di Giustino Parisse
L'AQUILA. Una città da riscostruire e da ridisegnare. Una città che deve individuare le sue vocazioni (turistica, culturale, ambientale, industriale, universitaria). Un capoluogo di regione che ha bisogno di servizi efficienti, viabilità adeguata, parcheggi nei posti giusti.
E poi un «territorio-città» che deve garantire a centri grandi e piccoli una "funzionalità" in grado di migliorare la qualità della vita di chi ci abita e soprattutto di chi ci andrà ad abitare in futuro. Tutto questo tenendo conto di quello che esiste: una periferia caotica nata negli anni scorsi a colpi di varianti al piano regolatore, le 19 aree del piano Case costruite nel periodo dell'emergenza, migliaia di map, centinaia di casette "private" (spesso villette) sorte come i funghi in base a una semplice autorizzazione, case dello studente che vengono costruite qua e là senza apparente criterio, la volontà dell'università di mantenere più "poli" (Roio, Coppito, centro storico), e poi una miriade di iniziative che si stanno realizzando senza una idea di fondo capace di guardare a una strategia di medio e lungo termine. E' anche per questo che il commissario alla ricostruziione
Gianni Chiodi e il capo della struttura di missione l'architetto
Gaetano Fontana hanno preso una serie di contatti che a fine mese porteranno in città esperti di vari settori per "disegnare" ma anche "ricucire" gli spazi della "nuova" città.
Ieri l'iniziativa è stata presentata all'auditorium di Palazzo Silone.
Lo slogan scelto «R
icostruzione, strategie per il futuro» campeggiava su un poster con
la foto di un cielo azzurro (punteggiato da qualche nuvoletta) e
con un'aquila in volo (chissà perchè non si riesce mai a immaginare
qualcosa di diverso). L'idea è quella di aprire «la stagione del
confronto e della partecipazione con i cittadini aquilani». Si
inizia con un workshop (una sorta di convegno) previsto il 26
luglio. Interverranno i componenti di un gruppo di lavoro, composto
da personalità del mondo dell'economia, della sociologia,
dell'architettura, dell'urbanistica. Si tratta in particolare di:
Vittorio Magnago Lampugnani, urbanista che ha
partecipato al processo di ricostruzione di Berlino;
Cesare
Trevisan, vicepresidente per le Infrastrutture, logistica
e mobilità di Confindustria;
Paolo Leon,
economista, ordinario di Economia pubblica presso la facoltà di
Economia all'Università degli Studi di Roma Tre e
Aldo
Bonomi, sociologo, dirigente dell'Istituto di ricerca
Aaster (associazione agenti sviluppo territorio, Milano).
«Ci vogliamo avvalere delle massime competenze disponibili» ha
dichiarato Chiodi «la ricostruzione dovrà mirare alla crescita
economica del territorio e a dare spazio e futuro ai giovani,
sempre pensando che la ricostruzione non sia soltanto materiale».
Il commissario ha anche annunciato che a far parte del gruppo di
lavoro ci sarà l'architetto portoghese
Alvaro Siza
Vieira, un architetto portoghese che è una autorità
mondiale nel suo campo. Siza è stato già contattato e si è detto
disponibile a venire all'Aquila a settembre. E a settembre verrà
coinvolto anche
Giuseppe De Rita del Censis. Alla
conferenza stampa con Chiodi, c'erano Fontana, il sindaco
Massimo Cialente, il vicepresidente del consiglio
regionale
Giorgio De Matteis, il presidente della
Provincia
Antonio del Corvo.
Per Cialente «L'Aquila può diventare per il Paese una vetrina del
saper progettare e del saper fare, dobbiamo avere i mezzi per
sciogliere i nodi ed organizzare una città moderna».
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RISERVATA
16 luglio 2010
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