di Roberto Raschiatore
L'AQUILA. Contesta l'interpretazione delle intercettazioni telefoniche, evidenzia di non avere mai fatto affari con nessuno, parla di un pregiudizio accusatorio. Il terzo giorno di sciopero della fame non ha tolto le forze a Ezio Stati. Che si sfoga. L'inchiesta, intanto, va avanti. Secondo l'accusa, Angeloni si interessava alle necessità finanziarie per l'attività politica del gruppo Stati.
Visita di moglie e figlio. Dal giorno dell'arresto, è stata la prima visita in carcere per i familiari.
Ezio Stati è rimasto a colloquio con il figlio
Giuseppe e la moglie
Paola. Stati è da solo in una cella del penitenziario di Costarelle all'Aquila. Anche
Daniela ha avuto il permesso di andarlo a trovare, ma ha preferito non farlo.
Lo sfogo. Ezio Stati ha parlato per bocca del proprio legale, l'avvocato
Antonio Milo. «Dall'interpretazione delle intercettazioni telefoniche», ha sottolineato, «non emerge alcun elemento di colpevolezza a mio carico. Sono completamente innocente e contesto fermamente la lettura assolutamente inadeguata delle intercettazioni. Non abbiamo mai fatto affari con nessuno, né tantomeno con Abruzzo Engineering. Non mi sono sottratto a rispondere alle domande: 4 ore di interrogatorio nel corso delle quali ho contestato tutti i punti dell'ordinanza. Ho l'impressione che non mi si voglia credere in virtù di un inspiegabile pregiudizio accusatorio».
Nuova richiesta. >I legali degli indagati, Milo e
Alfredo
Iacone, hanno preannunciato una nuova richiesta di
scarcerazione. Sarà rivolta al gip
Billi già in
settimana. Domani dovrebbe essere fissata la data per il ricorso al
Tribunale del riesame. Venerdì il gip ha negato la libertà a Ezio
Stati e
Angeloni, bocciando le istanze degli
avvocati, e ha confermato le misure cautelari per gli altri
indagati. Così come chiesto dal pm
Antonietta
Picardi.
Nega anche Angeloni. L'ex deputato di An e Forza
Italia non ci sta. Si trova rinchiuso a Regina Coeli e anche lui
parla attraverso il proprio legale: «Non ho fatto niente, non ho
avuto rapporti con
Stornelli e non ho mai lavorato
con Abruzzo Engineering».
Rossini su Chiodi. «Il presidente
Chiodi? Se ci fosse stato qualcosa si sarebbe
proceduto prima». Il procuratore dell'Aquila,
Alfredo
Rossini, fa capire che non verrà presa in considerazione,
per ora, la richiesta del gip di approfondire la questione del
rapporto dello studio teramano Chiodi-Tancredi con la società
Abruzzo Engineering. Dubbi erano stati sollevati proprio dalla
Procura.
Ma l'inchiesta prosegue. La presunta cricca
marsicana, in base a quanto ricostruito dalla Squadra mobile di
Pescara, ha fatto pressioni per fare assegnare ad Abruzzo
Engineering, attraverso la modifica di un'ordinanza del presidente
del consiglio, una commissione da un 1,5 milioni di euro per lavori
da eseguire dopo il terremoto. Sabatino Stornelli, amministratore
delegato della Selex (gruppo Finmeccanica) e «controllore» del 30%
delle quote di Abruzzo Engineering, e Angeloni, si sarebbero
sdebitati col gruppo Stati con una serie di regalie: una consulenza
e un'Audi A4 per
Marco Buzzelli, compagno di
Daniela, un televisore a Ezio Stati e un anello con diamante all'ex
assessore regionale. I cinque sono accusati di corruzione. Stati e
Angeloni si trovano in carcere. Buzzelli è ai domiciliari nella sua
casa di Avezzano. Stornelli ha l'obbligo di dimora a Roma.
I nuovi dubbi. Emergono dal rapporto della
Procura. In particolare dopo una conversazione captata fra Ezio
Stati, Marco Buzzelli ed Enzo Angeloni.
Marco: hai ragione... posso parlare io?
Enzo: io voglio sapere il gruppo Stati...
politica.
Ezio: sì.
Enzo: quanto ha bisogno in un anno?
Ezio: moh! mi devo fare tutto un conteggio!
Enzo: no! Dimmelo!
Ezio:... a me mi serve... in termini... con
Sabatino... possiamo chiudere... Sabatino e poi chiudiamo con te...
Lui è a disposizione... e sarà a disposizione... io vorrei
sapere...
(si accavallano le voci)
Ezio:...la convenzione... una consulenza...
Enzo:...oddio... io mi sono rotto il c...
Ezio: poi per il resto...
Scrive il giudice: «Le frasi pronunciate lasciano intendere
chiaramente, salve diverse successive interpretazioni che allo
stato non appaiono ipotizzabili, che Angeloni (ma è chiaro il
riferimento anche a Stornelli) si interessi delle necessità
finanziarie annue per l'attività politica del gruppo Stati e che
l'interlocutore privilegiato in tal senso sia Ezio Stati. Chiaro,
dunque, appare il ruolo di Ezio Stati come fulcro, perno
essenziale, coordinatore principale dell'assessorato di cui
formalmente è investita la figlia».
Altri interrogatori. Sono attesi da domani.
Sfileranno in Procura altri testimoni chiamati in causa nel corso
degli interrogatori degli indagati. La polizia ha acquisisto
documenti informatici nelle abitazioni dei cinque, oltre ad altri
atti prelevati alla Securcode di Oricola, azienda che fa capo ad
Angeloni. Atti sono stati presi anche negli uffici della Regione, a
Pescara e all'Aquila, nella sede di Abruzzo Engineering e in quella
della Valle del Giovenco, la scomparsa società di calcio che ha
avuto alla presidenza sia Angeloni che Stornelli.
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8 agosto 2010