Giallonardo, guerra nella Lega Nord

Lettera a Bossi: «Il padre dell'indagato lasci l'incarico di leader regionale»

    di Rossano Orlando  LANCIANO. Respinge quelle che definisce illazioni e si sente anche parte lesa: nello scambio di tre-quattro assegni di modesta entità, è stato raggirato. Maurizio Giallonardo, 44 anni, imprenditore di Lanciano, è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.  Il suo nome è nelle intercettazioni della Procura antimafia di Napoli sulla ricostruzione post-terremoto dell'Aquila. Per gli investigatori Giallonardo è «persona di fiducia di Michele Gallo nel territorio abruzzese». E Michele Gallo, uno dei sei arrestati nell'ambito dell'inchiesta campana sui tentativi di accaparrarsi gli appalti della ricostruzione, era l'uomo di punta dei cosiddetti Intoccabili, personaggi legati a doppio filo al clan dei Casalesi, incaricati di organizzare le attività imprenditoriali.  Maurizio Giallonardo è indagato con altri 51. «Ma il mio cliente respinge fermamente tutte le illazioni fatte», spiega l'avvocato difensore Marco Di Domenico, di Lanciano. «Le aziende di famiglia non c'entrano in questa vicenda e le intercettazioni telefoniche vanno analizzate con attenzione. Il mio cliente è coinvolto in uno scambio di assegni di modesta entità in cui è rimasto anche raggirato. Faremo emergere la realtà con la dovuta calma, anche perché il mio assistito al momento non deve essere interrogato».  Il fascicolo sull'inchiesta della Procura antimafia è del 2005. I contatti tra Maurizio Giallonardo e Michele Gallo risalgono al
    periodo 2008-2009 per motivi diversi e che non riguardano la ricostruzione dell'Aquila. Giallonardo ha scambiato assegni con Gallo ma non ha intascato un centesimo.  La Finanza nei giorni scorsi ha sequestrato la quota di capitale che Giallonardo detiene nella società Punto Immobiliare, di cui è titolare la sorella. Si tratta di meno di 2mila euro. Su quella quota, che al momento non può essere venduta, sono puntate le attenzioni degli investigatori: devono chiarire la provenienza di quel denaro.  La vicenda ha prodotto la reazione di alcuni esponenti della Lega Nord, visto che il padre di Maurizio, Tonino Giallonardo, titolare della società edile Sogecol, che si occupa della costruzione e riparazione di strade e autostrade e che non ha partecipato agli appalti dell'Aquila, è coordinatore regionale del movimento politico.  «Ho chiesto l'intervento immediato del segretario nazionale Umberto Bossi», scrive Stefano Moretti, iscritto nel partito Vasto, in una nota inviata anche al ministro dell'Interno Roberto Maroni, «in quanto i due deputati incaricati di gestire la nascita della Lega Nord Abruzzo hanno dimostrato di non avere in mano il controllo della situazione. Ciò significa che si deve procedere immediatamente all'azzeramento di tutte le nomine e se si vuole che la Lega Nord cominci il proprio cammino nella regione, bisogna valutare tutti i passi da fare opponendosi fermanente a quel sistema politico che c'è in Abruzzo e che ha visto portare diverse volte all'arresto di massa le giunte regionali».

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    25 luglio 2010
     

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