di Federica Pantano
SULMONA. La Magneti Marelli si prepara a collaborare alla produzione della Nuova Panda di Pomigliano d'Arco. Il sofferto accordo con il sito produttivo campano è destinato ad avere ripercussioni anche sullo stabilimento sulmonese, che fa capo sempre al gruppo Fiat. Dal prossimo autunno si prevede lo stop della cassa integrazione per gli oltre 700 lavoratori peligni. A Pomigliano d'Arco sarà avviata la produzione della Nuova Panda entro l'autunno. La catena di montaggio dovrebbe sfornare 270mila vetture l'anno. L'indotto Fiat (quindi anche Sulmona) sarà inevitabilmente coinvolto, come spiegano dall'ufficio stampa torinese del Lingotto. Nonostante i 700 milioni di euro di investimento sullo stabilimento campano, per rinnovare le linee produttive e formare il personale, infatti, le altre aziende del gruppo Fiat si troveranno a gestire diverse commesse.
I numeri precisi non si conoscono ancora, ma è certo che saranno «importanti», visto che il Lingotto punta sulla Nuova Panda per uscire dalla crisi economica internazionale, privilegiando l'Italia alla Polonia. La produzione a Pomigliano è stata frutto di un accordo sofferto, che impone turni diversi e limita il ricorso allo sciopero.
Al di là delle conseguenze sui rapporti coi sindacati e coi lavoratori, la nuova produzione è destinata ad inaugurare una nuova stagione nel mercato dell'auto e in particolare nell'azienda torinese. Così come in quella della città di Sulmona, martoriata da più di un anno di cassa integrazione a singhiozzo.
Attualmente sono 740
i dipendenti della Magneti Marelli in cassa integrazione
straordinaria fino a dicembre, dopo aver bruciato a tempi record le
52 settimane di ordinaria (in poco più di 12 mesi). Il 70% della
produzione delle tute blu sulmonesi è legata al Ducato che si
assembla nello stabilimento della Sevel di Atessa, con circa mille
assali prodotti al giorno; il 30% riguarda invece la
componentistica dell'auto, su cui pesa maggiormente la cassa
integrazione.
E proprio da qui, a pochi mesi dalla scadenza dello stop forzato
dal lavoro, si può ripartire con la produzione a pieno regime,
stoppando la cassa integrazione per i dipendenti. Per questo la
speranza fra lavoratori e sindacati sulmonesi sale, di fronte a una
boccata di ossigeno che arriva come una manna dal cielo.
Così come conferma
Michele Lombardo della
segretaria nazionale della Uil, che ha tenuto nei giorni una tavola
rotonda in Comune proprio sulle implicazioni legate all'accordo di
Pomigliano. «Qualcosa si muoverà sicuramente per lo stabilimento
sulmonese», spiega Lombardo, «ma solo verso settembre e ottobre.
L'auspicio è che la cassa integrazione possa scomparire del tutto.
Si tratta di un'opportunità che non ci possiamo far sfuggire.
La fabbrica sulmonese, la più grande del comprensorio, rappresenta
una risorsa fondamentale per l'intera Valle Peligna, da cui si
potrebbe ripartire per riavviare un cospicuo mercato industriale e
del lavoro. La crisi senza precedenti che ci ha travolto, potrebbe
presto spostarsi alle nostre spalle.
Per questo rivolgo un appello all'unione del territorio e delle
istituzioni, affinché facciano quadrato attorno allo stabilimento
sulmonese». In attesa delle commesse della Nuova Panda, quindi,
lavoratori e sindacati sperano in una grossa mole di lavoro nei
prossimi mesi, per spezzare una volta per tutte le catene della
cassa integrazione.
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13 luglio 2010
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