di Roberto Raschiatore
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AVEZZANO. Ezio Stati è rientrato ad Avezzano, dopo quattordici giorni di carcere e undici di sciopero della fame. Ha ottenuto gli arresti domiciliari nella sua abitazione in via Mazzarino e all'ora di pranzo ha interrotto il digiuno con una minestrina e un po' di frutta.
LA SCARCERAZIONE È avvenuta ieri mattina dopo che il gip del tribunale dell'Aquila,
Marco Billi, si è pronunciato favorevolmente sulla richiesta di revoca della misura cautelare (venerdì scorso il pm aveva già espresso il proprio consenso). Verso le 9
Ezio Stati ha lasciato il penitenziario di Costarelle su un cellulare della polizia e un'ora più tardi è entrato nella propria abitazione di Avezzano. In via Mazzarino, al civico 31, l'hanno accolto la moglie
Paola e il figlio
Giuseppe. Gli unici che possono avere contatti con l'indagato. Neanche la figlia
Daniela, ex assessore regionale alla Protezione civile, potrà avvicinare il padre. I difensori hanno chiesto un permesso speciale solo per la nipotina e sono in attesa di conoscere la decisione.
BASTA DIGIUNO «Devo rimettermi in forma, dare battaglia e dimostrare la mia innocenza»: con queste parole, raccolte dai difensori della famiglia Stati, l'ex tesoriere della Democrazia cristiana ed ex consigliere regionale di Forza Italia, ha interrotto lo sciopero della fame. Un digiuno iniziato il 5 agosto, inasprito negli ultimi giorni dal rifiuto dell'acqua. Stati si ritiene vittima di un errore giudiziari
o.
MINESTRINA E FRUTTA Poche ore dopo il ritorno a casa, Ezio
Stati ha ricevuto le visite dei suoi legali,
Antonio
Milo e
Alfredo Iacone. Un lungo
colloquio, poi il pranzo. Una minestrina, un po' di frutta e acqua
per riabituare lentamente l'organismo, come consigliato da un
medico. Stati ha perso 8 chili e mezzo.
PARLA LA MOGLIE Davanti al portone di casa si è affacciata
per pochi secondi la moglie dell'esponente politico marsicano.
«Ezio sta bene, ha voglia di reagire. È arrabbiato, molto
arrabbiato. Perché sa che non ha fatto niente. Anche noi ne siamo
convinti»: ha affermato la donna.
«UNA FAIDA NEL PDL» Secondo Ezio Stati il suo arresto ha
scetenato una «faida tra i gruppi di potere nel Pdl». Tra quanti
ambiscono a ottenere il posto lasciato dalla figlia Daniela.
Quest'ultima, indagata per corruzione, si è dimessa dall'incarico
di assessore alla Protezione civile e all'Ambiente ma ha conservato
il posto da consigliere regionale. Stati, sempre per bocca dei
propri legali, contesta le intercettazioni telefoniche («male
interpretate») e assicura la sua estraneità alla vicenda.
INDAGINE PARALLELA «Abbiamo ricevuto il mandato di Stati
di iniziare un'indagine difensiva», affermano gli avvocati Milo e
Iacone, «un'indagine parallela a quella della Procura per accertare
la reale genesi della vicenda. Secondo noi le proiezioni
investigative dovranno spostarsi a Roma e non presso la famiglia
Stati». I legali non hanno aggiunto una parola in più. Ma appare
chiaro il riferimento a un approfondimento del rapporto fra la
Finmeccanica e la squadra di calcio Valle del Giovenco.
L'INCHIESTA Ezio Stati è finito in carcere il 2 agosto.
Con lui anche
Vincenzo Angeloni, ex parlamentare e
presidente prima dell'Avezzano calcio e poi della Valle del
Giovenco. Sono coinvolti nell'indagine della squadra mobile di
Pescara sulla presunta cricca che secondo le accuse ha tentato di
fare affari col terremoto. Fra gli indagati, oltre a Daniela Stati,
ci sono
Marco Buzzelli, compagno della Stati agli
arresti domiciliari, e
Sabatino Stornelli,
amministratore delegato di Selex (gruppo Finmeccanica) che ha
l'obbligo di dimora a Roma. Secondo l'accusa Daniela Stati si è
adoperata per la variazione di un'ordinanza della presidenza del
consiglio dei ministri al fine di agevolare Abruzzo Engineering
spa. Società che per il 30% fa capo a Stornelli e che avrebbe
dovuto ottenere lavori per 1,5 milioni di euro. Il gruppo Stati,
sempre secondo le accuse, voleva agevolare le società di Stornelli
e Angeloni. Gli imprenditori si sarebbero sdebitati con delle
regalie: un anello con diamante per la Stati, un televisore per il
padre Ezio, una consulenza e un'Audi A4 per Buzzelli.
ANGELONI INTERROGATO L'ex deputato di An e Forza Italia,
rinchiuso nel carcere romano di Regina Coeli, verrà nuovamente
ascoltato dai magistrati. Il pm
Antonietta Picardi
ha fissato l'interrogatorio per le 15,30 di domani, a Roma. Oggi,
intanto, l'avvocato Milo presenta l'istanza di revoca delle misure
cautelari anche per Angeloni e Buzzelli.
AUTO AI POLITICI Dopo
Lino Cipolloni,
capogruppo Pdl al Comune di Avezzano, anche
Carlo
Giolitto esclude coinvolgimenti con la vicenda. Secondo la
Procura, la Valle del Giovenco ha consegnato auto ai politici.
«Faccio presente», evidenzia Giolitto, «di non avere ricevuto in
consegna auto o altro».
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17 agosto 2010