di Giustino Parisse
L’AQUILA. Quando l’ingegner Manuela Manenti della Protezione civile e il sindaco di Barisciano Domenico Panone le hanno consegnato la chiave della casetta di legno, Claudine ha pianto.
Claudine in quella casa provvisoria avrebbe voluto entrarci con il marito. Ma il compagno della sua vita un mese e mezzo fa è stato colpito da una malattia che se l’è portato via in pochi giorni. La storia di Claudine è una delle tante che dimostra come il terremoto abbia sconvolto migliaia di persone anche al di là dei danni umani e materiali che si sono verificati nell’immediato, la notte del sei aprile.
Claudine aveva vissuto per tanto tempo in Francia. Un paio di anni fa la decisione di tornare a Barisciano per trascorrere una serena vecchiaia col marito. Avevano venduto l’abitazione d’oltralpe e avevano ristrutturato una casa a Barisciano. La scossa ha annullato i sogni e le gioie vagheggiati per tutta una esistenza di lavoro e impegno. Quando il sindaco ha consegnato materialmente la chiave alla prima assegnataria e ne ha pronunciato il nome, un operaio della ditta che in questi mesi ha lavorato sotto la neve, la pioggia e al freddo per cercare di terminare al più presto i lavori ha detto: «Questa signora merita di entrare per prima, pensate che non c’è stato giorno che non veniva a portarci il caffé».
Era stata talmente corretta che dopo la morte del marito è andata dal sindaco e gli ha chiesto: «Adesso sono sola, se vuoi puoi darmi anche la casa per le persone singole». Panone non l’ha fatta nemmeno finire di parlare: «No
n se ne discute nemmeno, avrai la casa che era stato deciso di
darti, quest’estate potrai ospitare i tuoi figli quando verranno a
trovarti».
E lei, ieri mattina, accompagnata dall’ingegner Manenti ha girato
la chiave e ha aperto la porta. Con le lacrime agli occhi ha visto
l’alloggio: confortevole e con tutte le cose al loro posto. «Guido
Bertolaso» ha detto l’ingegner Manenti «ha voluto che in questi map
ci fossero gli stessi mobili degli alloggi del progetto Case». Con
alcune piccole modifiche è stato anche possibile raggiungere uno
standard qualitativo che era stato messo in dubbio nei primi giorni
di avvio del cantiere.
Ieri mattina il sindaco e la Protezione civile hanno consegnato 55
alloggi che ospiteranno più di 100 persone (si tratta di alloggi
per persone singole o coppie). A Barisciano in totale ne sono in
costruzione 107, altri 59 sono in via di realizzazione nella
frazione di Picenze. L’amministrazione comunale spera di poter
assegnare tutte le case entro febbraio e così far tornare in paese
coloro che sono ancora ospitati da parenti o negli alberghi.
Barisciano il sei aprile ha avuto gravemente danneggiato il 35 per
cento del patrimonio edilizio. Ci sono ritardi, come un po’
ovunque, per le ristrutturazioni delle case catalogate B e C, tutte
le chiese sono inagibili tanto che il gruppo alpini del paese sta
raccogliendo fondi per costruire al più presto un edificio sacro
provvisorio. Anche il Comune non ha più una sede e gli uffici sono
ancora nei container. Una situazione difficile come ha ammesso lo
stesso sindaco Panone: «Chiunque amministrerà Barisciano nei
prossimi 10-15 anni avrà come priorità assoluta la ricostruzione
del centro storico del paese e il rilancio di tutte le attività
economiche». Il villaggio map di Barisciano e Picenze è fra i più
grandi costruiti dalla Protezione civile. Il più piccolo è Acciano
che ha una sola casetta di legno.
7 febbraio 2010