AVEZZANO. «Pietro era un duro dal cuore tenero. Non voglio millantare un'amicizia che non ho mai coltivato, ma posso dire che per lui ho sempre provato un profondo affetto, oltre al ricordo di una sfida epica, che ha rivoluzionato la televisione e la nostra vita. Epica, come la sua tragica morte». Roberta Beta, la «grande sorella» della prima edizione del Grande Fratello, anche oggi sarà contesa dalle televisioni. Ieri era tra Saxa Rubra e Pescara, al mare, dove trascorre parte delle vacanze. Roberta Beta parla di Pietro Taricone come di uno «straordinario compagno di avventura». «Straordinario come il suo background, che non era certo quello di un burino», prosegue Beta. «Padre dirigente di una multinazionale, madre insegnante, lui diplomato al liceo scientifico... Pietro faceva il bullo, ma alle sue spalle aveva tutt'altra cultura. E' stato un grande personaggio, e proprio la sfida contro di me, quando si fece nominare apposta pur di cacciarmi dalla casa del Grande Fratello, lo rese famoso, cambiando per sempre la nostra vita». Lunedì la notizia dell'incidente. «Pietro», prosegue Roberta Beta «non era un cretino. Credo che abbia calcolato il rischio, ma qualcosa non deve essere andato per il verso giusto. Mi dispiace per la sua famiglia, per la figlia e la moglie. Nei prossimi giorni andrò a salutarlo a Trasacco, lontano dai riflettori». La moglie di Pietro,
Kasia Smutniak, si dichiara sorpresa dall'affetto di tutte le persone che conoscevano il marito, e vorrebbe ringraziare tutti. «Mi arrivano tanti messa
ggi e volevo ringraziare tutti», ha dichiarato all'Ansa l'attrice
subito dopo i funerali, a Terni. «Chiunque lo abbia conosciuto ha
capito che era una persona speciale, veramente unico. Lui era
sempre molto riservato, sensibile e molto schietto. Io sono stata
la più fortunata perchè l'ho avuto per otto anni tutto per me. Sono
molto sorpresa dell'affetto e dell'amore di tanta gente, anche da
persone che non mi sarei aspettata», ha detto a fatica Kasia
Smutniak. La loro figlia, Sophia, nata sei anni fa, non sa ancora
nulla della morte del padre: «Era venuta con noi. Lei è sempre con
noi, ma grazie a Dio non ha visto niente, non si è resa conto di
nulla. La preparerò più avanti», conclude. «Era più colto,
sensibile e delicato di quello che appariva, ma quello che di lui
mi piaceva era il fatto che avesse scelto nonostante gli inizi al
Grande Fratello, la professionalità rispetto alla popolarità». Così
lo ricorda il regista
Marco Risi. Per lui Pietro
aveva interpretato la parte di un pusher nel film «Maradona - La
mano de Dios». «In realtà per me aveva fatto un ruolo piccolo»,
afferma Risi «e si era dimostrato disponibile venendo a Buenos
Aires per soli due giorni e non volendo neppure essere pagato».
«La televisione lo aveva deluso ed era arrabbiato con quanti, in
quel mondo, gli avevano creato false illusioni», ha detto il
presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori
Antonio
Marziale, consulente della Commissione parlamentare per
l'Infanzia, ricordando l'attore. «Nelle diverse occasioni
d'incontro mi ha costantemente ribadito il proprio dispiacere per
le tante promesse mancate, spronandomi a perseverare nella denuncia
degli eccessi televisivi e a comunicare agli adolescenti che per
ottenere risultati occorre studiare e prepararsi». Non ha voluto
rilasciare dichiarazioni ai giornalisti
Marina La
Rosa, altra concorrente del primo Grande Fratello, che
ieri ha visitato l'amico all'obitorio dell'ospedale di Terni.
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30 giugno 2010
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