di Fabio Iuliano
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L’AQUILA. Servono 8mila posti letto per garantire un futuro all’Università dell’Aquila e per scongiurare il pendolarismo quotidiano di gran parte dei suoi studenti. Attualmente, i posti letto disponibili sono 212, tutti all’interno della Reiss Romoli. Per i restanti il Comune dell’Aquila è pronto a presentare la richiesta alla Protezione civile di 300 moduli abitativi (Map), 1000 moduli removibili oltre all’apertura di Casale Marinangeli.
Famosa per essere la casa dello studente antisismica mai aperta, Casale Marinangeli è tornata al centro delle richieste dell’amministrazione comunale attraverso le parole di
Luca D’Innocenzo. «Dopo un confronto proficuo con la commissione d’Ateneo delegata», ha proseguito D’Innocenzo «chiede la mobilitazione congiunta del dipartimento della Protezione civile e della Regione, per poter aprire finalmente Casale Marinangeli, in grado a pieno regime di garantire 70 posti, insieme ad ulteriori 60 in una residenza di Roio».
Il progetto della residenza fu approvato nel 2000 dal consiglio comunale e finanziato l’anno successivo con delibera della giunta regionale. Il collaudo avvenne immediatamente dopo, ma sono passati oltre 6 anni e non è stata mai utilizzata, sembra, permancanza di fondi necessari alla gestione. Casale Marinangeli, costato circa 7 miliardi di vecchie lire, nell’ala già conclusa conta 35 posti letto.
La struttura, secondo il pro-rettore
Giusi Pitari, una volta ristrutturata e arredata dalla Regione, potrebbe essere adibita a foresteria per gli studenti
che hanno la necessità di stare a L’Aquila anche solo
sporadicamente, ma il rischio è che la residenza venga usata al di
fuori dell’Università.
«Proponiamo al dipartimento la realizzazione di 300 moduli
abitativi provvisori di 70 metri quadrati, per 4 persone, da
costruire nella zona ovest della città, ad esempio nelle aree di
Cansatessa e di Preturo», dice D’Innocenzo. «L’ipotesi può coprire
il fabbisogno di 1.200 studenti universitari fuori sede,
individuati tra quelli che hanno partecipato al censimento. A ciò
potrebbero essere aggiunti 1.000 moduli abitativi removibili.
Utilizzando la legislazione sui campeggi è possibile l’insediamento
di tali strutture in aree agricole».
Secondo la proposta del Comune, «altre strutture provvisorie
potrebbero essere allestite con dei Moduli ad uso scolastico
provvisorio», ha detto ancora D’Innocenzo, «per 100 camere doppie,
per un totale di 200 posti». Il sindaco
Massimo
Cialente ha ribadito però che «la necessità di collocare
gli studenti è connessa con quella di assicurare un tetto sulla
testa, in tempi brevissimi, a tutti gli aquilani che ne hanno
bisogno, attraverso il Case e i Map». Frena l’entusiasmo il rettore
Ferdinando di Orio.
«Allo stato attuale», ha detto ieri «di concreto abbiamo solo i 212
posti nella struttura Reiss Romoli, per cui stiamo attivando il
bando. Il resto sono solo promesse. Ci è stato detto di abituarci
al pendolarismo e all’idea dello studente itinerante, ma è una
prospettiva che non accetto. Chiediamo invece che siano messi a
disposizione anche dei nostri studenti i moduli abitativi
provvisori o su ruote».
E restando sul tema degli alloggi, di Orio ha sottolineato come ci
siano «16 milioni di euro al Cipe che potrebbero essere impiegati
proprio per costruire i primi alloggi o centri di aggregazione per
gli studenti. L’anno accademico inizia tra 15 giorni e una
soluzione va trovata quanto prima per gli 8mila alloggi che i
presidi ci segnalano». Critica, infine, anche la situazione della
viabilità: «L’Arpa», conclude di Orio «aveva assicurato trasporti
gratuiti per i nostri studenti, ma fino ad oggi non è stata inviata
alcuna comunicazione ufficiale».
2 ottobre 2009