di FABIO IULIANO
L’AQUILA. La partita della ricostruzione si gioca sugli aggregati urbani del centro storico. Una sfida per centinaia di cittadini proprietari di appartamenti e residenti «dentro le mura», i quali, in queste settimane, si stanno riunendo in consorzi pubblico-privati in attesa del bando comunale che sancirà l’avvio ufficiale delle loro attività. Ieri pomeriggio, centinaia di persone hanno affollato l’auditorium di palazzo Silone, in occasione della presentazione dei primi risultati di studio sugli immobili da parte del consorzio pubblico-privato «Piazza della Prefettura», progetto-pilota per la ricostruzione del centro storico.
In tanti si sono stretti attorno al tavolo di confronto, in rappresentanza delle decine di consorzi di proprietari che stanno nascendo, tra gli altri ci sono quelli che riuniscono più isolati in via Sassa, piazza San Pietro, via Fortebraccio, via Garibaldi, via Roma e via XX Settembre. Tutti sorgono allo scopo di definire le linee guida per gli interventi sul centro storico, superando problemi tecnici e burocratici. «Nostro obiettivo», ha esordito
Roberta Gargano, presidente del consorzio-pilota, «è quello di elaborare un progetto, aperto alla collaborazione delle università nazionali ed estere, che riesca a dettare le linee guida degli interventi, costituendo un precedente per la nostra città e per le altre emergenze sismiche a livello internazionale».
I RISULTATI. I risultati più significativi riguardano l’impostazione metodologica di approccio al lavoro. Gli studi in piazza
della Prefettura, secondo una progettazione cura di
Roberto
Scimia, sono stati condotti con il supporto dell’U
niversità di Padova. «Stiamo fornendo un supporto tecnico come
università e Reluis», ha spiegato il professor
Claudio
Modena. «È importante mettere a posto tutta la
documentazione tecnica per accedere alla richiesta di finanziamento
e alla documentazione. Gli edifici di questa zona hanno diverse
origini, epoche diverse, la cosa difficile dal punto di vista
tecnico è questa». Al convegno era presente il presidente del
consorzio Reluis. «Dopo il terremoto», ha spiegato, «il sistema
universitario italiano ha messo a servizio della ricostruzione
mille professionisti, in sinergia con gli enti locali. La
progettazione della ricostruzione è fondamentale», ha proseguito,
«e le priorità sono la sicurezza degli abitanti. Abbiamo visto
quello che è successo ad Haiti, in una metropoli costruita senza
regole».
ANALISI STORICA. I parametri tecnici li ha
forniti l’architetto
Corrado Marsili della
Soprintendenza. «Ci siamo dovuti interrogare», ha detto, «in un
momento in cui bisogna fare un piano integrato che parte dalle
fondamenta, tenendo in conto che molti dei palazzi non sono
complessi a sé, ma fanno parte di aggregati urbani. Proprio da lì
parte la nostra sfida». Con questa impostazione sono stati
effettuati i rilievi, tenendo ben presente un’analisi storica della
zona. «Abbiamo valutato il nostro isolato», ha spiegato Marsili,
«ricostruendo l’evoluzione di questa zona in alcune diverse fasi
della storia della nostra città, in continuo cambiamento». In
particolare, sono stati esaminati alcuni palazzi in piazza della
Prefettura, del 1500, del 1700, e poi del 1703, per arrivare al
1858 e, quindi, allo stato attuale. Uno studio approfondito va
riservato, inoltre, alle costruzioni in muratura, in relazione
anche alle modifiche che sono state effettuate nel corso dei secoli
con l’uso del cemento armato.
MARCHETTI. Il vicecommissario ai Beni culturali
per l’emergenza sisma
Luciano Marchetti ritiene
stimolante la prima esperienza pilota del consorzio
pubblico-privato di «Piazza della Prefettura». «Se si ricostruisce
L’Aquila», ha commentato, «lo si fa perché c’è la forte
determinazione dei cittadini aquilani. Il consorzio», ha
proseguito, «dev’essere un elemento trainante anche perché la
strada della ricostruzione è difficile e non è pensabile avere la
bacchetta magica».
ESPERTI STRANIERI. Particolarmente significativo
l’apporto degli esperti internazionali, tra cui
Paulo
Lourenco dell’Universitade do Minho in Portogallo e
Pere Roca dell’Universitat Politecica de
Catalunya, che sono stati coinvolti attivamente nel progetto
«Niker» che è di respiro europeo.
LE REAZIONI. Piuttosto animato il dibattito che è
seguito alle relazioni annunciate. Molte le perplessità che sono
state espresse da parte dei cittadini intervenuti su vari
argomenti. A partire da quello legato ai costi della progettazione,
come ha sottolineato l’avvocato
Pierluigi Tosone
e, soprattutto, ai tempi di intervento anche in relazione al
passaggio di consegne per la ricostruzione, dalla Protezione civile
agli enti locali. Entusiasta dei contenuti dell’incontro sulle
strategie della ricostruzione la presidente della Provincia
Stefania Pezzopane. Presente anche il viceprefetto
Graziella Patrizi.
20 gennaio 2010