi, mentre la Regione Lazio ha assicurato di aver immediatamente attivato la Protezione civile «per garantire eventuale sostegno ai comuni del Reatino interessati da diverse scosse sismiche».
    1 settembre 2010
     
     

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