di Marina Marinucci
L’AQUILA. Prima le scuse pubbliche. Poi ieri mattina una lunga telefonata e la ricerca di un incontro «riparatorio». Un tentativo, quello del sindaco Cialente, di ricucire lo strappo con la Protezione civile. Di rimediare al danno provocato dalla proposta di delibera - quella per il conferire della cittadinanza onoraria a Guido Bertolaso - «incautamente» approdata in quarta commissione consiliare dove a prevalere, è cosa ormai nota, sono state le ragioni del no.
L’incontro tra
Cialente e
Bertolaso si terrà la prossima settimana a Roma.
«Non posso non provare imbarazzo e rammarico per questo pasticcio imputabile solo all’infantile ricerca di visibilità di alcuni consiglieri che hanno voluto forzare la mano senza pensare alle conseguenze di questa loro azione». Così il sindaco Cialente bolla, ancora una volta, l’iniziativa dei consiglieri del gruppo Rialzati L’Aquila «che hanno preteso il voto» dice «su quella proposta di delibera, pur sapendo che la cosa sarebbe finita in questo modo. I consiglieri
Enrico Verini e
Roberto Tinari hanno inspiegabilmente rifiutato ogni tentativo di mediazione. E inascoltati sono stati anche i consigli arrivati da esponenti della loro stessa coalizione. Il danno provocato da questa “sortita” è stato grande, sia per la città che per Bertolaso. E spero che la cosa non vada oltre. Verrà il tempo per ringraziare, e lo faremo coralmente, tutti coloro che hanno portato aiuto e solidarietà all’Aquila».
Ma da parte di Verini
e Tinari non c’è alcuna intenzione di fare passi indietro. Anzi,
per i due consiglieri il sindaco farebbe bene a dimettersi.
«Anche su una questione che non avrebbe dovuto suscitare
discussioni e che si sarebbe dovuta risolvere in 5 minuti, L’A
quila» scrivono i due consiglieri «si trova a inseguire i dieci
comuni del circondario che hanno dimostrato maggiore senso delle
istituzioni attraverso l’iniziativa del ringraziamento pubblico a
Bertolaso. Ciò per cercare di rimediare alla figuraccia che la tua
maggioranza ha fatto fare alla nostra città». I due consiglieri
accusano Cialente, di «bugie penose» quando afferma «che tutti
sarebbero favorevoli alla cittadinanza onoraria ma che questo non è
il tempo giusto.
Venimmo a settembre» aggiungono «a riferirti della nostra
iniziativa e ci dicesti di posticiparla a dicembre, perché ancora
non si consegnavano gli alloggi agli aquilani. Abbiamo aspettato. A
dicembre siamo tornati e ci hai detto che sarebbe stato giusto
produrre una simile delibera anche per altri volontari che si sono
spesi per L’Aquila. Siamo stati d’accordo, ti abbiamo detto “fallo”
e abbiamo aspettato. Ma non avete fatto nulla. A vigili del fuoco,
agli altri volontari, voi non avete dato né cittadinanze né detto
grazie in modo ufficiale».
Da Verini e Tinari arriva anche la conferma di voler portare,
comunque, la proposta in consiglio comunale.
Fortemente critico sul loro operato
Giuseppe
Bernardi, presidente della quarta commissione, secondo cui
«i due consiglieri hanno voluto cercare l’occasione per aprire
inutili e strumentali controversie che certo non vanno a vantaggio
della nostra città e della sua ricostruzione».
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24 aprile 2010