Sei mesi fa, morti e fuga dalla città

Il dolore per le vittime, i ricordi di una vita, l’incertezza sul futuro

    di Giustino Parisse L’AQUILA. Sabato, il programma di Fabio Fazio «Che tempo che fa» è stato dedicato a Renato Zero. Non l’ho seguito tutto ma, verso la fine, non ho potuto fare a meno di ascoltare una delle canzoni più note di Zero: «I migliori anni della nostra vita». Mentre la melodia risuonava nella cucina della mia casa di legno ho alzato lo sguardo e ho pianto: sei mesi dopo, come il primo giorno, come fra sei mesi.

    Gli occhi sono andati ai ritratti dei miei figli appesi sul muro, appena sopra la porta della camera da letto. La sera, quando la mamma e il papà sono soli e tristi, ci guardano, noi li guardiamo: con loro sono stati i migliori anni della nostra vita. Adesso resta il vuoto che nemmeno la rabbia riesce a riempire.

    Domenica mattina sono andato a messa nella chiesa tenda di Onna. Quando sono arrivato ho visto tanta gente e un coro di giovanissimi. Quella celebrazione era anche un atto d’amore che Tiziana e Pasquale hanno voluto fare alla loro Susanna Maria Celeste. Il 4 ottobre Susanna avrebbe compiuto 16 anni. Aveva la stessa età di mia figlia, Maria Paola. Erano amiche e fino a poche ore prima della scossa erano state insieme, unite da quella gioia di vivere che è di tutti coloro che hanno il futuro nelle proprie mani. Per la preghiera dei fedeli Tiziana aveva preparato un breve pensiero da rivolgere ad alta voce al suo angioletto volato in cielo nella notte del sei aprile. Ha cominciato a leggere: «Oggi, Susanna avrebbe comp....». E’ scoppiata in lacrime e con lei tutti coloro che stavano assistendo alla Messa. Sono questi i sei mesi
    dal terremoto con le sue 308 vittime. Sono il grido spezzato di una madre, il dolore che non si placa, la voglia di mollare tutto, tanto tutto è inutile e assurdo.

    Eppure si va avanti. Alla fine quando ho salutato Pasquale, papà di Susanna e di Benedetta - anche lei travolta dalle macerie e dalla polvere - lui mi ha detto: oggi doveva essere festa, ma che festa sia lo stesso, loro sono qui con noi. Ieri mattina i vigili del fuoco sono tornati a frugare nei resti di casa mia. Quando mio fratello mi ha avvertito che potevamo ancora recuperare qualcosa, sono andato senza molta convinzione. Avrei voluto solo assistere. Un modo come un altro per distrarsi in un giorno in cui i ricordi ti si affollano e non ti danno tregua.

    I vigili stavano liberando la mia macchina dalle macerie. L’avevo lasciata lì, sotto pietre e cemento. Dentro c’era poco da salvare. Ho tirato fuori la radio- stereo (inutilizzabile) e poi alcuni cd che portavo in macchina sempre. Uno era l’esecuzione della Nona di Beethoven, altri due contenevano canzoni natalizie che mi piaceva ascoltare soprattutto quando ero in compagnia di Domenico e Maria Paola. Poi ho trovato il cd che avevo fatto registrare nel maggio del 2007: vi sono incisi gli inni alla Madonna delle Grazie che coro e fedeli cantano nel giorno più importante per Onna: quello della discesa della Statua lignea della Vergine, prologo alla festa parrocchiale. Un documento sonoro che dopo quanto è accaduto il sei aprile, è anche un pezzetto di storia. Mi sono chiesto se fosse ancora integro e appena tornato a casa l’ho provato. Tutti gli altri cd erano fuori uso. Quello no, il suono era ancora limpido ed è stata la colonna sonora della mia giornata. La ruspa dei vigili del fuoco è poi arrivata sotto un muro, anche quello miseramente crollato alle 3.32.

    Ho intravisto la «cassa» dell’impianto stereo che avevo sistemato in un angolo della sala dove conservavo decine di volumi dell’E nciclopedia Treccani e tante altre enciclopedie uscite negli anni in abbinamento ai principali quotidiani italiani. Quello stereo, che ho utilizzato molto poco, aveva un valore affettivo. Era infatti il regalo che i colleghi del Centro mi avevano fatto nel settembre del 1990, pochi giorni prima del mio matrimonio. Mi sono ricordato che a fianco a quella «cassa» dovevano esserci i volumi della Treccani. Il vigile del fuoco e mio fratello hanno spostato delle pietre e sono emerse le enciclopedie. Qualche volume in buono stato, altri piegati e schiacciati, un paio con la muffa che li aveva già aggrediti.

    Li ho presi e appoggiati in luogo sicuro. Li ho quasi accarezzati come se avessi salvato una piccola parte di me. Quella meno importante. Quella di cui si può fare a meno. Ma per vent’anni molti dei miei risparmi erano stati utilizzati per comprare quelle enciclopedie su cui spesso avevano studiato anche i miei ragazzi. Poi a un tratto mi ha preso una sorta di voglia di fare, come se volessi cominciare a ricostruire con le mie mani la casa crollata sotto i colpi della scala Richter. Ho riordinato i nanetti di gesso che mettevo nel giardino vicino a Biancaneve. Ho sistemato le due ochette - anch’esse finte - che erano finite sotto l’erba alta di un giardino ormai sfiorito.

    Chi è arrivato a leggere fin qui forse dirà: ma con tutti i problemi che ci sono in questa città a sei mesi dal terremoto, questo continua a piangersi addosso, a raccontarci le sue giornate fatte di dolore e peregrinazioni varie.
    Sì lo so. Stamattina c’è chi è dovuto venire all’Aquila dagli alberghi della costa per non perdere il lavoro e per mandare i propri figli a scuola. C’è chi - e sono migliaia di persone - ha dormito ancora sotto una tenda, chi è relegato in qualche albergo delle zone interne e pensa alla sua casa da risistemare, chi da questa mattina alle 8 sta già vagando per gli uffici degli enti pubblici con una perizia in mano, con le carte di una burocrazia asfissiante che non si fa piegare nemmeno dal terremoto, chi è costretto in un camper con problemi di salute e nella più totale solitudine, chi ha la casa A o B e non sa a che santo rivolgersi per cercare di rientrare prima possibile.
    6 ottobre 2009
     
     

    Trova Indirizzi Utili

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione
    Tutte

    PROMOZIONI

     PUBBLICITÀ

    Negozi

    ilmiolibro