di GIAMPIERO GIANCARLI
L’AQUILA. La nuova Casa dello studente di nuovo al centro di una vicenda giudiziaria. Stavolta è un ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) con il quale si contesta la delibera regionale 624 dello scorso 2 novembre che ha affidato alla Curia arcivescovile, almeno nel periodo dell’emergenza, la gestione della struttura tramite la Fondazione Falciola.
Il ricorso è stato presentato da alcuni giovani universitari che sono stati esclusi dalla graduatoria ai fini del loro inserimento nella Casa dello Studente. Secondo il ricorso, in sostanza, tutti coloro che non sono stati ammessi ai posti letto riservati alle Reiss Romoli sarebbero stati certamente ricompresi tra coloro destinati, per l’appunto, nella struttura realizzata dalla Regione Lombardia qualora si fosse osservata la regola di sempre prevista dall’Azienda per il diritto allo studio universitario (Adsu).
Invece, evidentemente, i criteri di selezione per i 128 posti letto sono stati diversi e ci sono stati forti malumori tra gli esclusi. Malumori di cui si è fatto interprete l’Unione degli studenti che ha promosso questa iniziativa.
Nel ricorso presentato dall’avvocato
Fausto Corti le controparti individuate sono due: la Regione e l’arcidiocesi aquilana. Non c’è stata ancora la discussione sulla istanza di sospensiva della delibera regionale prevista per ieri ma se ne riparlerà a gennaio. I giudici amministrativi che valuteranno il ricorso sono Perrelli, Passoni e Tramaglini.
Non è finita qui. Infatti gli stessi studenti aderenti all’Udu non
escludono di inoltrare anche una denuncia penale qualora, dopo
alcune valutazioni, possano emergere dei profili da sottoporre ai
magistrati.
La nuova Casa dello studente è stata realizzata nella frazione di
Coppito con una spesa di circa 7 milioni e mezzo di euro dalla
Regione Lombardia e tra trenta anni, secondo gli accordi diverrà di
proprietà della Curia aquilana. E’ stata inaugurata lo scorso 4
novembre alla presenza dello stesso
Roberto
Formigoni, presidente della giunta regionale di
centrodestra della Lombardia, che aveva presentato il progetto
nello scorso mese di luglio nella tendopoli di Monticchio.
E proprio in occasione della cerimonia di inaugurazione c’era
stata una forte contestazione da parte degli stessi aderenti all’U
du con degli striscioni anche molto eloquenti «Soldi di Stato
affari di Chiesa», contro il passaggio della struttura nelle mani
della Curia che però ha concesso il terreno (agricolo ma
trasformato in edificabile) in comodato gratuito.
E proprio in questa chiave è stata aperta una inchiesta alla fine
dello scorso novembre da parte della procura aquilana che ipotizza
il peculato, sia pure contro ignoti. In sostanza la magistratura
aquilana sta valutando la correttezza di questi passaggi.
Una vicenda, per la quale esiste anche un interesse della Corte dei
conti della Lombardia, che ha mandato in bestia lo stesso Formigoni
il quale ha avuto modo di dichiarare che «basta conoscere le leggi
per mandare direttamente nel cestino esposti di questo genere».
Anche l’arcivescovo
Giuseppe Molinari, quando
apprese dell’indagine penale, ne rimase stupito.
Quanto, invece, alla indagine penale sul crollo della Casa dello
studente di via XX Settembre, nel quale sono morti otto giovani, si
stanno attendendo le decisioni della Procura della Repubblica che
entro alcune settimane dovrebbe chiudere l’inchiesta e depositare
gli atti e le perizie tecniche che potranno così essere conosciute
dalle parti civili.
18 dicembre 2009