di Marianna Gianforte
Uno dei manifestanti feriti negli scontri di Roma
L'AQUILA. Lo sconcerto è il sentimento che domina il cuore degli aquilani. L'Aquila, ieri semideserta e caldissima nel giorno della protesta a Roma, non accetta la violenza, gli spintoni, le manganellate. Per strada, nei social network, sul sito del Centro, l'opinione è unanime: le manganellate della polizia sugli aquilani sono una «vergogna».
«Questa manifestazione era solo una richiesta d'aiuto al governo e all'Italia», dice un edicolante alla periferia della città, «è assurdo prendere a botte persone disperate».
Anche il vescovo
Giusepppe Molinari esprime la sua preoccupazione ai sacerdoti: «Ho visto i telegiornali, mi raccomando continuate a pregare per tutti i problemi della nostra gente». «Gli episodi violenti di Roma ci fanno capire che la tensione è veramente alta e lasciano un po' perplessi», commenta don
Claudio Tracanna, portavoce del vescovo, «mi auguro che ciò che abbiamo visto oggi nei tg non accada più e che il governo dia ciò che è giusto a noi aquilani per rinascere. L'utilizzo dei manganelli rischia di aumentare la tensione».
L'epilogo degli scontri preoccupa anche gli psicologi. «Da oltre un anno e mezzo gli aquilani sono sottoposti a un forte stress», dice una psicologa, «le persone sono disperate, stanno aumentando i problemi di salute e il consumo degli psicofarmaci».
«Gli scontri a Roma sono la prova della scarsa sensibilità del governo nei confronti della ricostruzione e della ripresa dell'economia», commenta
Agostino Del Re, direttore
della Cna dell'Aquila.
Per
Alessandro De Lucia, consigliere comunale di Scoppito, «non bisogna mai portare all'esasperazione le protesta, perché la violenza non ha niente a che vedere con le nostre richieste di vedere rinascere la città».
Una tempesta di telefonate è arrivata ieri in redazione subito dopo l'edizione serale del Tg4 di
Emilio Fede. «Fate qualcosa, impedite a quel giornalista di dire bugie», implora un aquilano riferendosi alla notizia, letta in diretta dal conduttore, secondo cui «Di Pietro era alla testa del corteo degli aquilani che hanno aggredito le forze di polizia». Arrabbiata
Maria Giuliani, «ma come si permette di dire falsità?".
Sul sito del Centro la protesta dei lettori che hanno seguito la diretta web della manifestazione, si mescola alla solidarietà. «Siamo con voi», scrive
boxcarbertha.
Ilrione invece se la prende con il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che avrebbe commentato così la manifestazione degli aquilani: "La protesta? Ho sentito solo qualche fischietto". «Questo signore si vergogni di denigrare il suo datore di lavoro, e cioè il popolo», dice
ilrione.
Su Facebook corre la rassegnazione, come quella espressa da
Domenico Di Giamberardino: «Ci hanno presi a manganellate, io sogno di vivere in un paese libero».
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8 luglio 2010