di Enrico Nardecchia
Sullo stesso tema
- GUARDA Casa, ecco le prime rinunce
- Case sfitte, parte la requisizione
- Elenco nuclei Progetto case
- Elenco nuclei Piano Map
- Nuclei familiari in collocazione
- Provvisoriamente non assegnatari
- Le nuove casette
- Berlusconi a Onna consegna le chiavi
- Onna, nuove case ma stesso dolore
- Quasi 6000 persone tornano a casa
- In arrivo 13 milioni
- Agibilità parziale, la svolta
- Gli irriducibili delle tende
- Tensione a piazza d'Armi
- Tende, fuori chi ha casa "A"
- I conti non tornano
- Corsa contro il tempo
- Scontro sui criteri
- Primo giorno di scuola
- Fiume di auto e studenti a Colle Sapone
ASCOLTA Il rientro di Enrico Nardecchia
SCUOLE Prima campanella per 4.500 studenti
- Nuovo calendario di apertura
- Tabella
- Nuovo calendario di apertura
- TABELLA
- Si ipotizzano i doppi turni
- Posizionamento delle scuole, il piano non piace a tutti
- Iscrizioni e trasferimenti nelle scuole aquilane
CASE Berlusconi apre le case degli onnesi
- La cronaca
GUARDSCOLTA Berlusconi e Bertolaso depongono corona
- L'attesa per Berlusconi di Enrico Nardecchia
IL BLOG Perdonanza e buon senso
EDITORIALE La penitenza di Berlusconi di Luigi Vicinanza
PERDONANZA Porta Santa chiusa tra le lacrime
- L'apertura
CENSIMENTO Ecco i dati
LEGGI Case sfitte, parte la requisizione
- Social card per gli sfollati
- Riapre via XX Settembre
- Sfollati nelle case di legno
- Cialente lancia l'allarme case
- Sì alle case antisismiche
- La catastrofe dalla A alla Z
LEGGI ANCHE
Napolitano a Onna: "Splendido esempio di solidarietà"
- Napolitano torna all'Aquila
- Dopo 5 mesi, stesso dolore di Giustino Parisse
- La vacanza dei consiglieri di Luigi Vicinanza
ASSEGNAZIONE CASA I criteri
RICOSTRUZIONE Case, soldi pronti subito
- Soldi alle seconde case
- Pugno duro contro chi specula
- Rientri nelle case agibili
- Via dagli hotel chi ha casa agibile
- Cinquemila sfollati consegnano il modulo
- Le regole per ristrutturare
- La tabella
- Onna, asilo nel nome di Giulia
- Le nuove case degli aquilani
TASSE Pagamenti in 60 rate
- Bloccato l'Irpef
- Sinistrati e tartassati di Luigi Vicinanza
- Stangata confermata
- L'audio
DECRETO ABRUZZO Ricostruzione finanziata con tagli alla sanità
- I punti chiave
- Il testo integrale
L'AQUILA - «Entro fine settembre non ci sarà più alcuna tendopoli aperta». Tra le parole del premier e la realtà ci sono una scossa di 4,1 Richter, il ritardo nella consegna delle case, le resistenze incontrate in alcuni campi di accoglienza, dove la gente, prima di mollare il posto, in tenda ma pur sempre un posto, vuole sapere qual è l’altro appiglio. Viaggio nei villaggi di tela tra paura e speranze.
AL GLOBO. Si parte dalla tendopoli del parcheggio Globo, dove i volontari del gruppo Alpini sarebbero pure pronti, basta un ordine, a sgomberare tutto. Anche se, per l’operazione, è già pronta una squadra speciale di 40 uomini che assicura che si farà tutto «presto e bene». Ma la fretta del dipartimento di Protezione civile, fretta che aveva spinto gli ospiti di questo campo ad avviare persino una raccolta di firme, ispirata dal comitato «3 e 32» dopo un’infuocata assemblea tra favorevoli e contrari alla chiusura del campo, sembra essere scemata. Sono ancora 700 gli ospiti del campo (che qualche mese fa ha avuto il picco di presenze con 1200 sfollati). In questi giorni sono andate via appena una ventina di persone. Le cucine della Marina e dell’Esercito sfornano ancora pasti e la sera la vigilanza viene raddoppiata perché, ora che qui accanto, nello stesso piazzale, hanno riaperto esercizi commerciali, «di notte si vede di tutto». Il capo campo Emilio Colleoni spiega: «Sappiamo che si stanno valutando, insieme ai residenti, le esigenze di ciascuno per arrivare ai trasferimenti. Il funzionario passa tenda per tenda» e la conferma
arriva da un manifestino che parla di censimento. La data probabile
per lo smantellamento, adesso, è quella del 15 ottobre. Ma in tanti
non vogliono andarsene. La signora Serena, che vive da sola, da sei
mesi è in tenda con un gruppo di stranieri. La voglia di una
sistemazione un po’ più normale è tanta. «Non voglio andare fuori
città. Quasi certamente, invece, mi toccherà un albergo lontano da
casa. Mi hanno detto: tra quattro giorni ti facciamo sapere dove
vai. Forse la scossa ha rallentato tutto. C’è tanto malumore nel
campo, ma le divisioni non servono. Penso che dovremmo restare
tutti uniti». Poco più in là Filomena De Luca, che abita alle case
popolari, è infuriata. «La scossa? L’abbiamo sentita eccome. Adesso
bisognerebbe temporeggiare prima di chiudere tutto. Io da qui non
mi sposto. La mia casa sta bene, ma gli altri piani sono
danneggiati. Ho una figlia disabile e non posso rischiare. Mi
devono dare una casa di ferro sennò rimango qua». Intanto, da
questo campo, quattro volontari sono stati spostati a Monticchio 1,
dove lo sgombero del campo ha provocato numerose proteste sfociate
in quella, clamorosa, di una donna che si è incatenata in tenda.
