di Giustino Parisse
ONNA. Lei, Federica, è arrivata a Onna il sei aprile. Come volontaria della protezione civile del Lazio. Lui, Alessio, il sei aprile, dopo essere uscito a fatica dalla sua casa in via della Ruetta - traversa di via dei Calzolai - per ore ha cercato di aiutare i suoi compaesani finiti sotto le macerie. Alessio e Federica si sono incontrati nella tendopoli di Onna nei giorni del dolore e dell’emergenza. E’ bastato uno sguardo, è scoccata la scintilla. Si sposeranno l’8 maggio.
A fine gennaio la protezione civile ha lasciato ufficialmente L’Aquila e i paesi colpiti dal terremoto. Ma è stato un addio solo formale. In 10 mesi, fra le macerie delle case distrutte, le centinaia di tendopoli, le sale mensa, i luoghi di una se pur precaria socializzazione, sono nate solide amicizie e belle storie d’amore come quella fra Federica, 27 anni e Alessio, 24 anni.
Federica Ricci è nata e abita a San Polo dei Cavalieri, una cittadina in provincia di Roma vicino a Tivoli. E’ un’infermiera e spera di poter presto trovare il lavoro per il quale ha studiato e che più le piace fare. Fa parte da molto tempo di una associazione che si chiama «Federazione volontari radio soccorso».
«Quella mattina del sei aprile» racconta Federica «alle 3.32 anche io ho sentito la scossa. Ho subito chiamato la sala operativa della protezione civile del Lazio e dopo un paio d’ore quando il quadro della tragedia è diventato chiaro siamo partiti per L’Aquila. La nostra colonna mobile - in grado di allestire in pochi minuti una tensostruttura e una cucina da campo e con un serba
toio da 6000 litri d’acqua - è stata indirizzata prima verso San
Demetrio poi, intorno a mezzogiorno ci è stato detto di tornare
indietro e andare a Onna. Ricordo bene che quando sono arrivata
insieme ad altri 40 volontari e ho visto il paese in macerie mi
sono fermata, dalle mani mi sono caduti tutti gli oggetti che avevo
con me, e ho pianto.
Mi sembrava incredibile e assurdo quello che stavo vedendo. Il
nostro è stato il primo nucleo di Protezione civile a giungere a
Onna. Abbiamo allestito la grande tenda, dato un riparo agli
sfollati già dal pomeriggio dei sei aprile, preparato da mangiare.
E devo dire con franchezza: ho visto persone addolorate che però
hanno dato a noi che eravamo giunti da lontano, la forza per non
fermarci un attimo. Nei primi due giorni credo di non aver dormito
nemmeno per un minuto ma non ne ho nemmeno sentito il bisogno. Pian
piano è nata la tendopoli, abbiamo cercato di allestire i servizi e
così siamo andati avanti fino a metà settembre quando le tende sono
state tolte e gli onnesi sono andati nel nuovo villaggio di case di
legno».
Alessio Bonanni è nato e abita a Onna. Quella notte e per tutto il
giorno seguente insieme a tanti altri suoi compaesani ha cercato di
salvare tutti quelli che era possibile salvare. A volte il “
miracolo” è riuscito, altre volte invece non c’è stato nulla da
fare. Alessio è un idraulico e nei giorni dell’emergenza la sua
bravura ma soprattutto il suo impegno sono stati fondamentali per
realizzare i servizi essenziali per la tendopoli: portare l’acqua,
allestire scarichi fognari, dare una mano ovunque possibile e
necessario.
Nei primi giorni dopo il sisma Alessio e Federica si erano
incrociati, ma nulla di più di un saluto frettoloso. In quelle ore
disperate anche i sentimenti privati dovevano dare spazio alle cose
da fare, agli aiuti da portare, al conforto da offrire a chi aveva
perso tutto.
Poi, galeotta è stata una partita a biliardino sotto la grande
tenda che per tutto il periodo dell’emergenza è stata mensa e sala
riunioni.
Uno sguardo in più, un sorriso, uno scambio di battute per
conoscersi meglio e dopo due giorni Alessio e Federica erano
fidanzati.
Quando raccontano quei momenti fanno capire che sin da subito
entrambi erano certi che quella storia non sarebbe terminata con la
fine dell’emergenza.
I volontari della Protezione civile del Lazio, come è accaduto in
tutte le tendopoli, si alternavano ogni settimana. Federica però
faceva una eccezione, al massimo si concedeva un fine settimana a
casa, poi tornava di corsa dal suo Alessio. E lì insieme a
cucinare, servire a tavola, distribuire il necessario per la vita
in tenda.
A luglio avevano già deciso di fare il grande salto e da metà
settembre quando la tendopoli è stata smantellata hanno deciso di
restare insieme, non più sotto una tenda ma nella casetta di legno
dei genitori di lui. Per quando saranno sposati sperano di avere un
alloggio provvisorio ma tutto per loro e a Onna, perché non
vogliono lasciare il luogo in cui è sbocciato il loro amore.
A Onna tutti vogliono già bene a Federica. Alessio racconta che
quando sono insieme e si fermano con qualcuno per strada tutti si
rivolgono prima e lei: «Ormai Federica è più onnese di me».
Basta guardarli negli occhi per capire che sono felici e che
vogliono costruire al più presto una nuova famiglia. La scorsa
estate un gruppo di sfollati di Onna è stato ospite su invito delle
autorità locali proprio a San Polo dei Cavalieri. E’ lì che
Federica ha fatto conoscere Alessio alla sua famiglia.
2 febbraio 2010