di Fabio Iuliano
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6 aprile 2009
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L’AQUILA. La zona rossa del centro storico dell’Aquila si riduce ulteriormente, dopo un nuovo intervento di riperimetrazione disposto dal sindaco
Massimo Cialente. L’annuncio arriva a margine della seduta del consiglio comunale, ospitata ancora una volta nella sede dei laboratori del Gran Sasso. Tra le decisioni assunte dal primo cittadino, quella riguardante il reinserimento nell’area percorribile che circoscrive il supermercato Standa. I provvedimenti - consultabili sul sito Internet del Comune dell’Aquila - sottraggono alla zona rossa vico di Picenze, (dal numero civico 28 al 24), in corrispondenza con l’intersezione di via Tione) e via Celestino V, a ridosso del complesso, ora inagibile, della vecchia mensa dei poveri. Riaperta anche parte di via Cesare Battisti. Modifiche disposte anche nei pressi di piazza del Teatro, con l’apertura parziale di via Sinizzo, fino al numero civico 9. Le disposizioni rappresentano un passo in avanti, verso il ripristino della viabilità dell’ultimo tratto di corso Vittorio Emanuele.
LINEE GUIDA E proprio sulla ricostruzione del centro storico dell’Aquila, ma anche di quelli delle varie frazioni, il Consiglio vuole giocare la sua partita più importante. Un dibattito che nasce dalla proposta di deliberazione dela V Commissione consiliare «Garanzia e controllo», su criteri, indirizzi e linee generali per gli interventi di ricostruzione e restauro dei centri, la cui votazione è stata rinviata alla prossima seduta. «Il centro storico dell’Aquila, così come gli altri centri delle frazioni c
ostituiscono la nostra priorità di intervento», ha detto il
consigliere comunale,
Enzo Lombardi (Forza
Italia), presidente della commissione. «Devono essere considerati
integralmente, in quanto beni di interesse generale per il nostro
Paese. In tal senso», ha aggiunto, «tutte le proprietà che ricadono
nel centro storico, siano esse pubbliche, siano esse private devono
essere trattate allo stesso modo, perché nella ricostruzione non si
deve tralasciare nessun elemento». Lombardi ha ribadito che «la
copertura finanziaria di tutti gli interventi spetta allo Stato e
che i fondi devono essere gestiti dal Comune, insieme alla
Regione». Di qui, la necessità di rinnovare il dialogo tra il
consiglio e la Struttura tecnica di missione.
Importante è anche definire le priorità di intervento, anche perché
la questione degli aggregati e dei consorzi è estremamente
complessa, «specie quando non c’è certezza sulle risorse delle
seconde case». Quelle stesse risorse a cui ha fatto appello l’a
ssessore
Pietro Di Stefano. «Appare chiaro», ha
spiegato, «in quanto riconosciuto da tutti, che le risorse non sono
sufficienti, specie se si tira in ballo la questione seconde case».
C’è ancora incertezza circa il cronoprogramma delle provviste
finanziarie, anche in relazione a quelli che sono i tempi per la
ricostruzione e si tira in ballo la convenzione per il
finanziamento agevolato, da parte dei vari istituti bancari, con l’e
liminazione dell’iscrizione ipotecaria. Ma la questione è anche
metodologica.
«La nostra esigenza fondamentale», ha spiegato il presidente del
consiglio,
Carlo Benedetti, «è quella di
semplificare le linee guida per consentire una ripresa dell’a
ttività edilizia e commerciale del centro. La nostra vita è
adesso», ha aggiunto, «non fra dieci anni». Interventi critici sono
arrivati dai consiglieri
Vito Albano (Pd) e
Enrico Perilli (Prc), il quale ha ritenuto
«inutile una discussione di voto su un documento che è stato già
bollato dall’architetto
Gaetano Fontana, come “
pura economia familiare”». È intervenuto anche
Roberto
Tinari (Rialzati L’Aquila), per scandire i tempi. Il
protrarsi del dibattito ha portato l’assise a rinviare il
voto.
SEDE Resta aperta la questione della sede. «Abbiamo grandi
difficoltà a fare svolgere le nostre sedute del consiglio all’A
quila», ha spiegato Benedetti, «in quanto non esistono al momento
strutture disponibili che possano garantire gli standard di
sicurezza richiesti. D’altra parte non abbiamo neanche facoltà di
utilizzare l’aula del consiglio regionale perché, dopo l’o
ccupazione della struttura da parte dei commercianti di piazza
Duomo, i consiglieri regionali ci hanno lasciato intendere che
quest’aula non è più a nostra disposizione». Alcuni cittadini hanno
però proposto la possibilità di fare ospitare il consiglio nelle
aule multimediali dei plessi scolastici cittadini disponibili. «Da
parte nostra stiamo facendo tutto il possibile», ha replicato
Benedetti, «per tornare a fare le sedute in città, in quanto non è
neanche praticabile la possibilità di continuare a svolgere sedute
nelle sedi dell’auditorium Carispaq e dell’Ance perché queste
organizzazioni hanno una vivace attività istituzionale».
AFM È stata invece approvata la mozione a firma dei
consiglieri
Giuseppe Bernardi (Sinistra
democratica),
Emanuele Imprudente (Mpa) oltre ad
Albano, sull’Azienda farmaceutica municipale (Afm), relativamente,
in particolare, alla dismissione del deposito dei farmaci.
Attraverso il documento il consiglio impegna il sindaco Cialente e
la giunta a verificare la legittimità e l’opportunità del
provvedimento di chiusura del magazzino, avviato dal consiglio di
amministrazione dell’ex-municipalizzata e a sospenderlo in via
cautelativa.
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13 aprile 2010