A PAGANICA. Un volantino che invita a scegliere i
soldi dell’autonoma sistemazio- ne è il deterrente della Protezione
civile dell’Umbria per alleggerire il campo di Paganica 4. Nessuna
iniziativa personale. Tutto in linea con la Protezione civile, ma
gli umbri stanno facendo di tutto per assicurare da un lato la
continuità dei servizi e dall’altro sollecitare, chi può e se la
sente, a sistemarsi altrove. Anche qui la data ufficiale di stop è
il 30 settembre ma tira tutta un’altra aria. Altro che
smobilitazione. Tutto in piedi, tutto come al primo giorno,
compresa la mensa dove siedono ancora 240 persone a pasto. «Più si
sposta la data, più la gente resta », dice un volontario. Il capo
campo, Andrea Pascucci, nella spianata spazzata dal vento del Gran
Sasso conferma che le uscite, finora, sono state poche. «Qui la
maggior parte della gente ha casa E o F. Delle case nuove si vedono
solo gli scheletri. Le consegne? Dal 14 novembre. Se arriva il
freddo forte, ed è un miracolo che il tempo ancora regga,
cominceranno i problemi». La soluzione alternativa proposte agli
sfollati di Paganica? Isola del Gran Sasso, di là dal traforo. Con
le navette per venire a scuola o a fare la spesa in paese per poi
tornare a dormire lì, la notte. «Ma la gente non ci sta», afferma
ancora Pascucci. «Di 12 contattati la metà ha accettato. I moduli
provvisori saranno pronti solo tra 40 giorni, ce l’ha ribadito il
sindaco. Per questo stiamo spingendo col volantino sul contributo».
Attaccato all’ingresso, dove tutti lo vedono, in grassetto c’è
scritto: «800 euro due coniugi ultra 65enni; 1000 euro famiglia di
5 persone con 2 anziani; 200 euro per ogni ultra 65enne o persona
con disabilità non inferiore al 67 per cento; 300 euro nucleo
monofamiliare, 400 euro bifamiliare, 600 euro nucleo con 3 o più
persone». Ieri notte, dopo la scossa, due persone sono tornate a
chiedere posto in tenda. «Avevano paura del terremoto e li abbiamo
riaccolti», conclude Pascucci, «ma secondo me in questa fase
occorrerebbe più solidarietà tra famiglie. Magari chi ha posto in
una casa che si è salvata potrebbe ospitare chi è senza soluzione.
Qui vedo poca solidarietà ». Le tende chiuse finora sono state 14
su 80, di cui 4 negli ultimi giorni.
A PIAZZA D’ARMI. Al tramonto di settembre, davanti
a uno scempio di immondizia lasciata al suo posto dopo lo sgombero
forzato della tendopoli più grande e più problematica dell’intera
città sparsa, tre dei 40 «irriducibili » ragionano su quando,
finalmente, se ne potranno andare. «Non sappiamo niente. Di certo,
a Ovindoli non se ne parla: l’abbiamo già detto. Avevano promesso
che per questa settimana ci avrebbero trovato una sistemazione più
vicina ma non si è visto nessuno. Ci hanno smontato e tolto tutto,
dobbiamo fare pure la guardia ai cartoni di acqua minerale. C’è
gente che viene da fuori e se la carica sulla macchina. Ma abbiamo
chiamato i carabinieri e uno l’abbiamo beccato». Qui ci sono ancora
persone disabili, come una donna anziana costretta sulla sedia a
rotelle. «Cialente? Qua non si è mai visto». Senza corrente anche l’
ambulatorio medico, che visita, sì, ma «fino al tramonto ».
Tendopoli chiuse a settembre? Pare di no. L’ultimo aggiornamento
parla di 11108 ospiti. Titti Postiglione (Sala Italia Protezione
civile) insiste: «L’obiettivo resta invariato». Le tendopoli chiuse
da maggio sono 86, ne restano ancora 85 anche se sul sito c’è
scritto 110. Impossibile chiuderle in 5 giorni
26 settembre 2009