Daniela Stati fra gli avvocati Antonio Milo e Alfredo Iacone
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L'AQUILA. Al telefono ha ripetuto il nome di Berlusconi. Di fronte ai giudici, nel corso dell'interrogatorio di garanzia, l'indagata Daniela Stati ha evidenziato di non avere mai avuto rapporti diretti col premier. Ci sarebbe stato solo un fax per chiedere la modifica dell'ordinanza che ha inserito Abruzzo Engineering fra le società beneficiarie dei lavori post terremoto. Nessuna pressione del gruppo Stati, dunque, su Berlusconi. L'ex assessore chiede ora un consiglio regionale dove parlerà e farà chiarezza.
L'interrogatorio. La vicenda dell'anello ricevuto a Natale, le altre regalie come l'Audi A4 o il televisore. Ma soprattutto i rapporti con la presidenza del consiglio dei ministri e con il premier
Silvio Berlusconi. Nell'interrogatorio a
Daniela Stati i giudici hanno voluto chiarire il presunto rapporto diretto con il presidente del consiglio. Rapporto che secondo quanto ricostruito dagli investigatori emerge da una serie di telefonate o conversazioni captate nello studio avezzanese dell'ex assessore regionale.
Il 7 settembre 2009 la Stati fa presente a
Giorgio De Matteis di avere interessato direttamente la presidenza del Consiglio dei ministri. Ed è la prima volta che si fa un riferimento a Berlusconi. In un'altra telefonata intercettata, fra la Stati e
Carmine Tancredi, il socio di
Chiodi, l'ex assessore dice: «Ho chiamato Berlusconi, ho parlato con
Marinella, ho scritto... tutto quello che dovevo sc
rivere a Berlusconi.
Spaziante (il funzionario
della Protezione civile, ndr) nel frattempo ha fatto finta di non
sentire, il presidente Chiodi sapeva tutto».
I magistrati, nell'ordinanza di custodia, evidenziano: «Diretto è
il contatto con la segreteria del presidente del consiglio
Berlusconi come si evince dalla conversazione intercorsa fra
l'assessore e il padre, dalla quale trova conferma la rete di
contatti necessari per la modifica dell'ordinanza». Un contatto
diretto che ha un'influenza positiva.
Secondo l'accusa Daniela Stati si è adoperata per la variazione
dell'ordinanza 3805 del 3 settembre 2009 e la sua sostituzione con
l'ordinanza 3808 del 15 settembre 2009 al fine di far rientrare tra
le società richiamate nell'ordinanza anche Abruzzo Engineering spa.
Società che per il 30% fa capo a
Sabatino
Stornelli, l'uomo Finmeccanica, e che avrebbe dovuto
ottenere lavori per un milione e mezzo di euro. Ma nel corso
dell'interrogatorio di garanzia, la Stati si è difesa sostenendo di
non avere mai avuto contatti con Berlusconi e il suo staff. Di non
avere mai fatto pressioni. Si è parlato soltanto di un fax inviato
dalla Regione per chiedere di inserire Abruzzo Engineering fra le
società beneficiarie. La Stati avrebbe anche evidenziato che non
esiste alcuna delibera che attribuisce finanziamenti ad Abruzzo
Engineering.
«Parlo in Regione». Daniela Stati si dice pronta
a fare chiarezza durante un consiglio regionale. Ne sollecita
quindi la convocazione. Ieri pomeriggio, l'ex assessore a
Protezione civile e ambiente ha rilasciato una dichiarazione nella
sede avezzanese de il Centro. Con lei anche l'avvocato
Alfredo Iacone. «Premesso che ho piena fiducia
nell'operato della magistratura», ha esordito Daniela Stati, «spero
che presto termineranno le indagini e che venga fuori la verità. Ho
appreso della richiesta di
Carli
(presidente di Abruzzo Engineering, ndr) di fare un consiglio
regionale straordinario. Come consigliere regionale ed ex assessore
alla Protezione civile lo ritengo non solo giusto ma doveroso per
il rispetto dei tanti lavoratori che sono senza stipendio. Come
consigliere chiederò di parlare in aula per spiegare anche ai
lavoratori, alla dirigenza di Abruzzo Engineering e all'intero
consiglio l'operato del mio assessorato nei confronti della
suddetta società. Un operato che è sempre stato corretto e
trasparente, volto alla tutela dei posti di lavoro in una società
in house. È necessario che le richieste dei lavoratori vengano
accolte senza ritardi. Se può essere utile e di conforto per
l'intera assise regionale il consiglio potrebbe svolgersi anche il
giorno di Ferragosto nel rispetto di chi già da tanti mesi è senza
stipendio».
Altre indagini. La squadra mobile di Pescara sta
esaminando tutti i documenti informatici sequestrati agli indagati.
Analisi sono in corso anche sulle memorie dei computer. I rapporti
fra il gruppo Stati, Sabatino Stornelli, amministratore delegato di
Selex e «controllore» del 30% delle quote di Abruzzo Engineering, i
vertici Finmeccanica. Oltre alle relazioni con la Valle del
Giovenco, la società sparita dal panorama calcistico nazionale. Su
questi punti si concentra il lavoro degli inquirenti. Per la
Procura il gruppo Stati - il papà
Ezio, la figlia
Daniela e il compagno di quest'ultima,
Marco
Buzzelli - ha avvantaggiato società riconducibili alla
proprietà e gestione di
Vincenzo Angeloni e
Stornelli. I due si sarebbero sdebitati con gli Stati con una serie
di regalie: una consulenza e un'Audi A4 per Buzzelli, un televisore
a Ezio Stati e un anello con diamante alla figlia Daniela. I 5 sono
indagati per corruzione.
L'anello. Emergono nuovi particolari sull'anello
che secondo la Procura vale 15mila euro ed è il dono di Angeloni e
Stornelli agli Stati. Per la difesa, invece, il gioiello, che
costerebbe 3mila euro, è stato consegnato per saldare un debito
(l'affito di un'abitazione a un calciatore che la Valle del
Giovenco non avrebbe onorato). L'anello sarebbe stato dato
da
10 agosto 2010
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