di Enrico Nardecchia
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6 aprile 2009
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L’AQUILA. Macerie via dal centro storico con la teleferica. Si è parlato anche di questo nell’ultimo vertice sullo smaltimento dei detriti. L’idea è venuta ai tecnici del ministero dell’Ambiente.
270 VIAGGI. Secondo alcune stime, infatti, una volta entrato a funzionare a pieno regime il meccanismo, molto complesso, di rimozione delle macerie cosiddette pubbliche, cioè derivanti da crolli e demolizioni e di quelle private, risultato degli abbattimenti, occorreranno almeno 270 viaggi di camion al giorno attraverso le strade della città. Un numero impressionante di spostamenti dal centro alle periferie che rischia di paralizzare una viabilità già abbastanza compromessa in tutta la città. Tanto da far ipotizzare, al sindaco Massimo Cialente, che i camion avrebbero viaggiato soprattutto di notte. Ora, invece, la proposta scaturita nel corso dell’ultimo vertice sulle macerie è quella di realizzare una teleferica, un impianto di trasferimento a fune da installare nella zona Est della città. Un’ipotesi accolta da alcuni presenti all’incontro come fantascientifica e, tuttavia, presa in seria considerazione proprio alla luce delle problematiche che si profilano riguardo all’attraversamento delle strade della città, molte delle quali, tra l’altro, sono ancora impercorribili. Per realizzare la teleferica il Comune non ha i soldi, come ha ribadito l’assessore Moroni. Se anche il progetto dovesse andare avanti, la progettazione e l’allestimento saranno di competenza ministeriale.
VIA BONE NOVELLE. Bocciato, intanto, uno dei sette si
ti allestiti all’interno delle mura dove sarebbe dovuto avvenire il
conferimento con una prima selezione tra materiali diversi. In
particolare, sono sorti problemi per l’area che era stata
individuata in via delle Bone Novelle. Infatti, per raggiungere
questa zona, i mezzi avrebbero dovuto attraversare il ponte di Sant’
Apollonia, che è regolarmente aperto al traffico ma che, tuttavia,
dev’essere oggetto di un intervento di consolidamento. Condizione,
questa, che, al momento, rende impossibile il transito continuo di
mezzi pesanti carichi di macerie. In attesa di reperire, sempre all’
interno del centro storico della città, un sito alternativo dove
poter procedere allo stoccaggio delle macerie, i lavori per la
rimozione stanno andando avanti secondo il programma
prestabilito.
IL PUNTO. Le rimozioni sono state completate nella zona di
piazzetta Machilone, dove i vigili del fuoco e i militari sono
stati impegnati dopo aver operato anche in via delle Bone Novelle,
piazza San Pietro, piazza San Biagio, via delle Aquile, via del
Falco. Secondo il programma, in via di continuo aggiornamento alla
luce delle priorità e di alcune nuove situazioni, a partire da
domani si dovrebbe passare a rimuovere le macerie dai centri
storici delle frazioni maggiormente colpite dalla furia del
terremoto. Secondo i tecnici, con questa prima fase di interventi
sarà possibile liberare alcune tra le principali strade dove, in
questo modo, potranno circolare i mezzi delle ditte incaricate dei
puntellamenti e dei primi sopralluoghi in vista dell’avvio dei
lavori per la ricostruzione. Intanto, i vigili del fuoco hanno
completato da alcuni giorni la sistemazione dei dieci contenitori
di grandi dimensioni che si affiancano a quelli collocati a cura
dell’Asm. Le ditte cominciano ad abituarsi all’idea di conferire i
materiali nelle aree prestabilite, tanto che, a titolo di esempio,
un’impresa ha depositato quindici tonnellate prelevate dalla zona
di piazza Chiarino.
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1 aprile 2010