'Ho detto alla Protezione Civile di non andare per ora in Abruzzo: così il premier, Silvio Berlusconi, dopo l'accusa di mancato allarme per il rischio terremoto avanzato nei confronti della Protezione Civile da parte della magistratura abruzzese.
"E questo perchè - ha chiarito Berlusconi intervenendo alla Federalberghi - potrebbe avvenire che se uno ha qualche familiare che è morto sotto le macerie ed ha una mente fragile magari gli può venire in mente di sparare".
Intanto il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso è all'Aquila. Prima di recarsi nel capoluogo
abruzzese, dove aveva in programma già da tempo alcuni impegni tra cui un'iniziativa con alcune suore che gestiscono un'asilo, il capo del Dipartimento ha informato palazzo Chigi.
Alle parole di Berlusconi ha subito replicato il Procuratore della Repubblica dell'Aquila,
Alfredo Rossini "Non entro in polemica. Continuiamo a lavorare come al solito bene, velocemente e rispettando le leggi vigenti". L'inchiesta aperta dalla procura della Repubblica dell'Aquila ha portato all'emissione di sette avvisi di garanzia alle persone, tra cui i vertici della Protezione Civile, che hanno partecipato alla riunione della Commissione Grandi Rischi del 31 marzo 2009 a soli cinque giorni dalla tragica scossa. Per la Procura che ha indagato sull'ipotesi di reato di omicidio colposo, la Commissione Grandi Rischi non ha adottato provvedimenti preventivi.
"Non so proprio come si possano dire certe cose...insomma, sono sconcertato", ha detto invece il sindaco dell'Aquila
rong>Massimo Cialente dopo le dichiarazioni del premier. "E'
proprio una dichiarazione arrivata in un momento sbagliato - ripete
il primo cittadino - è vero che all'Aquila
l'aria è tesa, ma per via della vicenda delle tasse e dei
contributi che dovrebbero essere pagati di nuovo dai terremotati.
Governo e opposizione sa bene, perchè ho parlato chiaro, che in
città c'è nervosismo: menti fragili non ce ne sono, ma gente
nervosa sì. Al più presto inviterò Berlusconi all'Aquila per
parlare di queste cose - conferma Cialente - Quanto alla Protezione
Civile, al di là delle vicende giudiziarie, all'Aquila invece c'è
grande riconoscenza, specie per i 17 mila volontari che ci sono
stati vicini per mesi. Il rapporto con la Protezione Civile
èeccellente".
Sul fronte nazionale arrivano invece le reazioni indignate di Pd e
Idv. "Sono parole rancorose e incendiarie, Berlusconi getta benzina
sul fuoco e dimostra, ancora una volta, la sua completa sfiducia
nella magistratura", ha commentato la capogruppo del Pd nella
commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti. "Arrivare
ad evocare il pericolo di spari in testa agli uomini della
Protezione civile è da irresponsabili e ha tutto il sapore di un
tentativo di influenzare le indagini. Con queste parole - conclude
Ferranti - Berlusconi manca di rispetto agli aquilani e a tutti i
cittadini italiani che aspettano con serenità ed equilibrio
giustizia".
"Rischio di spari in testa per gli uomini della protezione civile?
Ormai siamo al delirio", ha affermato invece il capogruppo
dell'Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi commentando le
affermazioni di Berlusconi. "Nella sua ormai ossessiva guerra
contro i giudici, Berlusconi mette in relazione le inchieste sul
terremoto con il pericolo di gesti folli e violenti. Un'impostura
che nessun altro capo di governo responsabile pronuncerebbe mai. Al
contrario, Berlusconi dovrebbe essere il primo a volere la piena
verità sugli affari della cricca, composta da squallidi personaggi
che hanno infangato il lavoro valoroso di migliaia di volontari
della Protezione Civile".
8 giugno 2010