Ricostruttori senza sede

La squadra di Fontana: 8 tecnici in una stanza

    di Enrico Nardecchia
    Fontana.

    «I cantieri dovranno essere organizzati, visto che il rientro nelle abitazioni è legato prima di tutto alla disponibilità dei servizi. I gestori sono già tutti d’accordo a sottoscrivere un protocollo d’i ntesa. Va data priorità assoluta alla riapertura di queste prime sei aree». Parallelamente corrono i 5 interventi prioritari: Ponte Belvedere; frana di Belvedere; mura antiche (zona stazione); Ponte Sant’Apollonia; centrale Telecom. Per questi lavori si va a caccia di fondi disponibili. Ricerca non facile. E Fontana preme l’a cceleratore. «La parola d’ordine per tutti è: fare presto. Bisogna occuparsi della gente».

    COME RICOSTRUIRE. Se i Comuni decideranno di avvalersi della norma transitoria, che già individua la perimetrazione dei centri storici (per L’Aquila la parte dentro le mura; per gli altri centri le zone A degli strumenti urbanistici), si potrà passare, entro 30 giorni, a definire gli ambiti da assoggettare ai piani di ricostruzione. Gli ambiti urbanistici ed edilizi sono formati da uno o più aggregati da sottoporre a interventi integrati, che dovranno essere messi in relazione con le strade e gli altri spazi pubblici e che dovranno includere, oltre al patrimonio edilizio da recuperare, anche le opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Per il centro dell’Aquila, ogni ambito può (ma non è obbligatorio) includere uno o più edifici definiti «strategici o speciali» oppure vincolati. A breve verranno ulteriormente esplicitati tempi e modi della ricostruzione.

    Non ci saranno sorprese. Tutto è contenuto nelle ordinanze già pubblicate. Tuttavia, le regole di come rifare e dove rifare saranno precisate in una «super-ordinanza» che rimetterà ordine alle norme già note. Chiarimenti ulteriori riguarderanno le case A, B, C, E in zona rossa. Del resto, già le linee guida del 9 marzo indicano che «gli interventi sugli edifici singoli ricompresi nelle perimetrazioni e che non fanno parte funzionalmente, strutturalmente e tipologicamente di aggregati che nel loro complesso si presentino gravemente danneggiati possono essere attivati con le ordinanze 3778, 3779 e 3790». Chi ha una casa «isolata», insomma, può partire se non ci sono situazioni complicate, se la zona non è pericolosa ed è accessibile.

    Tutti gli altri edifici, invece, seguono le regole derivanti dai piani di ricostruzione che li ricomprendono, e che dovranno essere approvati. Verranno ulteriormente definite le zone ed esplicitate le norme che si applicano agli aggregati, sui quali l’architetto Fontana precisa: «La loro utilità è riconosciuta da tutti. Si tratta, ora, di conoscerli e di misurarli correttamente. Nel merito si entrerà più avanti. Tuttavia, sono indicazioni utili per lavorare. Un’utile conoscenza della situazione di attori importanti sulla scena. Sarà necessario valutare la compatibilità e la coerenza tra i singoli consorzi rispetto agli spazi pubblici e alle previsioni pubbliche».

    UFFICI E PROTESTE. Per la riorganizzazione in atto nell’ufficio Emergenza e ricostruzione del Comune, in via Rocco Carabba 6 (zona autoparco comunale) sono stati modificati gli orari di apertura del servizio. Oggi, informa il Comune, lo sportello resterà aperto dalle 16 alle 17,30 mentre domani dalle 11,30 alle 13,30. Il servizio riprenderà regolarmente le aperture al pubblico da venerdì 19 marzo, con orario 11-13. A Ofena alcuni residenti protestano in quanto l’ufficio che si occupa delle problematiche di Protezione civile «è aperto solo due ore in una settimana», come afferma l’ex consigliere comunale Dino Rossi.

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    17 marzo 2010
     
     

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