di Giampiero Giancarli
L'AQUILA. «La valutazione dei rischi sismici fu approssimativa, generica e inefficace in relazione alle attività e ai doveri di previsione e prevenzione». Inoltre, «sia con dichiarazioni agli organi di informazione sia con redazione di un verbale», per gli inquirenti la Commissione Grandi Rischi fornì a cittadini, politici e alla stessa Protezione civile «informazioni incomplete, imprecise e contraddittorie sulla natura, sulle cause, sulla pericolosità e sui futuri sviluppi dell'attività sismica in esame». E' scritto nell'avviso di conclusione delle indagini emesso dalla Procura nei confronti dei sette commissari indagati per omicidio colposo, lesioni personali e cooperazione nel delitto colposo: si tratta di
Franco Barberi, vicario della commissione grandi rischi,
Bernardo De Bernardinis, già vice capo della Protezione civile,
Mauro Dolce, direttore dell'ufficio prevenzione della Protezione civile,
Enzo Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia,
Giuliano Selvaggi direttore del Centro nazionale terremoti dell'Ingv,
Gian Michele Calvi, direttore dell'Eucentre e «padre» del progetto Case, e
Claudio Eva, docente di fisica dell'Università di Genova. Un atto che già individua le famiglie dei 308 morti per il sisma come parti offese. Ma saranno molte di più visto che sono state depositate decine di denunce. Gli imputati sono venuti meno, inoltre, «ai doveri di valutazione del rischio connessi alla loro qualità e funz
ione tesi alla previsione e prevenzione ei ai doveri di
informazione chiara, corretta e completa».
I PRECEDENTI. La chiusura delle indagini è l'atto finale
della tragedia connotata dal panico della gente (da fine 2008) che
cresceva di pari passo con l'aumentare della magnitudo dello sciame
sismico e culminata con la catastrofe. Poi i giorni del dolore e
dell'avvio delle inchieste penali. Le gente già agli inizi di marzo
2009 era terrorizzata e qualcuno aveva scelto di dormire in
macchina come ricordano le cronache. Giorni della paura ma anche
delle polemiche. Come quando
Guido Bertolaso
(intercettato) si scagliò contro il sismologo
Giampaolo
Giuliani «reo» di dichiarazioni allarmistiche e accusato
di avere annunciato un forte sisma a Sulmona. Giuliani, denunciato
per procurato allarme è stato assolto. «Ma chi è questo?» chiede
Bertolaso a un suo collaboratore. «E' Giuliani che ogni tanto se ne
esce con queste dichiarazioni» spiega il collaboratore. «Lo
denuncio per procurato allarme e verrà massacrato» chiude
Bertolaso. Polemiche che non servono a chiarire nulla mentre la
magnitudo dello sciame cresce. Il 31 riunione della commissione
Grandi Rischi con le ben note rassicurazioni. E' l'inizio della
fine. Le scosse proseguono e il sindaco chiude la scuola De Amicis
piena di crepe. Il 2 aprile altre scosse ed evacuazione di edifici
pubblici. Poi la catastrofe del 6 aprile. Ad agosto 2009 qualcuno
decide che occorre far chiarezza su quel mancato allarme e il 17 un
legale aquilano
Antonio Valentini inoltra un
esposto che fa mettere sotto inchiesta la commissione. Il resto è
storia d'oggi.
ROSSINI. Intanto il pm
Alfredo Rossini
replica allo stesso Bertolaso che individua nell'indagine un
attacco alla Protezione civile. «Commissione grandi rischi» dice,
«è solo questo l'oggetto, la Protezione civile non capisco cosa ci
entri. Quindi si sono arrabbiati, ma non si capisce il perché.
Abbiamo sempre avuto rapporti civili, sono sorpreso. In tutti gli
atti non si parla mai di Protezione civile».
INGV. Non mancano «argomentazioni di tipo scientifico per
dimostrare la correttezza e la serietà del nostro contributo» in
occasione del terremoto dell'Aquila. Lo affermano in una nota i
dirigenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia
(Ingv), esprimendo «la massima solidarietà al presidente Enzo
Boschi e al direttore del Centro nazionale terremoti (Cnt) Giulio
Selvaggi. Azione corretta, ribadiscono «anche in quell'occasione,
come testimoniato anche dalla Commissione internazionale, nominata
ad hoc dal dipartimento della Protezione civile e composta dai
massimi esperti in materia a livello mondiale. Osserviamo con
amarezza come a tutt'oggi l' unica lezione lasciataci dal
drammatico evento dell'Aquila non sia sulle politiche di
prevenzione e mitigazione degli effetti dei terremoti ma si limiti
alla sterile discussione sulla previsione a breve termine dei
terremoti problema che la comunità scientifica ritiene ancora lungi
da una soluzione».
MASCITELLI. «Diventa più che mai attuale e necessaria la
proposta dell'Italia dei Valori, presentata da tempo alla Camera
dei deputati, di istituire una Commissione parlamentare di
inchiesta sull'attività messa in campo dalla Commissione grandi
rischi, che si riunì all'Aquila il 31 marzo del 2009». E' quanto
dichiara il senatore
Alfonso Mascitelli,
coordinatore regionale IdV, commentando l'inchiesta penale sulla
mancata evacuazione dell'Aquila.
«E' ora di fare chiarezza» aggiunge Mascitelli «e capire chi ha
mentito tra Guido Bertolaso, ed Enzo Boschi sull'esito della
riunione. Bertolaso ha sempre sostenuto che dall'incontro non si
evidenziarono elementi per pensare a un sisma distruttivo come
quello che ha squassato le vite degli aquilani, mentre Boschi ha
sostenuto che i suoi allarmi erano rimasti inascoltati. E' evidente
che uno dei due ha mentito».
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5 giugno 2010