di Enrico Nardecchia
L’AQUILA. «Tutti i presenti hanno ribadito che non vi è stata alcuna inerzia nell’affrontare la difficile questione». Chissà cosa ne pensa il popolo delle carriole di questa frase fatta mettere a verbale al termine dell’incontro sulle macerie a Roma, al ministero dell’Ambiente.
«NESSUNA INERZIA». Seduti allo stesso tavolo il ministro
Stefania Prestigiacomo, il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione
Gianni Chiodi, il sindaco e vicecommissario
Massimo Cialente, l’assessore regionale all’Ambiente
Daniela Stati, l’assessore comunale
Alfredo Moroni, la presidente della Provincia
Stefania Pezzopane, l’assessore provinciale
Michele Fina, il prefetto
Franco Gabrielli, il vicecapo della Protezione civile
Bernardo De Bernardinis, il presidente dell’Anci Abruzzo
Antonio Centi, i rappresentanti di Arta e Ispra e il coordinatore della struttura tecnica di missione
Gaetano Fontana hanno convenuto che, finora, tutti hanno fatto tutto il possibile per risolvere il problema macerie. Ma i quattro milioni e mezzo di tonnellate stanno ancora lì a ingombrare strade e piazze dell’Aquila e degli altri centri storici distrutti dal terremoto. Che, poi, è anche il motivo della protesta dei seimila con le carriole.
LE CONFERME. Poche, pochissime novità e tante conferme. Il tavolo romano ha recepito in pien
o tutto il lavoro fatto finora all’Aquila. I siti, infatti, sono
sempre gli stessi tre: ex Teges, l’unico attivo, che sarà ampliato;
Bazzano e Barisciano, che saranno attivati entrambi, il primo entro
30 giorni e il secondo entro 60. Gli stessi tempi di prima, nessuna
accelerazione. Oltre a questo, il Comune ha portato un pacchetto di
altri 8 siti (ma la Regione ne ha già vistati altri sei, tutti di
privati, quindi il totale, sulla carta, arriva finora a 17) dove
effettuare il trattamento. In particolare, si cerca una quarta
area, di almeno 50 ettari. Confermato anche che i poteri sulle
macerie restano in capo al commissario del governo che supporterà i
sindaci, i quali restano i produttori e i titolari della gestione.
Altra conferma è quella legata ai soggetti incaricati della
rimozione e del trasporto, in attesa delle gare a evidenza
pubblica. Continueranno a farlo «ove necessario», è scritto nel
verbale, i pompieri e i militari. Cioè i soggetti che l’hanno fatto
fino a questo momento. Per le gare, poi, si farà ricorso alle
procedure accelerate. Entro 40 giorni tutto il percorso dovrebbe
potersi dire concluso.
TERRENI AGRICOLI. Una prossima ordinanza potrebbe
prevedere la possibilità di depositare in via temporanea, le
macerie anche sui terreni agricoli. Il che aprirebbe la strada non
solo alle requisizioni ma anche alle libere proposte dei privati
interessati. Contestualmente, dovrebbe essere prevista una deroga
anche al limite temporale di permanenza di questo tipo di «rifiuti»
sui terreni stessi che finora è fissata in tre mesi.
«POCHE DEROGHE». Limitare le deroghe per gli appalti per
la rimozione del materiale. Questa la richiesta formalizzata dal
commissario
Chiodi nel corso della riunione, che
gli ha di nuovo conferito poteri di individuazione dei siti di
deposito temporaneo, peraltro già previsti dal decreto di
nomina.
DI NOTTE. Il sindaco
Massimo Cialente ha
auspicato che nei bandi di gara per la rimozione, che dovrebbero
essere attivati a breve, venga inserita la clausola del trasporto
notturno. «Questo», ha spiegato
Cialente, «per
evitare che venga ingolfato il traffico in città, considerato che i
camion dovranno viaggiare a pieno ritmo se vogliamo risolvere
presto il problema». Secondo alcuni calcoli, sarebbero necessari
circa 1400 viaggi di mezzi idonei al trasporto. Si è parlato anche
dei soldi necessari per far partire la macchina. La Protezione
civile si è chiamata fuori, i fondi arriveranno dal governo.
LE REAZIONI. Unanime la soddisfazione, a partire dal
ministro
Prestigiacomo: «È stata positivamente
avviata a soluzione la questione della rimozione delle macerie dall’
Aquila e dagli altri Comuni colpiti dal sisma. Il ministero
collaborerà attivamente a tutto il processo per assicurare, in ogni
fase, la massima tutela e salvaguardia del territorio». Per
Chiodi è stato utile far chiarezza sulle
competenze «liberando, in questo modo, i Comuni che certo non
potevano far fronte a un problema di queste dimensioni». Per la
presidente della Provincia
Stefania Pezzopane «un
passo in avanti è stato fatto soprattutto sul piano della
chiarezza: chi deve fare cosa. Ora, però, bisogna dare seguito alle
premesse».
©
RIPRODUZIONE RISERVATA
4 marzo 2010