di Giampiero Giancarli
L’AQUILA. Il dolore dei familiari delle vittime della Casa dello studente ha fatto irruzione nella compassata cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario rubando la scena a giudici e avvocati. L’appassionato intervento di Simona Giannangeli, legale di parte lesa, contro il processo breve, è stato uno strappo al rituale. Poi, però, sono giunte le rassicurazioni di Alfano. Ma le vittime del sisma hanno avuto un tributo dai giudici che hanno rinunciato agli ermellini rossi: i magistrati hanno indossato toghe nere in segno di lutto.
LA PROTESTA. L’intervento dell’avvocato è stato preceduto dalla protesta del Comitato dei familiari delle vittime della Casa dello studente fuori dall’auditorium della Scuola della finanza. I familiari, in testa la portavoce
Antonietta Centofanti, incuranti della pioggia, si sono fermati per manifestare il dissenso contro il disegno di legge sul processo breve. Il sit-in, che ha visto anche la partecipazione dell’Associazione «Vittime università del sisma», guidato da
Sergio Bianchi è stato vivacizzato da striscioni con slogan e foto delle vittime. Bianchi ha anche inoltrato un esposto sul mancato allarme. Unico a fermarsi con i manifestanti è stato il pm
Alfredo Rossini, che li ha rassicurati sui tempi.
L’INTERVENTO. E’ stato lo stesso presidente
Giovanni Canzio a concedere la parola all’avvocato Giannangeli. Un intervento che segue la richiesta alla segreteria del presidente fatta dal
la Giannangeli. Ma lo stesso Canzio, sensibile al dramma, ancor
prima di ricevere l’istanza aveva manifestato ai suoi collaboratori
l’intenzione di inserirla tra gli oratori. «Il comitato» ha detto
la Giannangeli, commossa, «è diventato uno strumento per rendere
pubblica la nostra battaglia condotta fin dai primi giorni davanti
alla Casa dello studente quando si scavava per tirare fuori i
sopravissuti. Una iniziativa chè è divenuta la battaglia di tutti
coloro che vogliono sia fatta luce sulle responsabilità umane
dietro queste 307 morti del terremoto, dunque non solo le 8 vittime
della Casa dello studente».
«Questo Comitato» ha proseguito mentre il ministro era più attento
a parlare al cellulare che alle sue parole, «vuole esserci perchè
non c’è nessuna intenzione di accettare che il dolore per le
perdite delle vittime sia relegato alla sfera privata dove nessuno
può essere raggiunto da critiche e osservazioni dal mancato allarme
prima del 6 aprile a dopo. In questa sede siamo qui anche per
gettare un allarme rispetto alla riforma. Non siano contrari al
principio che tutti abbiano un processo rapido ma siamo preoccupati
e inquieti dalle possibili conseguenze di questo disegno di legge
che metterebbe in pericolo i processi sui crolli. Sono state dette
belle parole in questa sede ma il Comitato vuole i fatti». Poi ha
letto alcune righe recuperate dal computer di
Davide
Centofanti, morto sotto le macerie.
«Salve a tutti», recita il testo scritto mesi prima del sisma,
«colgo l’occasione per augurare un felice Natale a tutte le persone
che mi vogliono bene. Spero che il prossimo sia diverso da quello
precedente perchè questo è stato pieno di dolore e sofferenza. Ho
avuto anche momenti di depressione e per una volta voglio pensare a
me. Mi auguro tanta felicità e di trascorrere una vita più serena
assieme alle persone che mi sono più care e mi sono rimaste, mia
mamma e mia sorella e spero di passare la prossima sessione
universitaria». «Davide non c’è più», ha concluso la Giannangeli,
commossa, «e non avrà più alcuna possibilità di superare la
sessione universitaria». E in segno di cordoglio per le vittime c’è
stato un minuto di raccoglimento chiesto dal presidente dell’Ordine
degli avvocati dell’Aquila,
Antonello
Carbonara.
RASSICURAZIONI. Ma ai timori di prescrizione
della Giannangeli sono seguite le rassicurazioni del ministro e del
presidente della Corte. «I responsabili degli uffici dell’Aquila»
ha detto il ministro «ci hanno assicurato che presto si chiuderanno
i processi. Noi staremo accanto a chi lavorerà per accertare le
responsabilità del disastro». Il presidente Canzio ha aggiunto che
occorre tenere alta la guardia contro le infiltrazioni mafiose
nella ricostruzione ma finora i controlli hanno tenuto.
RISORSE. Il ministro hanno annunciato anche nuove
risorse per i processi: l’arrivo di un altro pm in procura, altri
due magistrati per la corte di appello e la istituzione di una
seconda sezione di corte di appello penale.
31 gennaio 2010