Crolli, ecco i nomi degli indagati
anche quattro costruttori defunti

Altri nove indagati nell'inchiesta sul crollo della sede della facoltà di ingegneria a Roio. Tra loro anche costruttori e progettisti dell'opera, tra i quali Mauro Irti, direttore di cantiere della "Irti costruzioni"

      L’AQUILA Sono complessivamente 17 gli avvisi di garanzia emessi dalla Procura della Repubblica e notificati oggi nell'ambito dell'inchiesta sul terremoto: undici riguardano il crollo della Casa dello Studente, due quello del Convitto Nazionale, mentre altri quattro sono stati notificati a eredi di quattro costruttori defunti, dei quali non si conoscono le generalità. Queste quattro persone decedute sono state indicate negli avvisi di garanzia esclusivamente a fini risarcitori. Le ipotesi di reato sono omicidio colposo, disastro colposo e lesioni. Gli interrogatori cominceranno il 31 ottobre.

    Altre nove persone sono indagate nell'inchiesta sul crollo della sede della facoltà di ingegneria nella frazione di Roio. Tra gli indagati figurano costruttori e progettisti dell'opera, tra i quali Mauro Irti, direttore di cantiere della "Irti costruzioni", impresa poi fallita, che faceva parte dell'associazione temporanea di impresa realizzatrice della struttura.

    Per la casa dello studente sono indagati: Claudio Botta, ingegnere progettista; Giorgio Gaudiano, responsabile del collaudo per l'acquisto dello stabile da parte del Consiglio di amministrazione dell'opera universitaria dell'Aquila (anno 1977); Walter Navarra, ingegnere incaricato dal Cda dell'Opera; Bernardino Pace, progettista e direttore dei lavori di ristrutturazione dello stabile; Carlo Giovani, direttore dei lavori per conto della Regione Abruzzo; Pietro Centofanti, progettista e direttore dei lavori di restauro dello stabile; Tancredi Rossicone, progettista e direttore dei lavori di re
    stauro; Massimiliano Andreassi, progettista e direttore dei lavori di restauro incaricato dei controlli che, secondo la Procura, non sarebbero stati eseguiti; Pietro Sebastiani, responsabile dell'area tecnica dell'Azienda per il diritto allo studio universitario, presidente della commissione di collaudo dei lavori di ristrutturazione; Luca Valente, direttore dell'Azienda per il diritto agli studi universitari dell'Aquila; Luca D'Innocenzo, attuale assessore alla Promozione sociale del Comune dell'Aquila e presidente dimissionario dell'Adsu.

    Per il Convitto nazionale gli indagati sono: Livio Bearzi, rettore del Convitto, e Vincenzo Mazzotta, dirigente del settore edilizio e pubblica istruzione della Provincia dell'Aquila.

    Per la Casa dello Studente gli interrogatori cominceranno il 31 ottobre quando saranno ascoltati Claudio Botta, Giorgio Gaudiano, Walter Navarra, Bernardino Pace, Carlo Giovani, Pietro Centofanti, Tancredi Rossicone, Massimiliano Andreassi, Pietro Sebastiani. Luca Valente e Luca D'Innocenzo, le cui posizioni secondo la Procura sarebbero più gravi, sono stati convocati il 5 novembre prossimo. I due indagati per il crollo del Convitto saranno interrogati il 30 ottobre alle 14.30.

    Il procuratore della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini, ha annunciato che saranno emessi altri avvisi di garanzia. Altri provvedimenti saranno inviati per la facolta' di Ingegneria di Roio e via via per tutti gli altri edifici distrutti dal sisma, in cui gli inquirenti hanno riscontrato delle responsabilita' umane.

    L'operazione di notifica degli avvisi di garanzia per i crolli alla Casa dello studente e al Convitto si e' rivelata piu' difficile del previsto a causa delle irreperibilita' di alcuni indagati, ''costretti'' dopo il terremoto a cambiare domicilio. Rossini ha anche informato che per ognuno degli indagati i provvedimenti sono diversi, e non uno cumulativo che in precedenza ipotizzato.

    Nel frattempo, il Procuratore ha fatto il punto sull'inchiesta: ''Molti pensavano che non si sarebbero fatti i processi, invece abbiamo eseguito 200 sequestri, stiamo andando molto rapidamente. Gia' quattro o cinque sono le perizie in nostro possesso e nei prossimi giorni ne avremo delle altre''. Rossini ha avuto, quindi, parole di elogio per se stesso, per il suo staff e per i giornalisti che hanno riportato le notizie cosi' come fornite dai magistrati.
    22 ottobre 2009
     

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