di Enrico Nardecchia
L'AQUILA. Vanno bene gli annunci di proroga. E gli annunci di emendamenti governativi o di opposizione, ma tutti ancora da approvare. Ma se pure i commercialisti, alla vigilia del «day after» del 30 giugno, spartiacque per tantissimi adempimenti fiscali e tributari dei contribuenti del cratere sismico, hanno deciso di bussare alla porta dell'Agenzia delle Entrate allora vuole dire che la confusione su tasse, tributi e contributi è davvero totale.
SI RIPAGA. L'unica cosa certa è che le prime buste paga leggere, cioè col prelievo a monte di Irpef, contributi e addizionali varie, saranno quelle di pensionati e lavoratori dipendenti. Le uniche due categorie che non potranno sperare in ulteriori dilazioni. Il nuovo torneranno a pagarlo, e da subito. Non ci saranno miracoli, stavolta, nella manovra che si appresta a passare al vaglio delle aule parlamentari con dentro il caso-L'Aquila. È da decidere, a questo punto, se la soglia dei 200mila euro di fatturato (volume d'affari del 2008, chi lo supera è considerato, dal governo, in grado di ripagare da subito) resterà legata solo alle imprese oppure anche alle persone fisiche, cioè al popolo delle partite Iva (commercianti, artigiani, professionisti) su cui il commissario
Gianni Chiodi ha garantito sulla proroga dell'esenzione, con conseguente slittamento al 20 dicembre 2011. Questo elemento non è stato chiarito a sufficienza. E neppure l'annuncio della presentazione di un emendamento governativo da parte del relatore della manovra finanziaria, il parlamentare Pdl
ng>Antonio Azzollini, ha contribuito a dipanare la matassa. C'è
intesa solo sulla restituzione delle vecchie tasse (sia di quelle
non pagate nel periodo tra aprile 2009 a giugno 2010 sia, per chi
non pagherà, di quelle da giugno 2010 fino a dicembre). Si tornerà
a pagare da gennaio 2011. Come? In 60 rate mensili, al 100 per
cento. Ma queste, a sentire il centrodestra, sono condizioni
«trattabili». Magari tra altri sei mesi.
BOLLETTE E CANONI. Nelle abitazioni stanno
tornando, intanto, le bollette delle utenze domestiche. In molti
casi annunciate da moduli (come nel caso dell'Enel) che chiedono di
conoscere lo stato degli immobili per poter usufruire delle tariffe
agevolate. A tal proposito, però, come segnalano alcuni lettori,
tra l'alternativa agibile e non agibile manca l'opzione di coloro
che sono rimasti in casa, oppure nelle pertinenze, magari grazie ad
agibilità parziali o a sistemazioni di fortuna. Due categorie che
rischiano di non accedere ai benefìci. Torna anche il canone Rai la
cui sospensione, scaduta ufficialmente ieri, non comporta
l'immediata ripresa del pagamento, come specificato nel febbraio
scorso da Urar e Agenzia delle Entrate. Serve un nuovo
provvedimento per disciplinare la ripresa del pagamento, così come
serve che la Regione Abruzzo chiarisca come e da quando dovranno
essere ripagati i bolli delle auto.
PEDAGGI. Beneficio scaduto anche per gli sfollati
pendolari, costretti a viaggiare tra la costa e il capoluogo perché
ancora fuori casa. Con l'esaurimento delle tessere prepagate, e in
mancanza di un nuovo provvedimento di proroga, si torna a pagare
anche il passaggio ai caselli autostradali di A24 e A25 con tanto
di aumenti.
COMMERCIALISTI. Dottori e ragionieri
commercialisti, consulenti del lavoro e tributaristi hanno bussato
all'Ufficio provinciale dell'Agenzia delle Entrate per esporre al
direttore «le difficoltà, in cui clienti e professionisti si
trovano nell'adempimento degli obblighi fiscali e contributivi
conseguenti al sisma. Allo stato attuale la normativa di
riferimento è lacunosa, si accavalla nelle scadenze e negli
adempimenti, non identifica un comportamento univoco a cui
attenersi: si prendano, ad esempio, gli aspetti legati agli studi
di settore, all'imputazione in bilancio dei contributi per le
attività e per la ricostruzione degli immobili, all'effettiva data
di ripresa degli adempimenti quali le ritenute da operare sulle
retribuzioni o il versamento dei contributi. Il rinvio al 6 luglio
2010 delle dichiarazioni soggette agli studi di settore concesso a
livello nazionale, opera per i contribuenti residenti nel cratere?
Questa mancanza di norme certe pone in difficoltà i professionisti
contabili anche nei confronti dei loro clienti in quanto,
quest'ultimi, hanno il diritto di programmare il rispetto degli
impegni a cui devono assolvere, essendo loro coloro che, nella
sostanza, devono adempiere. I professionisti hanno chiesto ai
dirigenti dell'Agenzia delle Entrate, che peraltro si sono resi
disponibili a trasmettere a chi di competenza i quesiti e le
istanze prodotte, di farsi promotori di una chiarificazione della
normativa e una sua corretta interpretazione che preveda la
calendarizzazione degli adempimenti, le modalità di assolvimento
degli stessi, alcune risposte a casi particolari (ad esempio lo
smarrimento o la distruzione della documentazione contabile in
possesso dei contribuenti)».
LA PROPOSTA. I professionisti hanno anche
formulato una proposta per il riallineamento degli adempimenti e
degli obblighi fiscali che preveda prima la chiusura dell'anno 2008
«al 30 settembre 2010, in modo da poter effettuare le corrette
riprese fiscali per l'anno 2009, da chiudere entro il 31 marzo 2011
ed essere, quindi, in regola per la scadenza dell'anno 2010 al 30
settembre 2011; la predisposizione di modelli idonei per
l'indicazione specifica delle imposte, dei contributi e delle tasse
non versate in modo da certificare il debito d'imposta; a prorogare
i termini per la definizione del pagamento in forma rateale delle
imposte iscritte a ruolo a qualsiasi titolo».
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1 luglio 2010