di Marina Marinucci
L’AQUILA. Parapetti e supporti in calcestruzzo spazzati via dal vento e venuti giù fortunatamente senza colpire nessuno. È accaduto l’altra sera a Roio Poggio, nel villaggio del Progetto Case costruito sotto il vecchio paese che il terremoto ha ridotto in un cumulo di macerie. Tavole e supporti erano sul tetto di una delle palazzine dove si stava preparando l’installazione di pannelli solari.
ROIO POGGIO. Case completate da poco e regolarmente abitate, ma già oggetto di lavori di straordinaria manutenzione o di ulteriori interventi di sistemazione. Si spiegano così quelle «protezioni» di legno sui tetti di alcune palazzine del «cantiere». Un villaggio dove le ruspe sono ancora al lavoro intorno alle case circondate da montagne di fango.
L’altra sera le forti raffiche di vento hanno fatto volare via dal tetto di una delle tre palazzine, quelle destinate ad accogliere gli impianti solari, i parapetti di legno e uno dei supporti in calcestruzzo, il cui peso si aggira intorno ai 10 chili. Materiale caduto accanto all’ingresso. Un incidente che fortunatamente non ha provocato danni alle persone che vivono in quel palazzo.
L’ALLARME. Gli inquilini hanno subito allertato i vigili del fuoco che hanno ispezionato il «cantiere» e che hanno lavorato per alcune ore sotto la pioggia battente per rimuovere eventuali situazioni di pericolo. Ieri mattina c’è stato un nuovo sopralluogo per verificare la rimozione, da parte della ditta Enerpoint che sta realizzando gli impianti solari, di parapetti, supporti e agganci. Un intervent
o disposto dal direttore dei lavori. E la stessa misura prudenziale
è stata adottata anche per altre due palazzine, nella frazione di
Sant’Elia, dove è prevista l’installazione dei pannelli
solari.
I vigili del fuoco hanno comunque informato la prefettura.
I CASI PRECEDENTI. Ma nel nuovo villaggio a Roio Poggio, così come
testimoniato da alcune persone, qualche problema si è verificato
anche alcune settimane fa, quando da altre palazzine si sono
«mossi» rivestimenti e tettoie frangisole. Alcuni residenti hanno
anche segnalato la caduta di pezzi di ghiaccio e neve dalle tettoie
frangisole collocate proprio davanti i portoncini di ingresso delle
abitazioni.
E c’è chi punta il dito sul fatto che i lavori nelle palazzine
dovevano essere completati prima delle assegnazioni degli
appartamenti, alcuni dei quali sembrano disabitati.
I MAP A CANSATESSA. Ma il maltempo non ha causato problemi
solo a Roio. A Cansatessa l’acqua e i detriti provenienti da
terreni a monte del sito hanno invaso la strada di accesso al
villaggio, finendo per provocare problemi anche ai due appartamenti
al piano terra del modulo numero 3. «Un problema» hanno spiegato i
tecnici della Protezione civile che stanno curando il progetto dei
Map, «riconducibile all’occlusione di un fosso. Così le acque
piovane, provenienti da un terreno a monte dell’area in cui sono
sorte le 61 case di legno, hanno invaso la strada interna al
villaggio». Gli inquilini di due alloggi situati al piano terra
(quelli destinati a persone con handicap), ai quali si arriva
scendendo una piccola rampa, sono stati costretti a chiedere l’i
ntervento dei vigili del fuoco per tirar via l’acqua. «Un problema
dovuto alla mancata regimentazione delle acque piovane fuori dai
siti dove abbiamo realizzato i Map» spiegano ancora i tecnici del
Dipartimento della Protezione civile che hanno anche annunciato la
predisposizione di uno studio, o meglio di linee guida, da lasciare
in eredità ai Comuni dove sono stati realizzati i moduli abitativi
provvisori.
ALTRI PROBLEMI. Ma situazioni difficili vengono segnalate
da più parti. A Bazzano le aiuole diventano un lago, a Civita di
Bagno le cucine non hanno le mattonelle. Un po’ ovunque gli alloggi
del progetto Case e i Map consegnati finora presentano problemi
spesso legati alla fretta di concludere e di consegnare. Belli e
colorati, gli alloggi a Bazzano rischiano di diventare color fango
ad ogni nuovo acquazzone.
«Le aiuole davanti agli appartamenti al primo piano diventano una
palude», affermano i residenti «e l’acqua lambisce l’ingresso
posteriore. Non possiamo uscire, né mettere il bucato ad asciugare.
Abbiamo fatto domanda per sistemare la terra, ma ancora
niente».
Un altro problema serio per gli abitanti del sito «simbolo» dell’i
ntero progetto Case, è la mancanza di posti macchina. Al quartiere
Sant’Antonio, invece, non ne possono più di combattere contro l’a
cqua che invade i pianerottoli e i corridoi che portano ai vari
ingressi.
Manca poi un’adeguata illuminazione dei garage: «Qui la sera le
persone più anziane hanno difficoltà a muoversi», racconta una
ragazza che vive a Sant’Antonio dalla fine di novembre. «I
pianerottoli sono ancora senza mattonelle, per non parlare dei
giardini e delle aiuole: terra e sabbia sono ammucchiate vicino
alle abitazioni e la pioggia le trascina via trasformando le strade
in un pantano».
In effetti, passare da una parte all’altra per raggiungere i vari
edifici senza infangarsi è impossibile, visto che tubi arrotolati
sui marciapiedi bloccano il passaggio.
CASE TROPPO PICCOLE. «Un problema serio è, poi, lo spazio»,
afferma una studentessa, «molte famiglie con un figlio hanno avuto
un appartamento con una sola camera da letto». Un problema che
lamentano in molti e che il Comune sta cercando di risolvere
offrendo a queste famiglie l’opportunità di traslocare in
appartamenti un tantino più grandi. Lo spazio è il cruccio maggiore
anche per gli abitanti delle case di Pagliare di Sassa, «ma ci si
deve adattare, non siamo mica a casa nostra», commenta un inquilino
che, però, sottolinea il mancato funzionamento degli ascensori
ancora fermi in tante palazzine del progetto Case.
21 febbraio 2010