di Luigi Vicinanza
Grazie Protezione civile. Grazie Bertolaso. Alla vigilia della consegna del primo lotto di case ai terremotati, martedì ad Onna, è giusto dar voce al diffuso sentimento di gratitudine degli abruzzesi nei confronti di tutti coloro che hanno operato - professionisti e volontari - nelle zone terremotate. Il lavoro svolto finora è straordinario.
Non tutti sanno però che a fine anno, il prossimo 31 dicembre, la gestione commissariale che fa capo al sottosegretario Bertolaso termina i suoi compiti. Lo prevede il decreto Abruzzo diventato legge. Via la Protezione civile, la gestione post-sisma ricade nelle responsabilità dei poteri locali: Regione, Provincia, Comuni. La velocità con cui sono stati realizzati gli alloggi del «progetto case» segna un successo nazionale. Dopodomani dal borgo di Onna Silvio Berlusconi racconterà all’Italia le imprese realizzate dal governo in Abruzzo: case arredate, frigorifero pieno e pure un biglietto di benvenuto firmato di suo pugno.
Sembra quasi che finalmente tutto sia tornato a posto. Ecco, il rischio è proprio questo. Lasciar intendere all’opinione pubblica nazionale che questo innegabile risultato è la conclusione di tutto. Non è così, termina - bene - solo la prima fase dell’emergenza. C’è poi il capitolo più difficile: far rinascere il centro storico dell’Aquila. Ne ha consapevolezza Gianni Chiodi. Il presidente della Regione, con il suo lucido intervento pubblicato martedì sul nostro giornale, ha aperto ufficialmente la discussione sulla fase 2 della ricostruzione, individuando problemi e strumenti per affrontarli.
Da parte del Pd e delle altre forze politiche c’è attenzione e disponibilità al dialogo. E’ un buon inizio.
Tuttavia sarebbe opportuno suggerire una proroga dei poteri di Bertolaso fino ad aprile prossimo. Chiodi propone «una nuova governance che coinvolga i poteri locali», ipotesi che si può realizzare solo se c’è unità e collaborazione. Ebbene tra pochi mesi bisognerà eleggere il nuovo consiglio provinciale dell’Aquila: la campagna elettorale per sua natura divide e lacera. E’ difficile pensare - sebbene la presidente Stefania Pezzopane ha subito risposto positivamente all’appello di Chiodi - che nello stesso tempo ci si possa stringere la mano e poi contendersi qualche voto in più senza creare tensioni e incomprensioni.
Poiché le elezioni sono previste a marzo 2010, la proroga di qualche mese dei poteri alla Protezione civile appare come forma di garanzia in campagna elettorale. In questo modo la stessa proposta Chiodi ne uscirebbe rafforzata. Di cose da fare nei prossimi anni ce ne sono davvero tante.
13 settembre 2009