di FABIO IULIANO
L’AQUILA. I primi risultati dello studio condotto sugli immobili degli isolati di piazza della Prefettura verranno presentati questo pomeriggio all’auditorium Silone, nel palazzo della Regione. L’iniziativa è organizzata dal consorzio di proprietari della zona. «Nostro obiettivo», spiega la presidente Roberta Gargano, «è quello di elaborare, con l’aiuto di esperti internazionali, un modello di ricostruzione da mettere a disposizione dell’Aquila e di tutte le città che devono confrontarsi con l’emergenza terremoto».
Un confronto, organizzato in collaborazione con la Protezione civile e il consorzio Reluis, che è aperto a tutti quelli che vogliono attivarsi al recupero e alla ricostruzione del centro storico dell’Aquila e quindi anche ai altri rappresentanti degli altri consorzi. Realtà che stanno crescendo nelle ultime settimane. «È un fenomeno importante per la nostra realtà», spiega la Gargano, «perché è giusto che siano i cittadini ad occuparsi direttamente della ricostruzione. E poi l’esperienza dei consorzi è anche utile dal punto di vista sociale in quanto le riunioni a cui stiamo partecipando ci permettono di riprendere quei contatti che sono stati interrotti dopo del 6 aprile». Tre giorni fa l’incontro tra i proprietari di via Sassa.
«È stata un’esperienza stimolante», commenta, «in cui molte persone hanno ripreso contatto con quella quotidianità che ha da sempre contraddistinto queste zone. Del resto, prima si usciva e si incontrava il negoziante, il barista, il professionista che aveva lo studio in centro.
Col terremoto c’è stata una diaspora». L’appuntamento di oggi
coincide con la presenza all’Aquila di esperti internazionali
provenienti da dodici Paesi dell’Unione europea e dell’area
mediterranea, in città per partecipare al progetto di ricerca
europeo «Niker» sulla protezione dei beni culturali dal rischio
sismico.
Nella mattinata di ieri, gli esperti si sono ritrovati anche in
una tavola rotonda a Santo Stefano di Sessanio, convocato con l’o
biettivo di «sviluppare una serie di metodologie e tecniche a
tutela degli assetti e delle eredità culturali dopo un evento
sismico importante come quello dell’Aquila, una metodologia», come
si legge nella nota di presentazione. Un intervento «mininvasivo
per il territorio interessato». I contributi internazionali sono a
cura di
Paulo Lourenco, Universitade do Minho in
Portogallo e
Pere Roca, Universitat Politecnica de
Catalunya in Spagna. «Abbiamo bisogno del sostegno di grandi
università europee», commenta
Roberta Gargano,
«perché le nostre realtà da sole non ce la fanno ad elaborare una
metodologia di studio adeguata ad una grande catastrofe».
Di qui la proposta di chiedere l’intervento di aiuti esterni al
fine di elaborare una strategia da mettere a servizio anche di
altre emergenze. «Le pagine dei giornali», dichiara ancora
Roberta Gargano, «sono piene in questi giorni di
testimonianze di scosse da più parti del mondo. Se riusciamo ad
elaborare qui una strategia, questa impostazione la possiamo poi
esportare altrove». All’incontro di oggi, in programma a partire
dalle 16, parteciperanno il presidente della Regione Abruzzo,
Gianni Chiodi, la presidente della Provincia dell’A
quila,
Stefania Pezzopane, e il sindaco dell’A
quila
Massimo Cialente.
Le note introduttive sono affidate a
Luciano
Marchetti, vicecommissario per i Beni culturali, a
Roberto Scimia, consulente tecnico del consorzio
dei proprietari «Piazza della Prefettura» e alla stessa Gargano. Le
relazioni sono a cura di
Mauro Dolce, della
Protezione civile,
Gaetano Manfredi, presidente
del Consorzio ReLuis,
Corrado Marsili, della
Sovrintendenza per i Beni Culturali, del professor
Claudio
Modena - anche lui referente di ReLuis - e di Antonia Pasqua
Recchia, direttore generale per l’Innovazione del
ministero dei Beni culturali. L’appuntamento è concepito in
collaborazione con l’università di Padova.
19 gennaio 2010