di Giampiero Giancarli
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6 aprile 2009
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Le vittime del sisma
L’AQUILA. Arriva anche da Onna una denuncia contro la commissione Grandi Rischi. Infatti, tempo addietro, un gruppo di cittadini della frazione che ha pagato il più alto tributo di vittime per il sisma, si è rivolto a un legale per fare chiarezza sul mancato allarme.
ONNA. Queste denuncia, come del resto altre segnalazioni alla polizia giudiziaria fatte in precedenza, è stata corredata da interviste rilasciate sia su carta stampata che televisive, con le quali sono state date le incaute rassicurazioni alla gente; ma anche da studi di sismologi secondo i quali forse si doveva prestare maggiore attenzione allo sciame che ha preceduto la tremenda scossa del 6 aprile. L’esposto, nel quale si ipotizza il reato di omicidio colposo plurimo, è stato presentato tramite l'avvocato Fabio Alessandroni.
Onna è stata la frazione aquilana più martoriata dal terremoto: 40 le vittime a fronte di poco meno di quattrocento residenti.
Questo strumento giudiziario è l’unico, per quanto riguarda la frazione di Onna, per poter chiedere giustizia per i propri morti. Infatti tutti i crolli che si sono verificati in quella piccola frazione sono stati inizialmente oggetto di sopralluoghi da parte di consulenti della procura. Ma fin da subito, nella stragrande maggioranza dei casi, si è capito che era impossibile avviare una istruttoria credibile. Anche perchè quelli crollati sono edifici costruiti spesso oltre un secolo fa e, dunque, inadatti a resistere a una scossa di terremoto potente come quella di magnitudo 6.3. Inoltre, seppure si foss
e voluto approfondire, sarebbe stato davvero difficile esaminare
strutture in pietra letteralmente sbriciolate.
ALTRI ESPOSTI. Finora sono una trentina gli esposti
presentati alla procura, tramite i familiari delle vittime, ognuno
dei quali contempla molti sottoscrittori. Ne consegue che sono già
decine e decine, forse già un centinaio, le parti offese pronte a
chiedere la costituzione di parte civile qualora l’indagine,
portata avanti dai Pm Alfredo Rossini e Fabio Picuti, dovesse
andare molto avanti. Del resto se sono molte già adesso le persone
che hanno già avviato decise azioni giudiziarie è prevedibile che
altrettante si faranno avanti in futuro visto che il termine per la
costituzione di parte civile è quello dell’udienza preliminare:
data ancora molto lontana in una inchiesta che deve ancora definire
gli indagati.
PRIMA DENUNCIA. L’inchiesta è stata avviata dalla procura
aquilana dopo la denuncia presentata il 17 agosto 2009 dall’a
vvocato Antonio Valentini nella quale si avanzavano grosse
perplessità sull’atteggiamento della commissione. Nella stessa
denuncia si indicarono sette persone, familiari di altrettante
persone decedute, pronte a testimoniare che i loro cari erano
restati a casa dopo le prime scosse in seguito alle rassicurazioni
date da persone più esperte di loro.
IL NODO. Al di là dei contributi tecnici e dossier forniti a
tutto campo dagli autori degli esposti, il punto nodale che
accumuna tutte le denunce gira sempre intorno alla stessa domanda:
perchè sono state rilasciate dichiarazioni rassicuranti da persone
autorevoli sulle conseguenze dello sciame sismico precedente al 6
aprile visto che i terremoti non sono prevedibili?.
SVILUPPI. Le indagini, sulle quali il pm Alfredo Rossini,
non intende fare alcun commento, sono affidate alla squadra mobile
e alla squadra di pg della polizia di Stato che hanno ascoltato
circa 50 persone informate sui fatti. Nelle passate settimane il
procuratore capo aveva sottolineato che la svolta su questo atteso
filone non era imminente. Da fonti interne della procura è poi
emerso che i pm avrebbero atteso lo svolgimento delle elezioni per
non influenzare il clima politico con una inchiesta i cui esiti
avranno risonanza nazionale.
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8 aprile 2010