di Giampiero Giancarli
L’AQUILA. Ora è ufficiale. «Piazza Palazzo è completamente libera dalle macerie». Lo ha annunciato il commissario per la ricostruzione e presidente della Regione, Gianni Chiodi. E oggi, primo giorno di primavera, il popolo delle carriole invaderà di nuovo il centro storico «per vigilare sulle operazioni di rimozione» e per concertare delle proposte. «E’ un risultato eccezionale raggiunto grazie allo straordinario lavoro di tutti in particolare di vigili del fuoco Asm ed Esercito» ha detto con toni di grande soddisfazione Gianni Chiodi «continueremo a lavorare con la stessa intensità per liberare anche le altre zone del centro storico. E’ una dimostrazione di come nel momento in cui si è messa in moto una macchina organizzativa di grande professionalità i risultati arrivano».
MACERIE. Quasi sgomberata anche piazza San Pietro. Tutto questo è stato possibile dopo che anche ieri una gran quantità di macerie è stata portata via dal centro storico: trecento tonnellate secondo i dati ufficiali forniti dall’Asm. Un quantitativo ingente che si aggiunge a quello tolto nei giorni scorsi, pari a 800 tonellate.
CARRIOLE. «Saremo il centro storico alle 9,30» afferma Giusi Pitari, una delle voci ufficiali del Popolo delle carriole e dopo il concentramento a piazza Duomo andremo a piazza Palazzo per verificare come stanno le cose. Porteremo carriole, pale e ramazze per togliere quello che eventualmente è rimasto. Ma soprattutto intendiamo controllare se sono osservate correttamente le procedure per la separazione dei detriti da pi
etre antiche e altro materiale di valore da salvare». Nella
mattinata di oggi ci saranno dei tavoli di discussione, poi uno
spuntino e alle 17, le conclusioni sui progetti da proporre.
PAGANICA. Trecento persone hanno partecipato al presidio
dei di Paganica nei pressi dell’ex cava Teges di Pontignone, per
sensibilizzare le istituzioni a dare seguito alle richieste della
popolazione locale di non opporsi all’uso dell’ex cava Teges allo
smaltimento delle macerie del terremoto. I cittadini hanno anche
avviato una raccolta di firme «per dare peso alle condizioni poste
dalla popolazione». La gente, comunque, vuole evitare che la zona
paganichese possa diventare una macroarea.
«Non siamo contro ma attendiamo che gli intenti mostrati dagli
amministratori si traducano in atti concreti» ha spiegato uno dei
promotori della manifestazione, Antonio Cacio. Al primo posto delle
richieste l’esproprio dell’area. «Vogliamo garanzie» dice Cacio
«sull’esproprio dell’area, non è giusto che continui ad essere
fonte di guadagno per persone che per legge avrebbero dovuto
ripristinare il sito. Si sono espropriati terreni ai contadini per
le piastre per il progetto Case e per altro ed in questo caso ci si
presta al guadagno ingiustificato».
Cacio ha fatto intendere che il presidio «dimostrativo» si potrebbe
trasformare in protesta se le promesse non dovessero essere
mantenute». Tra le altre cose, i cittadini chiedono la temporaneità
nell’utilizzo dei siti dell’ex Teges 2 e 3, limitata ai tempi di
riempimento della cava con gli inerti e poi alla rinaturalizzazione
e al ripristino paesaggistico. Quest’ultimo finalizzato alla
fruizione turistica-ricreativa e sociale come verde pubblico.
Infine, si chiede l’esclusione definitiva del sito di Cesarano da
qualsiasi impianto di smistamento e deposito, in quanto
penalizzante per gli abitanti di Paganica e Camarda, dal momento
che per il sito è già stata deliberata l’inclusione nel Parco Gran
Sasso-Laga.
AL CASTELLO. Sempre oggi, al Forte spagnolo, ci sarà
dalle 10,30 una giornata ecologica battezzata «Un fiore per L’A
quila».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
21 marzo 2010