Terremoto, "Aiuti per le attività produttive"

L’appello delle associazioni di categoria su zona franca e benefici fiscali

    di Marina Marinucci L’AQUILA. La proroga dei benefici fiscali e contributivi e la definitiva approvazione della Zona franca urbana. Queste le priorità indicate nel documento che Camera di commercio, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali hanno affidato ai parlamentari abruzzesi. Un documento che contiene richieste, a sostegno dello sviluppo e dell’occupazione nelle aree devastate dal terremoto, da portare - in vista della Finanziaria - all’attenzione dei gruppi parlamentari e del Governo. Una «chiamata», quella del mondo produttivo e sindacale, alla quale hanno risposto, però, solo i parlamentari Pierluigi Mantini, Augusto Di Stanislao e Giovanni Lolli. E le assenze non sono passate inosservate. «Abbiamo predisposto questo documento» ha spiegato Ezio Rainaldi, presidente della Camera di Commercio, «per segnalare le difficoltà gravissime che questo territorio sta vivendo. Una situazione che già tra un mese, in assenza di una proroga dei benefici fiscali, potrebbe tracollare».

    «Per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga, risultano aver presentato la domanda 1.770 aziende, per un totale di 7.700 lavoratori. Prima del terremoto» si legge nel documento «il complesso delle attività commerciali produceva ogni anno un volume d’affari che sfiorava i 450 milioni di euro, oltre un terzo del reddito dell’intero comune dell’Aquila. Oggi solo una modesta parte dei circa 800 esercizi commerciali, con sede nella zona rossa, ha ripreso la propria atttività collocandosi in altri spazi».

    Una premessa necessaria per arrivare, dopo aver snocciolato
    anche i dati relativi agli ammortizzatori sociali, alla formulazione delle richieste. In primo luogo «la proroga della sospensione dei versamenti Irpef, delle tasse, dei contributi previdenziali, la cui restituzione dovrà essere effettuata con le stesse modalità disposte per le regioni Umbria e Marche. Poi la Zona franca «che va subito approvata con la relativa perimetrazione e dotata di risorse adeguate». Quindi, la proroga della sospensione del pagamento dei mutui, nonché della cassa integrazione in deroga e dell’indennità a sostegno dei lavoratori autonomi, per i quali gli aiuti (800 euro al mese) sono stati previsti per soli 90 giorni.

    Viene sollecitata anche l’approvazione dei contratti di programma presentati dalle aziende. Sin qui le “emergenze” da affrontare, tenendo conto anche del fatto che «all’Aquila» come qualcuno ha rimarcato «è stato lasciato poco degli 850 milioni di euro dei fondi Fas». Richieste che vanno tradotte in misure straordinarie, «regolate da norme e non da ordinanze, senza le quali non ci sarà ripresa». I parlamentari hanno confermato il loro impegno nella ricerca delle strade e delle «alleanze» per poter portare a casa un «buon risultato». Ovvero «quelle misure più volte annunciate dal premier Berlusconi, ma mai attuate». E da loro è anche arrivato l’appello alla mobilitazione «che» hanno detto «deve coinvolgere l’intero territorio».
    21 novembre 2009
     

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