di Giustino Parisse
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L’AQUILA Con una lettera il capo della Protezione civile Guido Bertolaso e il sindaco Massimo Cialente hanno chiesto agli aquilani di avere ancora un po’ di pazienza. Per adesso non ci sono case provvisorie per ospitare tutti coloro che ne hanno bisogno. Se tutto va bene il tetto arriverà entro Natale. Ma c’è l’incognita del maltempo.
Ieri mattina, per sfuggire all’angoscia di una delle solite giornate senza fine e senza scopo, ho fatto un po’ di telefonate ad amici e sindaci sparsi sul territorio del cratere. Volevo capire a che punto è la costruzione dei cosiddetti Map (moduli abitativi provvisori). Sono le casette di legno (modello Onna ma vedremo che ci sono delle varianti) che inizialmente previste solo nei Comuni più piccoli ora dovrebbero essere costruite anche in alcune frazioni del Comune dell’Aquila. Il quadro che ne è emerso è contraddittorio e per certi versi desolante. A oggi gli unici Map consegnati (dove quindi ci abitano delle famiglie) sono quelli di Onna e Stiffe nel Comune di San Demetrio. Per il resto le casette sono ancora un miraggio per migliaia di persone. Il panorama, naturalmente è diversificato.
Il sindaco di Villa Sant’Angelo, Pierluigi Biondi, mi dice che qualche piccolo ritardo nella consegna c’è, ma si tratta di pochi giorni. Nel paese, la Provincia autonoma di Trento (quella che si è dimostrata più efficiente nella costruzione delle strutture), sta realizzando 94 case di legno. Il primo e il secondo lotto (60 alloggi in tutto) sono ormai in dirittura di arrivo (nel primo lotto ieri matti
na erano arrivati gli arredi), per il terzo lotto ci sarà da
attendere un po’, ma entro fine ottobre il cerchio dovrebbe
chiudersi. Nonostante questo, mi dice Biondi, gli sfollati,
giustamente, stanno diventando insofferenti. Il freddo comincia a
farsi sentire e molti non ce la fanno più a stare nelle tende e l’i
dea di andarsene in qualche albergo della costa o comunque lontano
da Villa Sant’Angelo in attesa dei Map non è molto gradita.
Telefono poi a Domenico Panone. E’ il sindaco di Barisciano. Nel
suo Comune dovrebbero essere realizzate 160 Map (una parte nella
frazione di Picenze). Le piattaforme di cemento sono pronte ma la
ditta che dovrebbe montare le casette si è fatta vedere solo da un
paio di giorni e ha cominciato il montaggio. Il dubbio del primo
cittadino è che per completare tutte e 160 le casette in tempi
rapidi ci vorrebbe un impegno, in termini di risorse umane,
eccezionale. Ma dall’aria che tira (ci sono stati già dei ritardi
nell’avvio dei lavori) c’è poco da stare allegri.
«Se arrivano pioggia, freddo e magari anche la neve» dice Panone
«c’è il rischio che i cantieri debbano fermarsi e allora saranno
tempi molto duri».
Chi è letteralmente infuriato è il sindaco di Poggio Picenze Nicola
Menna. Il Comune da tempo ha individuato l’area dove localizzare le
case provvisorie, ha realizzato piattaforme di cemento e servizi
relativi ma poi si è bloccato tutto. La ditta che ha vinto l’a
ppalto per il montaggio (la stessa di Barisciano e Fagnano) ancora
non si è fatta vedere tanto che Menna ha scritto una lettera
cortese nei toni ma dura nei contenuti, al prefetto Gabrielli e a
Bertolaso chiedendo un loro intervento affinché venga sbloccata la
situazione. «Forse non ci si sta rendendo conto» dice Menna «che
qui la situazione sta per diventare esplosiva, sono pronto a
mettermi alla testa di altri sindaci che hanno il mio stesso
problema per capire quello che sta accadendo e trovare soluzioni
immediate. Non si scherza sulla pelle della gente».
Adesso entra in gioco anche un fattore psicologico. Infatti è dal
mese di giugno che la parola d’ordine è stata: entro settembre al
massimo ottobre le case provvisorie saranno pronte. Ora che di
alloggi non se ne vedono ancora subentra l’inquietudine, l’idea di
essere stati presi in giro. Forse non è così ma vallo a spiegare a
chi vive ancora in tenda e deve alzarsi alle 6 di mattina per
andare a lavorare. La rabbia di Menna è la stessa di Mauro Fattore,
sindaco di Fagnano, paese dove, se non ci fossero stati ritardi e
burocrazia, chi ha perso la casa il sei aprile oggi poteva già
avere un tetto. Invece nulla e a poco vale la replica che arriva
dalla protezione civile: le ditte inadempienti pagheranno una
penale. Come prima: vallo a dire a chi è fuori casa da sei mesi.
La situazione è migliore in altri due Comuni: San Demetrio e Fossa.
A San Demetrio i borghi di legno sono in corso di realizzazione in
ognuna delle «ville » e questo ha comportato l’individuazione di
più aree (sette in totale). Novantaquattro alloggi (sui 211 totali)
dovrebbero essere consegnati a breve (per 21 è questione di qualche
giorno). Per gli altri la costruzione dovrebbe iniziare già domani
e quindi ci vorrà ancora un po’ di tempo (di solito si parla di 60
giorni). «La scelta di individuare più aree nasce dalla
consapevolezza » dice il primo cittadino di San Demetrio, Silvano
Cappelli «che è necessario evitare la disgregazione sociale, che
poi è un po’ lo stesso problema che si sta ponendo per L’A
quila».
A Fossa grazie all’associazione nazionale alpini, al Comune di
Verona e a tanta altra solidarietà (intercettata dal Comune con in
testa il sindaco Luigi Calvisi), procedono i lavori in località San
Lorenzo a poca distanza dalla necropoli. Il nuovo villaggio
(costruito in legno ma anche con altri materiali) dovrebbe essere
pronto per la fine del mese. A Castelnuovo di San Pio delle Camere
la tendopoli è stata smantellata ma le casette di legno sono di là
da venire. Notizie migliori da Sant’Eusanio Forconese.
Il sindaco Giovanni Berardinangelo sottolinea che la ditta che ha
appaltato i lavori, la Cosmohouse, sta completando la posa in opera
di 107 strutture su tre aree (due a Sant’Eusanio e una nella
frazione Casentino dove sono previste 35 case). Entro fine ottobre
è prevista la consegna. Per le frazioni dell’Aquila invece è tutto
ancora da fare
11 ottobre 2009