L'AQUILA. Restano in carcere Ezio Stati e Vincenzo Angeloni. Domiciliari confermati per Marco Buzzelli. Così come rimane l'obbligo di dimora a Roma nei confronti di Sabatino Stornelli. Il gip Marco Billi ha accolto la richiesta della Procura dell'Aquila e ieri mattina ha respinto le istanze di revoca delle misure cautelari presentate dagli avvocati dei quattro, indagati nell'inchiesta sui presunti casi di corruzione legati alla ricostruzione post-terremoto.
I «no» del gip. Sono arrivati a meno di 24 ore dal pronunciamento del sostituto procuratore
Antonietta Picardi. Secondo il pm «l'assunto accusatorio resta immutato, per tutti». Così il gip ha deciso di negare la libertà a
Ezio Stati e a
Vincenzo Angeloni e ha confermato le altre misure restrittive per
Marco Buzzelli, compagno di
Daniela Stati, e
Sabatino Stornelli. Per l'ex assessore regionale alla Protezione civile non c'è stato alcun pronunciamento in quanto l'interdizione dai pubblici uffici (chiesta dal pm nell'ordinanza di custodia) è venuta meno con le sue dimissioni dalla giunta Chiodi.
Le accuse restano. La presunta cricca marsicana, in base a quanto ricostruito dalla Squadra mobile di Pescara, ha fatto pressioni per fare assegnare ad Abruzzo Engineering una commissione da un milione e mezzo di euro per lavori da eseguire dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Stornelli, amministratore delegato della società Selex (gruppo Finmeccani
ca) e «controllore» del 30% delle quote di Abruzzo Engineering, e
Angeloni, si sarebbero sdebitati con il gruppo Stati con una serie
di regalie: una consulenza e un'Audi A4 per Buzzelli, un televisore
a Ezio Stati e un anello con diamante alla figlia Daniela. I cinque
sono indagati per corruzione.
Si va al Riesame. Ieri mattina gli avvocati
Antonio Milo e
Alfredo Iacone,
difensori di Stati, Buzzelli e Angeloni, hanno presentato ricorso
al Tribunale del riesame contro la decisione del gip
Marco
Billi. Un altro ricorso, sempre al Tribunale della
libertà, è stato presentato contro l'ordinanza di custodia
cautelare.
«Processo subito». L'avvocato Milo: «Non ci
fermeremo, ma andremo avanti, convinti dell'innocenza degli
indagati, che sono estranei ai fatti. Auspichiamo che il
procuratore
Rossini fissi in tempi rapidissimi il
processo, così ci sarà un confronto dialettico per la verifica
delle rispettive tesi davanti a un giudice terzo. Qui c'è di mezzo
la vita della gente».
Stati digiuna. Ezio Stati, il «frate cercatore»
ai tempi d'oro della Democrazia cristiana, è al secondo giorno di
sciopero della fame. Rinchiuso nel carcere di Costarelle, si
ritiene vittima di un'ingiustizia. I legali spiegano invece che
l'altro indagato, Vincenzo Angeloni, ex parlamentare di Forza
Italia ed ex presidente della Valle del Giovenco, è prostrato da
questa vicenda. Angeloni è in una cella del penitenziario romano di
Regina Coeli. Milo chiederà un nuovo interrogatorio per l'ex
deputato.
«Quali prove?». L'affondo arriva dall'avvocato
Iacone. «Questa vicenda», afferma il legale avezzanese impegnato
anche in politica, «è la riprova delle conseguenze di un uso
perverso delle intercettazioni. Non ci sono prove a sostegno di
quanto indicato nell'ordinanza di custodia». Iacone, ieri in
conferenza stampa nell'ufficio di Daniela Stati, aveva aggiunto:
«Magari qui dentro ci sono ancora microspie».
L'indagine prosegue. Gli interrogatori delle
persone informate dei fatti proseguono. L'indagine si orienta sui
rapporti fra il gruppo Stati, gli imprenditori Stornelli-Angeloni e
le società Selex, Valle del Giovenco. Società direttamente o
indirettamente legate a Finmeccanica, il colosso italiano delle
telecomunicazioni. Giovedì, all'Aquila, gli agenti della Mobile di
Pescara hanno ascoltato
Luca Mastroianni, già
amministratore delegato della Valle del Giovenco. Mastroianni è
indicato proprio dall'ex assessore regionale Stati come «gemmologo»
e titolare di un negozio di pietre preziose. Sarebbe colui che
avrebbe dato l'anello ad Angeloni, prima della consegna alla
famiglia Stati. Sempre giovedì è stato ascoltato anche
Stefano Carlini, direttore operativo della Selex.
La prossima settimana dovrebbero essere ascoltati altri ex
rappresentanti dell'organigramma societario della Valle del
Giovenco, la squadra di calcio scomparsa dopo la retrocessione
dalla Prima divisione.
Altri sequestri. La Mobile di Pescara ha
acquisito una serie di atti nell'ufficio di Daniela Stati ad
Avezzano. Documenti sono stati prelevati anche nelle sedi regionali
che si trovano all'Aquila e a Pescara.
La polemica. Il consiglio di amministrazione di
Abruzzo Engineering ha dato mandato a uno studio legale di
verificare se sia il caso di adottare iniziative per tutelare
l'immagine della società coinvolta nell'inchiesta. Il presidente
Francesco Carli rende noto che «il Cda vuole
segnalare fin da ora che alcuni organi di stampa hanno svolto
attività disinformativa e platealmente denigratoria. Lo studio
legale incaricato dalla società, per quanto di sua competenza,
dovrà contribuire a ristabilire la verità e a ripristinare
l'immagine della società che è stata grossolanamente e inutilmente
segnata».
© RIPRODUZIONE
RISERVATA
7 agosto 2010
Altri contenuti
- Sulle persone citate
-
- Sugli stessi luoghi
-