di Enrico Nardecchia
L’AQUILA. Case B e C: i conti non tornano ed ecco spuntare l’altra proroga. C’è tempo fino al 31 gennaio 2010 per ottenere i contributi per la riparazione delle abitazioni non gravemente danneggiate dal terremoto. Con l’ordinanza 3832 del 22 dicembre, resa nota alla vigilia di Natale, le imprese del cratere potranno rimodulare fino al 50 per cento dei mutui, spalmabile nell’arco temporale di 15 anni.
L’ASSISTENZA. I numeri dell’assistenza, del resto, indicano chiaramente che ci sono ancora 18mila aquilani sul registro della Protezione civile. Nel dettaglio, il dato aggiornato al 23 dicembre annovera le 9mila persone ancora in albergo (4410 nel Teramano, 2830 nell’Aquilano, 1211 nel Pescarese, 461 nel Chietino, 85 nell’Ascolano, 49 nel Lazio, 3 in Molise, 2 in Umbria) e le 7mila che ricevono l’assistenza nelle case private (5610 nel Teramano, 1176 nel Pescarese, 290 nel Chietino). Ci sono, poi, 1500 persone che dormono nelle caserme.
Nel progetto Case (4500 appartamenti, per 17mila persone, in 183 edifici, su 19 aree) la domanda è stata più grande dell’offerta «realizzabile in un tempo così breve», come ha ammesso lo stesso
Bertolaso prima della notte di Natale. Il capo della Protezione civile ha indicato le altre soluzioni: 1112 moduli abitativi provvisori per le frazioni e 500 moduli removibili. Per queste ultime due soluzioni ci sono ritardi che hanno spinto sempre
Bertolaso a mettere alla gogna le ditte inadempienti. Sono partiti i colloqui per le assegnazioni dei Map e
degli appartamenti in affitto.
Le assegnazioni del piano Case sono partite a settembre, quelle
degli alloggi in affitto a novembre e quelle dei Map tra fine anno
e la prima metà di gennaio. Sui moduli removibili che il Comune sta
acquisendo sarà lo stesso ente ad assegnarli, «secondo criteri in
via di definizione», come ha detto
Bertolaso. A
essere rimasti fuori dal piano Case sono i nuclei da uno e due
persone. Con proteste a non finire. Ma la Protezione civile
rassicura: prima possibile avranno una sistemazione alternativa. La
conclusione dei colloqui di verifica per il progetto Case è
prevista per i primi giorni di gennaio e «nel frattempo», avverte
Bertolaso, «si è già cominciato a procedere sulle
altre soluzioni abitative per chi ne restasse escluso.
Abbiamo cercato di ridurre al minimo possibile l’area degli errori
e delle soluzioni non idonee. Le persone sistemate finora negli
appartamenti Case sono 11500. Gli errori, dati i numeri dell’e
mergenza, non possiamo escluderli, e se li abbiamo commessi ce ne
scusiamo in anticipo, ma saranno alla fine marginali e ci sarà
modo, almeno quando risulteranno particolarmente gravi, di
correggerli». Questo è anche il senso della permanenza del capo
della Protezione civile per il primo mese del 2010, periodo nel
quale bisognerà completare proprio progetto Case e Map che
rappresentano una delle principali attribuzioni della proroga del
mandato.
CASE B E C. La ricostruzione leggera, tra intoppi
burocratici e incertezze, non è ripartita. Questo il motivo che ha
spinto
Berlusconi a disporre una seconda proroga
(31 gennaio 2010) per le domande di contributo di case B e C. I
numeri delle perizie accettate non sono ancora stati rielaborati
dalla Protezione civile, che ha parlato di oltre 10mila domande, a
fronte delle 15mila attese.
IMPRESE E MUTUI. Inserite anche agevolazioni per
le imprese del cratere. Sarà possibile rimodulare i mutui fino al
50% del debito residuo in un nuovo finanziamento di durata non
superiore a 15 anni. Il finanziamento dovrà essere a condizioni di
mercato e decorrerà dal giorno successivo alla scadenza di quello
originario. Rimodulazione possibile fino al 31 dicembre 2010. I
sindaci potranno adottare, fino al 30 giugno, procedure
semplificate per ottenere in tempi rapidi, dalle piccole imprese,
beni e servizi per la popolazione.
UN ALTRO ANNO. Prorogato al 31 dicembre 2010 il
termine per il contributo di autonoma sistemazione, «salvo che non
si siano verificate le condizioni per il rientro nella propria
abitazione».
FINTECNA. Il contributo per la ricostruzione dell’
abitazione principale o per l’acquisto di una equivalente a quella
distrutta spetta anche nel caso in cui si chieda il subentro dello
Stato, fino a un massimo di 150mila euro, nel mutuo precedentemente
acceso con garanzia sull’immobile distrutto. Stessa disposizione
anche quando il contributo è concesso attraverso finanziamento
agevolato garantito dallo Stato e quando l’importo del mutuo sia
superiore ai 150mila euro.
L’importo del finanziamento agevolato è diminuito dell’importo del
finanziamento preesistente accollato dallo Stato. Il debito
preesistente dovrà considerarsi estinto solo per la parte a carico
dello Stato. La parte residua, quella eccedente i 150mila euro,
dovrà essere estinta dal debitore. Il beneficio del subentro spetta
anche se la persona che ha contratto il mutuo non è residente ma ha
stipulato in favore del proprietario residente e datore di ipoteca
sull’immobile. Stesse disposizioni per gli immobili fuori cratere,
se c’è nesso di causalità danno-evento sismico.
AUTO DISTRUTTE. Una convenzione con l’Aci fissa
le modalità per la rimozione e lo smaltimento dei veicoli distrutti
dal terremoto e già censiti. I proprietari hanno tempo 30 giorni
dall’ordinanza per esprimere la propria volontà al rientro del
possesso: in mancanza di ciò i veicoli si considerano abbandonati.
L’Aci deve provvedere alla rimozione e allo smaltimento dei veicoli
e al rimborso delle spese già sostenute da chi abbia provveduto
autonomamente. La domanda per la radiazione dai pubblici registri
dei veicoli già censiti va presentata all’Aci.
27 dicembre 2009