di Giustino Parisse
La riunione di ieri in Comune a Villa Gioia
L'AQUILA. Questa volta la lezione del sei aprile è servita. La frase chiave ieri non è stata quella banale ripetuta troppo spesso da illustri scienziati e cioè: «I terremoti non si possono prevedere». Sono state usate invece due parole che se fossero state pronunciate 17 mesi fa, in quella brutta sera (anche per la scienza) del 31 marzo del 2009, potevano salvare molte vite: «Forte rischio». Il sindaco Cialente ieri sera ha chiuso tutte le zone rosse, a partire dal centro storico.
LEGGI Sette scosse in 24 ore, è allarme Quella di ieri per il primo cittadino è stata una giornata complessa e piena di dubbi sul da farsi. Le scosse che hanno interessato in particolare l'Alta Valle dell'Aterno si sono sentite forti anche nel capoluogo. Gli operai che stavano sulla cupola di San Bernardino hanno avuto la sensazione che si stesse ripetendo il grande botto. La prima decisione è stata quella di chiudere tutti i cantieri dentro le zone rosse (sia quelle del centro storico cittadino che quelle delle frazioni). I cantieri nelle zone rosse sono impegnati nei puntellamenti. In caso di una scossa di magnitudo sopra i 5 non c'è certezza che quelle puntellature possano reggere. La vita di chi sta lavorando nel cuore dell'Aquila (si parla di oltre 1000 operai) non può essere messa a rischio. Dunque è stato fermato tutto.
Nella tarda mattinata Cialente ha fatto diffondere una sua dichiarazione
: «In considerazione dell'incremento dello sciame sismico delle
ultime ore ricordo a tutti i cittadini che è fatto divieto assoluto
di entrare, per qualsiasi ragione, nelle case inagibili in
categoria B (salvo caso di agibilità parziale), C, E e F sia del
territorio della città che delle frazioni. Ricordo inoltre che sono
sconsigliate anche la sosta e il passaggio nelle adiacenze di
edifici inagibili». Una raccomandazione che sembra superflua (in
case inagibili non si può entrare) ma che non lo è: basta farsi un
giro nelle zone rosse e nelle vicinanze di case B e in qualche caso
anche di case E per accorgersi che c'è chi rientra in quelle case a
ogni ora del giorno e qualcuno ha deciso di tornarci dentro in
maniera definitiva in attesa di lavori di ristrutturazione.
Alle 16 Cialente ha convocato una prima riunione in Comune alla
presenza degli assessori competenti, ma soprattutto dei tecnici e
degli ingegneri comunali. Questi ultimi hanno relazionato sullo
stato dell'arte e si è parlato delle ipotesi da prendere in
considerazione per far fronte al «forte rischio».
Il sindaco che in mattinata aveva chiesto al prefetto Giovanna
Iurato un incontro operativo, si è recato nella sede della
prefettura dove si è svolto il summit alla presenza anche dei
sindaci degli altri Comuni interessati dallo sciame sismico. Il
comunicato diffuso dalla prefettura non rassicura né allarma. La
scelta è stata quella di non dire nulla. Ma Cialente naturalmente
non poteva restare con le mani in mano e stare a guardare. E
allora, poco dopo le 20 ha deciso che le mezze misure non avevano
nessun senso. Chiudere i cantieri insomma non bastava, bisognava
chiudere tutte le zone rosse sia del centro cittadino che delle
frazioni. E questo è stato fatto.
La nota diffusa attraverso le agenzie di stampa così recita: «Il
sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ha disposto la chiusura
temporanea, da stasera (ieri sera ndr) e fino alle ore 6 del 3
settembre, del centro storico dell'Aquila e delle frazioni,
comprese le zone parzialmente riaperte al transito pedonale. La
relativa ordinanza è stata assunta in relazione all'incremento
dello sciame sismico registrato nelle ultime ore e vale anche per i
dipendenti delle ditte impegnate nelle opere di messa in sicurezza
attualmente in atto nel centro storico. È stata inoltre bloccata
l'attività didattico-educativa fino al 5 settembre (con conseguente
riapertura il giorno 6) per gli asili nido, comunali e privati.
L'ordinanza fa riferimento alla circostanza che è in atto un
incremento di fenomeni sismici che, pur se con epicentri in
territori limitrofi al Comune dell'Aquila, possono determinare
situazioni di rischio per la pubblica incolumità. Si è ritenuto
pertanto di dover adottare provvedimenti in via cautelare,
preventiva e temporanea, finalizzati alla tutela della
stessa».
Chiuse la basilica di Collemaggio e la chiesa delle Anime Sante.
Ripristinati i varchi controllati per l'accesso al centro (piazza
Battaglione Alpini; Corso Federico II- Grand Hotel; incrocio via XX
Settembre/via Fontesecco; zona Porta Leone). Si potrà arrivare agli
alberghi che erano stati riaperti, e alle case A ma dovranno
chiudere i negozi che si trovano nell'area interdetta. Passaggio
permesso ai dipendenti di Bnl e Banca d'Italia. La mappa delle zone
non accessibili è sul sito del Comune dell'Aquila. «È stata una
decisione difficile» ha detto ieri sera Cialente al Centro «ma la
tutela delle vite umane è superiore a ogni altra cosa. Ci potranno
essere ritardi nell'opera di puntellamento ma è un piccolo prezzo
da pagare».
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1 settembre 2010