L'Aquila, sisma dimenticato nella messa su Rai Uno

Nell'appuntamento di punta del palinsesto domenicale della Rai, sul primo canale, nessun riferimento al dramma della città devastata

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    di Enrico Nardecchia L'AQUILA. «Benvenuti all'Aquila, la città che sta vivendo il giubileo celestiniano». Terremoto dimenticato nella messa su Raiuno, l'appuntamento di punta del palinsesto domenicale della Rai. Di fronte alle telecamere spicca l'assenza di un habitué del video, l'ausiliare Giovanni D'Ercole. L'omelia di Molinari tutta sul perdono.

    Se non fosse per quei fascioni gialli che avvinghiano ancora le colonne frantumate della basilica di Santa Maria di Collemaggio, si direbbe che la messa domenicale stia andando in onda da un posto qualsiasi di una città qualsiasi in un giorno d'estate qualsiasi. Anzi, la voce narrante a un certo punto dice pure che la basilica è in ristrutturazione. Viene mostrata più volte, invece, la splendida facciata, restaurata, sì, ma con lavori progettati e iniziati ben prima del terremoto, quindi estranei a qualsiasi intervento di carattere emergenziale. Il terremoto? Nemmeno l'ombra. Le immagini dall'alto, riprese in campo aperto, non mostrano le ferite aperte, e non rimarginate, sulle principali emergenze architettoniche del capoluogo di regione, a partire dalla Cattedrale di San Massimo devastata e da Santa Maria Paganica completamente sventrata.

    E così, la trasmissione in diretta alle 11, sul primo canale della tv pubblica, glissa in maniera evidente sul tema del sisma. Un'altra occasione mancata per ricordare all'Italia e al mondo che nel centro storico della città non si è mosso ancora nulla.

    D'ERCOLE. Assente, all'altare, il vescovo ausiliare monsignor Giovanni D'Erc
    ole, la cui presenza era stata comunque annunciata nei giorni scorsi. Una presa di distanza? Un impegno improvviso? Impossibile rintracciare D'Ercole per avere conferme, nell'una o nell'altra direzione. La liturgia è presieduta dall'arcivescovo Giuseppe Molinari il quale pronuncia un'omelia extra-terremoto, tutta incentrata sul tema del perdono. Vengono mostrate anche le immagini degli eremi dove trovò rifugio Celestino V e viene inquadrata la Porta Santa. Nello scorso mese di giugno la messa in diretta televisiva era stata trasmessa più volte da Rete4.

    LE SPOGLIE. Sabato 31 luglio, intanto, le spoglie di San Pietro Celestino V tornano in diocesi. Al termine della «peregrinatio» nelle 11 diocesi della regione ecclesiastica Abruzzo-Molise, il giro prosegue nelle foranie. Le spoglie verranno accolte alle 21 nella chiesa di Santa Rita. A seguire la messa dell'arcivescovo. Prima tappa, lunedì 2 agosto, Pizzoli. Venerdì 6 l'arrivo a Marana di Montereale, lunedì 9 sosta a Sassa.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    26 luglio 2010
     

    Gli ultimi commenti di questo articolo

      Se si cancella il terremoto dalla televisione lo si cancella dalla realtà. In questo momento politico i due maggiori poteri, chiesa e politica, attraversano una crisi enorme fatta di illegalità, scandali e collusioni. Sembra scontato che l'omelia si incentri sul perdono che tanto...
      Inviato da maxra71
      il 27 luglio 2010 alle 09:48

      Immagino che parlare di perdono possa essere interpretato come un messaggio di solidarieta' a i terrremotati (Gesu perdono coloro che lo misero in croce), tenendo anche presente che la Chiesa e' sempre molto cauta nel prendere posizioni su argomenti. Cosa avrebbe dovuto fare, il sacerdote ...
      Inviato da mzito
      il 27 luglio 2010 alle 08:52

      La maggior parte degli aquilani ha votato berlusconi. di cosa ci lamentiamo?...
      Inviato da poetadellimmagine
      il 27 luglio 2010 alle 02:24

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